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 Tesseramento 2018
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Facebook rimuove la pagina dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre ma non i contenuti dichiaratamente nazifascisti

“Pagina rimossa”. E’ questo il messaggio che questa mattina gli amministratori della pagina Facebook dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre hanno visto comparire sulla loro pagina.
Circa 21.000 fan, la pagina è ormai punto di riferimento dell’Antifascismo nazionale, indagini, denunce, inchieste sull’universo dei rigurgiti neri che nostro malgrado rendono la Lombardia e l’Italia stessa un laboratorio dell’estrema destra.

Questa volta è diverso!

E’ successo altre volte, ma ci hanno sempre segnalato quale fosse il post che violava, a detta loro, gli standard. Ma di solito la pagina è stata bloccata: questa volta risulta rimossa. E’ gravissimo”.

Profili “sospetti”

Che qualcosa di strano stesse succedendo, gli amministratori lo sospettavano. “Abbiamo notato diversi profili “strani” tra i nuovi like alla pagina. Profili senza foto o con nomi palesemente finti. Però abbiamo deciso di non bloccarli d’ufficio solo sulla base di un sospetto”.
Chissà che non siano stati proprio quei profili a organizzare una segnalazione di massa che ha portato alla rimozione della pagina. E tutto questo accade mentre i membri delle nostre redazioni in giro per l’Italia vengono continuamente minacciate/i.

Siamo Indignate/i.

Una valanga di solidarietà

Leggi tutto: Facebook rimuove la pagina dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre ma non i contenuti...

Verni (M5S Lombardia). Fanghi nelle risaie, il TAR da ragione ai Comuni, Regione Lombardia deve annullare la delibera.

Il TAR, con una sentenza pubblicata oggi 20 luglio 2018, ha accolto il ricorso dei Comuni del pavese e del lodigiano contro la Regione Lombardia per annullare la delibera n. X/7076 dell'11 settembre 2017 (in allegato) che fissava valori più alti di idrocarburi nei  fanghi da depurazione per l'utilizzo in agricoltura.
Per il Tribunale amministrativo regionale, il ricorso è fondato: “le disposizioni di tale delibera sarebbero in contrasto con la normativa primaria statale”.
Simone Verni, consigliere regionale del M5S Lombardia, “Il M5S ha sin da subito sostenuto l’azione dei Comuni anche con iniziative in Consiglio regionale. L’innalzamento dei valori di idrocarburi nei fanghi, oltre al rischio di contaminazione ambientale, porta con sé quello di contaminazione alimentare pericolosi per la salute. Dopo la sentenza del TAR Regione Lombardia deve agire immediatamente e annullare la delibera”.

M5S Lombardia, sì 3 milioni in più per beni confiscati alle mafie e più fondi a bilancio per le vittime di usura.

Nel corso della Commissione regionale Programmazione e Bilancio sull’Assestamento di Bilancio sono stati approvati tre emendamenti del Movimento 5 Stelle che attribuiscono al contrasto alle mafie e al sostegno alle vittime di usura più risorse rispetto a quanto preventivato.
Monica Forte, consigliera regionale del M5S Lombardia, dichiara: “E’ un segnale importantissimo: c’è un impegno concreto della Lombardia nel contrasto alla criminalità organizzata e per il sostegno alle vittime di usura.
Grazie ai nostri emendamenti la Lombardia investirà un milione di euro in più all’anno, per i prossimi 3 anni, nel fondo regionale per il recupero e il riutilizzo dei beni confiscati. Sono finanziamenti fondamentali, restituire ai cittadini i beni delle mafie è una vittoria dello Stato.
Abbiamo anche ottenuto 150 mila euro in più per il fondo per le vittime di usura ed estorsione. Andranno per la consulenza, l’assistenza legale, e per garantire continuità lavorativa ai piccoli imprenditori vittime di usura, una piaga contemporanea. Ovviamente apprezziamo lo sforzo della nostra Regione in questa direzione, sono temi questi alla base di un lavoro serio di contrasto e prevenzione di ogni forma di illegalità”.

