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 Tesseramento 2018
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Forte (M5S Lombardia). Via le mafie dal business della Sanità

“Voglio rivolgere i miei complimenti alle forze dell'ordine e alla Prefettura per il lavoro che ha portato all'interdittiva antimafia con la chiusura di una farmacia a Milano. Il filone delle infiltrazioni mafiose, in Lombardia in ambito sanitario e farmaceutico, comprova che le mafie non hanno limiti nella capacità di rinnovarsi e riciclare denaro sporco. La nostra sanità non può essere il bancomat delle mafie”, così Monica Forte, Presidente della Commissione regionale antimafia e consigliera del M5S Lombardia.
“Ieri in Commissione Antimafia - continua Forte - abbiamo iniziato ad analizzare l’attività dei comitati regionali di controllo. Gli strumenti di analisi nel settore sanitario, soprattutto grazie all’informatica, esistono e vanno implementati ovviamente con il supporto a figure professionali in grado di leggere i dati e scoprire le anomalie. La Commissione intende impegnare la Giunta regionale perché ORA, il nuovo organismo anticorruzione della Lombardia, raccolga e migliori l’esperienza dei comitati di controllo che deve essere messa a frutto”.

Potere al Popolo - No al gestore privato delle cronicità. Esigiamo il rispetto dei tempi massimi previsti dalla legge per le liste d’attesa.

Dopo oltre 3 mesi da quando l’assessorato alla sanità della Regione Lombardia ha iniziato a spedire lettere ai cittadini con patologie croniche invitandoli a passare a gestori privati delle cronicità, sono solo circa 258 mila su oltre 3 milioni i pazienti cronici che hanno deciso di aderire. A fronte di oltre 3 milioni di lettere inviate, solo poco più dell’8% degli interessati ha, quindi, aderito al modello di gestione privatistica delle cronicità proposto dalla Regione Lombardia, che fa perno soprattutto sulla ingannevole promessa di una “corsia privilegiata” per evitare i lunghi tempi di attesa per le visite specialistiche (a patto, però, di utilizzare non le strutture ospedaliere consuete per i pazienti ma quelle che il gestore può offrire).Questo risultato a dir poco misero è stato ottenuto a spese di noi cittadini contribuenti: ci piacerebbe sapere quanto ha speso fino ad ora la Giunta Regionale per reclamizzare questa sua iniziativa verso i malati cronici attraverso gli spot sulle TV e le radio locali, le inserzioni sui giornali delle varie province, la stampa di centinaia di migliaia di opuscoli, la stampa e l’invio di oltre 3 milioni di lettere (più tutte le ore di lavoro degli impiegati e dei funzionari della Regione).

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Lombardia: fallimento totale delle delibere regionali per i malati cronici

I numeri parlano da soli e non lasciano scampo.

I toni trionfalistici dell’assessore regionale alla sanità, Giulio Gallera, sprofondano di vergogna sotto la cruda verità delle cifre.

Su 3.057.519 malati cronici che hanno ricevuto le lettere dalla regione solo l’8,44% ha firmato il contratto con un gestore, la cosiddetta presa in carico e solo il 4,6% (140.724) ha firmato il PAI, il Piano Assistenziale Individuale. Oltre il 90% dei cittadini cronici contattati dalla Regione fino ad ora non ha indicato alcun gestore e oltre il 95% di questi stessi cittadini non ha firmato alcun PAI.

Una vera e propria disfatta che appare ancora  più grave se si considerano tutti i soldi pubblici spesi dalla giunta regionale per reclamizzare le proprie iniziative verso i malati cronici attraverso spot, inserzioni e la stampa di centinaia di migliaia di opuscoli. Sarebbe interessante sapere quanto ha speso fino ad ora la Regione per fare tutto questo e scopriremmo che l’adesione al gestore di ogni singolo cittadino è costata non pochi euro alle finanze pubbliche, ossia a ciascuno di noi.

Che si tratti di un totale fallimento lo dimostrano i continui rinvii all’avvio del progetto decisi dallo stesso assessorato: inizialmente tutto il sistema avrebbe dovuto partire a pieno regime dal 1° gennaio 2018, poi è stato rinviato al 1° gennaio 2019 e ora l’ assessore afferma che saranno necessari circa cinque anni ! La fase di reclutamento avrebbe dovuto concludersi prima entro il 2017, poi nel 1° semestre del 2018, ora si parla del 31 dicembre 2018 e poi si vedrà.

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Erba (M5S Lombardia). Carta Sconto e caro-benzina, scandalo va affrontato. Valutiamo rimborso.

Alla luce dell’audizione con le associazioni dei consumatori in  Commissione Attività Produttive il Consigliere regionale del M5S Lombardia Raffaele Erba dichiara: “Sono numerose e documentate le denunce per i prezzi gonfiati che vanificano il bonus concesso dalla Regione Lombardia.  Attendiamo di audire le compagnie petrolifere e sentire le loro ragioni. I consumatori hanno già segnalato il caso all’autorità garante per la concorrenza per verificare che le compagnie non stiano facendo “cartello”. Se dovesse emergere un gioco scorretto, chiederemo un rimborso per il bonus che, ricordiamo, pagano tutti i lombardi. I cittadini che vivono nelle fasce della Carta Sconto devono fare il pieno in Italia, lasciando sul nostro territorio il gettito fiscale (scopo della Carta Sconto), senza sovrapprezzo e senza essere costretti, nonostante il bonus, a fare rifornimento in Ticino.

m5s - Anticorruzione, Lombardia ha bisogno di strumenti di prevenzione reale

“Attendiamo di valutare attentamente il progetto di legge della Giunta regionale.
Il tema dell’anticorruzione è stato trattato con enorme superficialità da Maroni e il sistema che aveva messo in piedi non ha portato a nessun risultato apprezzabile e va totalmente ripensato. Ci auguriamo, che in fase emendativa, ci sia la massima disponibilità di tutte le forze politiche a lavorare seriamente per dotare la Lombardia di strumenti di prevenzione reale della corruzione.
Ci aspettiamo un coinvolgimento diretto della Commissione regionale antimafia e anticorruzione nell’analisi del progetto. Ci preoccupa la fretta con cui questa nuova agenzia è stata proposta. Riteniamo che Fontana non abbia avuto il tempo sufficiente per aver piena consapevolezza del sistema attuale e per fare con tranquillità delle valutazioni di merito in un’ottica migliorativa. Va anche valutata la

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Basta. La regione deve tutelare i lavoratori delle società a cui affida gli appalti. Interrogazione del M5S.

La Regione Lombardia ha approvato con la Legge regionale 24 novembre 2017 - n. 26 dal titolo “Disposizioni per promuovere la stabilità dei lavoratori tramite l’adozione di clausole sociali nei bandi di gara regionali” una disciplina tesa ad assicurare ai lavoratori delle imprese appaltatrici di Regione Lombardia un’ampia tutela del posto di lavoro, sempre più messo in discussione da modelli organizzativi che prevedono ampio ricorso all’outsourcing e da margini aziendali e risorse pubbliche sempre più ridotti. In particolare i lavoratori dei servizi di guardiania e portierato sono vittime di un sistema su cui occorre fare luce.
Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, spiega: “A partire da una gara da 40 milioni che è sotto l’occhio dell’Antitrust dallo scorso mese di marzo e da lamentele di lavoratori rimasti senza occupazione come quelli del Besta (a cui è stato richiesto di accettare una riduzione di salario), ad altri che ricevono lo stipendio “regolarmente” in ritardo, costretti ad acquistare gli abiti da lavoro che

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De Rosa (M5S Lombardia). Impianti biogas e biometano: il Consiglio regionale decide di approfondire la questione.