De Rosa (M5S Lombardia). Consumo di suolo, presentato rapporti ISPRA. Lombardia maglia nera, serve soluzione condivisa e definitiva

“Il consumo di suolo in Italia e in Lombardia non si è fermato, cresce al ritmo di due metri al secondo, la legislazione non funziona. È necessario lavorare per trovare una soluzione condivisa e definitiva, la direzione è la riduzione del consumo di suolo, da qui non di scappa. Non è una guerra a chi lavora nell’edilizia sul territorio, anzi va sostenuto chi investe sul territorio, per recuperare più efficiente dal punto di vista energetico, per recuperare le aree industriali, per la rigenerazione urbana per la riqualificazione e per le bonifiche”, così nel suo intervento alla presentazione,a  Roma, del Rapporto annuale di ISPRA sul consumo di suolo il delegato del M5S, il consigliere regionale lombardo  Massimo De Rosa.
“La legge regionale del Veneto e della Lombardia vanno riviste, anche in ambito locale vanno ricercate soluzioni. Le leggi non possono essere bandierine da sventolare ai fini elettorali.  In Lombardia la percentuale di suolo consumato nel 2017 sfiora il 13% è la più alta su scala nazionale. La nostra regione ha superato  quest’anno i 310 mila ettari del suo territorio coperto artificialmente. I primi 55 comuni con la maggior percentuale di suolo consumato si trovano in Lombardia e Campania. Questi primati negativissimi ci dicono una sola cosa: la Lombardia è la maglia nera d’Italia sul consumo di suolo e dobbiamo invertire rapidamente la rotta”, conclude De Rosa.

Stop alla plastica usa e getta negli uffici pubblici, mense e alle sagre: la proposta di legge del M5S Lombardia

Il M5S Lombardia ha presentato una proposta di legge regionale per vietare l’uso di plastica usa e getta negli uffici pubblici, nelle mense e alle sagre, il PDL 18 dal titolo "Divieto del monouso non biodegradabile o non riciclabile".
 
Roberto Cenci, consigliere regionale primo firmatario dell’atto, spiega: “Via tutta la plastica che non è riciclabile o biodegradabile. È questo il senso del nostro progetto di legge regionale. Combattere le plastiche, e la loro diffusione nell’ambiente, è una sfida che ci riguarda tutti. Proprio per questo abbiamo dato un seguito al percorso avviato dal Ministro per l’Ambiente Costa per ridurre la produzione di plastica e gli imballaggi inutili. Lo vogliamo fare a partire dal nostro quotidiano, dagli uffici istituzionali di Regione, consorzi, comuni e enti, istituti ed aziende legate all'amministrazione pubblica.
L’idea è vietare la plastica monouso, come bicchieri e posate, in uffici, mense pubbliche e scolastiche e alle sagre”.
Il PDL prevede l’utilizzo di contenitori, cannucce e stoviglie monouso per la somministrazione degli alimenti o delle bevande solo se riciclabili o biodegradabili o di plastiche “che derivano da materie prime rinnovabili o interamente biodegradabili, oppure che abbiano entrambe le proprietà e che siano regolarmente certificate”. La Lombardia per parte sua, dovrà incentivare “finanziariamente gli enti locali al fine dell’utilizzo di stoviglie e posate riutilizzabili, riciclabili o biodegradabili presso feste pubbliche e sagre e presso le mense pubbliche”. Per chi non rispetterà i divieti sono previste multe dai 5 ai 10 mila euro.
Per Cenci: “Bioplastiche o oggetti di materiale biodegradabile sono ormai una valida alternativa alle plastiche. Mi auguro che il progetto di legge arrivi in consiglio regionale per essere approvato: la Lombardia può fare da apripista nella lotta alle plastiche che richiedono di tempi lunghissimi, fino a 1.000 anni, per degradarsi. È ora di finirla di lasciare inammissibili debiti ambientali alle future generazioni”.

Fanghi nelle Risaie della Lombardia con autorizzazioni col piu' alto tasso di contaminanti. Finalmente una voce di dissenso in regione.