Il Consiglio regionale ha deciso di approfondire il tema della regolamentazione e della pianificazione degli impianti di produzione biogas e biometano inviando la discussione della mozione presentata sul tema dal M5S alla Commissione Ambiente.
Massimo De Rosa, primo firmatario della mozione, dichiara: “E’ una vittoria del M5S per la salute dei cittadini e la qualità dell’aria. Finalmente la Lombardia ha deciso di aprire una seria discussione sul biogas e il biometano.
L’Italia è il terzo produttore mondiale di biogas, e la Lombardia, che ha già una qualità dell’aria fortemente compromessa, ha già più di 500 impianti sul territorio. Sono considerati a ‘energia rinnovabile’ ma producono emissioni inquinanti di precursori di polveri sottili, ossido di zolfo e altro. Per di più producono il digestato, sotto forma di rifiuto solido, che distribuito sui cambi aumenta la concentrazione di nitrati e può inquinare le falde acquifere. Incentivare questi impianti è un errore: oltre a consumare il territorio, inquinano e non fa bene alla salute. La discussione in Commissione sarà l’occasione per sollecitare Regione Lombardia a porsi come cabina di regia, valutando la reale sostenibilità di questi piccoli inceneritori, al netto degli incentivi, e accrescendo la vigilanza e i controlli ambientali sulla qualità dell’aria, delle acque e dei terreni nelle aree limitrofe a questo tipo di impianti”.

M5S Lombardia: “Aborto, in Lombardia è un diritto negato”

Il Gruppo Consiliare regionale M5S Lombardia ha pubblicato, sul blog del M5S Lombardia, una riflessione per il quarantesimo anniversario della legge 194. Nel post si legge: “Oggi cade il quarantesimo anniversario dell'approvazione della legge 194 sull’aborto, che garantisce un diritto di scelta che ogni donna deve poter esercitare. Oggi, quarant’anni dopo, quel diritto rimane nei fatti ostacolato, intralciato, in sostanza negato. La questione è quella dell’obiezione di coscienza di medici e infermieri. Esistono strutture dove l’obiezione è totale, altre dove l’iter per l’Ivg (Interruzione Volontaria della Gravidanza) è infinito, arrivando anche 5 mesi di gravidanza: un percorso tortuoso tra reparti, appuntamenti multipli, telefoni che non rispondono, psicologi, attivisti pro vita e infermieri ultracattolici che ti paragonano a un assassino. Ora, se è l’obiezione di coscienza è un diritto, lo è anche la scelta della donna di abortire. Non lo dice un partito o un gruppo di attivisti, lo dice la legge. Allora perché negli ospedali un diritto sancito dalla legge sembra essere ancora un tabù? Perché dopo quarant’anni poco o nulla è stato fatto per garantire la piena libertà di scelta alle donne, così come accade per i medici obiettori?

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Milano Pride 2018. Violi (M5S Lombardia): imbarazzante la bocciatura al patrocinio regionale

“È una bocciatura che imbarazza la Lombardia. Era un atto utile a offrire un contributo alla crescita e alla consapevolezza sui diritti, la discriminazione e la violenza.
Forza Italia, Lega e FdI sbattono la porta in faccia ai diritti civili, all’accoglienza e alla cultura del rispetto. Su questi temi a Palazzo Pirelli siamo ancora al Medioevo. Eravamo al Bergamo Pride di sabato scorso e il M5S parteciperà alle manifestazioni che si terranno in Lombardia nelle prossime settimane: il rispetto per i diritti di tutti merita sempre il patrocinio”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta la bocciatura dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale al Milano Pride 2018.

Consorzi forestali - Orsenigo (PD): “Grave ritardo: l’assessore Rolfi risolva il problema subito”

“Meno male che il neo assessore regionale all’Agricoltura Rolfi ha fissato il tavolo con i sindacati per il 28 giugno, ma è comunque tardissimo e la situazione dei nostri boschi e sentieri montani è al limite. Ma soprattutto ci sono 300 persone che attendono di sapere se lavoreranno o meno da fin troppo tempo. E questo è gravissimo”, è diretto Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, mentre commenta il rinvio a giugno, da parte di Regione Lombardia, della graduatoria che segue il bando sulle misure forestali e prevede l’assegnazione dei finanziamenti. “Un ritardo ingiustificabile”, aggiunge Orsenigo.

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M5S Lombardia. Trenord, Regione brancola nel buio

“La risposta di Fontana alla proposta di FS, nel giorno in cui viene votato in consiglio un ODG in cui si chiede alla Giunta di riprendere la trattativa con il futuro Governo per avere maggiori competenze ed autonomia su più temi, tra cui il trasporto, ci lascia basiti.
Oggi apprendiamo della disponibilità della Regione a cedere per intero le quote di Trenord, dichiarazione che contrasta con quella rilasciata alcuni giorni fa in cui invece si paventava l’acquisizione.
È la dimostrazione lampante che la Regione brancola nel buio e non ha ancora le idee chiare dopo anni di gestione disastrosa del servizio ferroviario a spese dei cittadini e che il problema, prima ancora che di governante, è politico perché non si è stati in grado di mettere le persone giuste ai posti di comando”, così Nicola di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia.

De Rosa (M5S Lombardia). Pesticidi, necessario pensarci subito. Rif. Ispra, in Pianura Padana più sforamenti pesticidi

“Siamo molto preoccupati per la massiccia presenza di pesticidi nei suoli della Lombardia. Obiettivo prioritario delle politiche nazionali e regionali deve essere eliminare gli inquinanti dai campi e dai nostri piatto.
Anche la perdita di un bene come l’acqua non può essere sottovalutata. La Pianura Padana, con il cambiamento climatico, è a rischio di desertificazione. O ci pensiamo oggi, oppure domani sarà troppo tardi. Quanto alle disuguaglianza tra regione e regione nelle analisi e nei controlli, saranno appianate anche grazie alla Legge sul sistema nazionale di protezione dell’ambiente, che ho firmato, e che daranno gli stessi strumenti alle Arpa regionali”, così Massimo De Rosa, consigliere regionale del M5S Lombardia.

Al M5S la Commissione Antimafia, Monica Forte eletta Presidente

La consigliera regionale del M5S Lombardia Monica Forte è stata eletta Presidente della Commissione speciale Antimafia di Regione Lombardia.

Forte commenta: “E’ una scelta che premia il grande lavoro del Movimento negli ultimi cinque anni in Commissione Antimafia in particolare modo sulla legge regionale approvata nel 2015.

E’ una commissione che lavorerà sodo, non solo sulla prevenzione delle infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici, ma anche su trasparenza, anticorruzione e diffusione della cultura della legalità, quattro fra i pilastri della proposta politica del M5S.

Giudico molto positiva l’esperienza del passato. Va riproposta la collaborazione con le scuole e le sedute esterne della Commissione sul territorio. L’obiettivo però è implementare il lavoro di elaborazione di risoluzioni e atti di indirizzo politico alla Giunta, insieme al controllo delle attività del Consiglio e del bilancio regionale e a rapporti più stretti con le Prefetture e le Forze dell’Ordine. L’impegno per il contrasto a mafie e corruzione non è mai sufficiente e a tale scopo vogliamo aumentare le audizioni in Commissione di esperti e persone in prima linea nella lotta alle mafie per arricchire il nostro bagaglio di conoscenze e confrontarci sugli strumenti e le strategie da mettere in campo.

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Violi (M5S Lombardia). Salone Mobile: “finanziamenti vadano a PMI e non a multinazionali”

“Oggi sono al Salone del Mobile con Luigi Di Maio, Alessandra Pesce, Alberto Bonisoli e Stefano Buffagni, un appuntamento importante per Milano e per tutto il Paese, che racconta al mondo l'eccellenza italiana nel settore del design, dell'arredo, dell'artigianalità, della lavorazione e della trasformazione dei materiali. In questo contesto Lombardia è il motore del comparto, con i suoi 7 miliardi di giro d'affari, con le sue 10.126 imprese e con il suo volume di export (Rapporto Federlegnoarredo 2017). E' fantastico parlare con chi rende grande nel mondo il nome dell'Italia e della nostra regione. Non dimentichiamoci che questi numeri sono il prodotto della piccola e media impresa, tradizione del nostro territorio. A noi spetta il compito di sostenerla il più possibile evitando, solo per fare un esempio, che i finanziamenti pubblici finiscano sempre nelle tasche delle multinazionali. Questo sistema deve cambiare, dobbiamo premiare soprattutto le Pmi. Ci batteremo severamente in Consiglio Regionale su questo tema. Abbiamo

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