Verni (M5S Lombardia). Fanghi in agricoltura: mancano le linee guida della Regione per i Comuni
 
La Giunta regionale della Lombardia ha risposto a un’interrogazione del Consigliere regionale del M5S Lombardia Simone Verni sull’emissione delle linee guida per l’uso dei fanghi in agricoltura.
 
L’interrogazione chiedeva: “Se Regione Lombardia, intenda attuare quanto sancito dalla DCR X/1548 Mozione n. 811"Linee guida per i comuni per l'impiego dei fertilizzanti sui suoli, in particolare in merito allo spandimento dei fanghi di depurazione", approvata all'unanimità dalle Commissioni VI "Ambiente e Protezione Civile" e VIII "Agricoltura, Foreste e Parchi" in sede deliberante il 27/6/2017 e predisporre, le linee guida finalizzate a fornire un supporto tecnico ai Comuni per l'adozione di un regolamento che  disciplini le modalità di utilizzazione agronomica dei fanghi di depurazione e dei gessi di defecazione affinché i criteri e le modalità siano omogenei su tutto il territorio lombardo”, per garantire una maggiore salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini.
 
La giunta ha dato una lunga risposta riassumendo per sommi capi la normativa vigente (nazionale e regionale) e l’attività fatta da Regione Lombardia comunicando di aver inviato all’ANCI, nel febbraio 2018 (Giunta Maroni), una sorta di circolare riepilogativa.
 
Per Verni: “La risposta è totalmente insoddisfacente. Non avevamo chiesto sette minuti di riassuntino di quello che aveva ha fatto la Giunta regionale fin qui. Abbiamo chiesto di dare applicazione a una mozione approvata dal Consiglio regionale. La Regione Lombardia non ha ancora emanato le linee guida per i Comuni ma si è limitata ad una circolare. Il tema delle linee guida oltre a dare un valido e concreto supporto ai Comuni e ad uniformare la gestione di fanghi in tutto il territorio lombardo, metterebbe al riparo i Comuni da errori e/o ricorsi al TAR e molti Comuni, spaventati da ciò, attendono l’emissione di tali linee guida. Non è chiaro il perché la Giunta non dia seguito alla Mozione se è per mancanza di volontà o per limitata capacità! La giunta deve attuare la mozione, non siamo in una bocciofila, ma in un’Assemblea eletta da oltre 10 milioni di cittadini e la Giunta applicare una mozione votata dal Consiglio regionale, perché non è un’opinione, né una richiesta di un favore!”.

Erba (M5S Lombardia). Navigazione laghi, M5S chiede uno studio completo

Il Consiglio regionale ha reinviato alla Commissione regionale competente la discussione sulla mozione tesa alla riorganizzazione della navigazione dei laghi. Il M5S Lombardia aveva depositato un emendamento alla mozione, che ripresenterà in Commissione, che chiedeva uno studio generale dettagliato sulla mobilità lacustre in Lombardia.

Per Raffaele Erba, consigliere regionale del M5S Lombardia,  “prima di qualsiasi iniziativa è necessario capire  quali  soluzioni  e  quali  sviluppi  possono  esserci  nell’ambito della navigazione lacustre.

Lo  studio  deve  avere  caratteristiche  innovative e guardare alla mobilità sui laghi come una alternativa che può ridurre il traffico veicolare. Orari, coincidenze, biglietterie, carenze infrastrutturali, problematiche e mezzi ibridi o elettrici. Nulla va lasciato al caso per potenziare un servizio che può rappresentare un cambio di passo nel trasporto pubblico e nella tutela dei nostri territori. Ovviamente lo studio dovrà coinvolgere università, giovani e il territorio, che deve essere parte attiva nel processo politico-decisionale”.

Biglietterie Trenord. Difensore regionale dà ragione a M5S: Società deve fornire i documenti. Ennesimo scivolone di Farisè. Prima Fontana le da il benservito e meglio è.

“lo scrivente Difensore regionale, non comprendendo le ragioni del diniego, accoglie il ricorso e invita Trenord Srl. a consegnare all’istante la documentazione richiesta”, così Carlo Lio, Difensore Regionale in una lettera inviata ieri, 26 giugno 2018, a Cinzia Farisè, dà ragione al M5S Lombardia. Il consigliere Nicola Di Marco aveva presentato ricorso dopo che Trenord, a una richiesta formale di accesso agli atti si era rifiutata di fornire il capitolato di gara per l'affidamento del servizio di attivazione e sviluppo di una rete di punti vendita di titoli di viaggio Trenord.
Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “Trenord e la Farisè non sono né sacri né intoccabili perchè sono a libro paga dei lombardi.  E devono rispondere ai cittadini della loro attività. Non si possono permettere di rifiutare controlli e verifiche.
Sappiamo tutti che la gestione delle ferrovie in Lombardia fa schifo, e lo ha ammesso persino Fontana, ma non è tollerabile che la società faccia di tutto per nascondere dossier strategici.
Sulle biglietterie, oltre a una questione di trasparenza, c’è anche una questione di sostanza: la riorganizzazione dei punti vendita impatta direttamente sui servizi all’utenza e ai cittadini, in un settore critico quale quello della mobilità e trasporti. Restiamo in attesa che  Trenord venga a presentare in Commissione Territorio e a discutere con i consiglieri il piano di intervento sulle biglietterie per far chiarezza su questa vicenda.
I documenti che abbiamo richiesto, e che ora ci verranno trasmessi grazie all’intervento del Difensore Civico, ci consentiranno di fare luce su questa vicenda e di capire quali siano i reali contenuti di questa annunciata riorganizzazione dei punti vendita. Vista l’incapacità di Trenord vorremmo prevenire l’ennesimo disastro gestionale, piuttosto che curare poi. In ogni caso il benservito a Farisè va dato al più presto”.

Verso la costituzione dell' “osservatorio sui frontalieri”: province e parti sociali al lavoro comune

Approvato dal consiglio provinciale di Como il primo atto per la costituzione dell'osservatorio permanente sul fenomeno del frontalierato  nelle province di Como e Varese, che introduce un importante strumento di consultazione tra i principali soggetti operanti sul tema del lavoro transfrontaliero. L'atto, che avrà piena efficacia non appena il consiglio provinciale di Varese approverà analoga delibera, rivolge un invito alla Camera di commercio, alle organizzazioni sindacali sotto l'organismo del CsirTicino Lombardia e Piemonte (organismo transfrontaliero costituito tra i sindacati Cgil, Cisl e Uil e quelle svizzere di Unia e Ocst), gli enti locali in relazione alla presenza nei territori di quota parte dei 65mila lavoratori frontalieri lombardi e piemontesi che si recano ogni giorno in Ticino. Previsto anche un diritto di tribuna per Regione e Ticino, nonché garantita la partecipazione a quegli enti pubblici o privati che operano a vario titolo nel sistema del lavoro transfrontaliero, su richiesta qualificata degli aderenti.
Soddisfazione è stata espressa dal Csirl per bocca del suo presidente Giuseppe Augurusa: "La delibera  è un atto di responsabilità nei confronti di quelle migliaia di lavoratrici e lavoratori che quotidianamente attraversano il confine nazionale per lavorare in Ticino, certamente attratti da condizioni economiche di vantaggio e tuttavia alle prese con problemi di integrazione con le popolazioni autoctone, viabilità e mobilità non sempre adeguate, tentazioni di dumping salariale da parte di imprenditori spregiudicati, libera circolazione delle persone con provvedimenti "etnici" di dubbia efficacia. L'osservatorio può quindi divenire un luogo di autentico confronto sulle tante questioni aperte tra soggetti direttamente coinvolti nel complesso fenomeno" .

Gig Economy - Orsenigo (PD): “il gruppo del pd ha presentato in regione il primo progetto di legge per i lavoratori digitali”

Anche a Como le preoccupazioni per i lavoratori delle piattaforme digitali di Gig Economy, che erogano servizi al pubblico, stanno crescendo. Lo dicono le associazioni di categorie che aspettano un intervento del livello nazionale. Ma in questa materia anche la Regione può intervenire. È per questo che il Gruppo del Pd in consiglio regionale ha depositato proprio pochi giorni fa un progetto di legge per tutelare il lavoro dei cosiddetti riders e di tutti i lavoratori della Gig Economy.
Il testo si prefigge di introdurre norme che vincolino le aziende proprietarie delle piattaforme digitali a garantire ai lavoratori un sistema di tutele uniforme e dignitoso. Ciò significa un compenso basato sull’orario e non sulla prestazione e vincolato alla contrattazione collettiva; l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali e la copertura assicurativa verso terzi, garantita dal datore di lavoro; la garanzia che il ‘rating reputazionale’ su cui vengono valutati i lavoratori, nel caso di contestazioni, sia verificato in modo imparziale.
Il progetto di legge prevede anche l’istituzione della Consulta regionale del lavoro digitale, organismo permanente di consultazione in relazione alle politiche in materia di lavoro legato alla Gig Economy.

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Forte (M5S Lombardia). Centri impiego, legge già pronta per i ricorsi.

“Una legge raffazzonata, già pronta per i ricorsi, che finirà per far morire i centri per l’impiego. È una legge da cambiare perché trasforma la disoccupazione in un business finanziato con il denaro dei lavoratori, con la tendenza prevedibile a concentrare la ricollocazione in mano alle agenzie private e solo su lavoratori facilmente spendibili, a tutto detrimento delle categorie svantaggiate”, così Monica Forte, consigliera regionale del M5S Lombardia, spiega il voto contrario del M5S Lombardia alle “Modifiche alla legge regionale sul mercato del lavoro”.
Nel corso della discussione del provvedimento sono stati approvati alcuni emendamenti del M5S Lombardia per il sostegno alla piena occupazione, per garantire ai lavoratori condizioni di stabilità, per l’inclusione sociale di disabili e persone svantaggiate e sulla responsabilità sociale delle aziende e lo sviluppo sostenibile. Sono stati bocciati, al contrario, dalla Lega e da Forza Italia tutti gli emendamenti del M5S tesi a inserire nella proposta di legge il sostegno a politiche attive per le pari opportunità e la non discriminazione nell’accesso al lavoro.
“In questo progetto di legge nulla si fa per migliorare il pubblico che si lascia sfinito al suo destino in uffici dove il personale non basta, i sistemi informatici non funzionano e un lavoratore si deve occupare in media di 150 disoccupati.
Abbiamo chiesto di applicare la normativa nazionale che prevede il trasferimento del personale dei centri per l’impiego in capo alla regione perché altrimenti il potenziamento dei CPI non è realizzabile, di stabilizzare il precariato,  di correggere le distorsioni del sistema dote-lavoro, collegando il rimborso della dote all’effettivo inserimento lavorativo. Siamo molto delusi, questa maggioranza ha deciso di condannare i centri per l’impiego”, conclude Forte.

Violi (M5S Lombardia). Treni cancellati, da Terzi e Fontana il nulla assoluto su Trenord

“Trenord è gestita con i piedi,  dieci treni cancellati in un giorno solo a Bergamo sono una vergogna infinita. Prima si viaggiava su carri bestiame, ora non si viaggia nemmeno. E i pendolari pagano.
Che Fontana e l’Assessore Terzi ci vengano a dire che Trenord è inadeguata fa ridere per non piangere: gestiscono loro la società e ammettono di non essere in grado di far andare i treni. Si assumano le loro responsabilità una buona volta, nel rilancio di Trenord sono il nulla assoluto e dovrebbero togliersi di mezzo.
La pazienza dei pendolari, e la nostra, è finita da tempo: sono mesi che ci dicono che la governance va cambiata, che propongono un accordo con FS un giorno, per smentito il giorno dopo e che l’AD Farisè va mandata a casa, ma non combinano nulla. Al massimo si lamentano che treni sono fermi. Mi risulta che sono al governo della Lombardia, si diano una mossa”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

Frontalieri - Orsenigo (PD): “facciamo fronte comune perché la disoccupazione venga erogata dalla Svizzera”

“La partita che si sta giocando in questi giorni a Bruxelles è molto importante per i nostri lavoratori frontalieri. E tutti i rappresentanti politici italiani dovrebbero remare dalla stessa parte”, lo dice Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd e segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, a proposito della possibilità di veder attribuita la disoccupazione ai frontalieri dallo Stato in cui lavorano. Quindi, nel caso specifico, dalla Svizzera.
“In queste ore è in corso una riunione dei Ministri della Sicurezza sociale della Ue nella quale viene affrontato il tema del coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale dei Paesi membri – fa sapere Orsenigo –. In particolare, verrebbe riscritto un articolo di un regolamento che intende introdurre ‘nuove disposizioni per il versamento delle indennità di disoccupazione ai lavoratori frontalieri e altri lavoratori transfrontalieri che, durante il loro ultimo periodo di attività, risiedevano in uno Stato membro diverso dallo Stato membro competente’. In pratica, queste persone dovranno essere trattate come se risiedessero nello Stato in cui lavorano. Nel caso dei frontalieri lombardi, è l’introduzione del diritto a ricevere la disoccupazione dalla Svizzera”.
Tuttavia, la disoccupazione dei frontalieri non vede al momento una posizione condivisa e in particolare il Lussemburgo è contrario. Posizione sposata anche dalla Svizzera che, pur non essendo membro della Ue, verrebbe interessata dalle modifiche in ragione dell’appartenenza al sistema della libera circolazione.
“La Svizzera ha riconosciuto recentemente il diritto alla disoccupazione parziale per i frontalieri – prosegue Orsenigo –. Osteggia, invece, l’allargamento a tutta la platea sostenendo che sarebbe un costo eccessivo per le sue casse”.
A questo punto, all’esponente Pd non rimane che chiedere “ai consiglieri, parlamentari nazionali ed europei lombardi di fare fronte comune per il bene dei nostri 60mila cittadini che lavorano oltre frontiera sostenendo la novità proposta dal Consiglio europeo”.

M5S Lombardia. Aerosol di Valmadrera. Vicinanza ai lavoratori, li ascolti la Commissione Attività produttive.

“Esprimiamo vicinanza e solidarietà ai lavoratori dell’azienda Aerosol. Siamo molto preoccupati, vantano 7 mensilità arretrate e un futuro incerto.
Stiamo iniziando a stabilire un confronto con le rappresentanze sindacali e le maestranze. In ogni caso va dato seguito all’appello dei lavoratori e la vertenza deve essere portata all’attenzione di Regione Lombardia. Proprio per questo ci siamo immediatamente attivati perché le parti siano ascoltate dalla Commissione attività produttive e occupazione. Regione Lombardia deve fare tutto il possibile per difendere il lavoro ed è sorprendente che l’azienda, pur avendo i presupposti per un rilancio, stia andando in direzione esattamente opposta”, così Raffaele Erba, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia.

M5S Lombardia: no al business sul mercato del lavoro. Astensione su PDL centri per l’impiego

“E’ un progetto di legge affrettato che darà risultati molto approssimativi. Poteva essere l’occasione per rilanciare seriamente i centri per l’impiego, l’offerta di servizi ai disoccupati e limitare il business dei privati nel mercato del lavoro. La DID e il patto di servizio devono essere gestiti dal pubblico perché non si crei disparità tra disoccupati di serie A, facilmente ricollocabili e più appetibili per il privato, e disoccupati di serie B. La Lombardia, con questo pdl, ha scelto anche, a differenza di tutte le altre regioni, di non assorbire il personale dei centri per l’impiego e di non dare risorse sufficienti per garantire il funzionamento dei centri e servizi di qualità. Così come approvata dalla maggioranza questa legge rischia vertenze o impugnative che genereranno extra costi per le casse regionali”, così Monica Forte e Raffaele Erba, consiglieri regionali del M5S Lombardia, che si sono astenuti nel voto sul progetto di legge che introduce modifiche alla legge regionale sul mercato del lavoro e sui centri per l’impiego la cui approvazione finale è stata programmata per il Consiglio regionale del 26 giugno.“Quella del M5S è un’astensione interlocutoria. Il progetto di legge deve assolutamente essere migliorato dal Consiglio regionale. Proprio per questo depositeremo numerosi emendamenti. In particolare chiederemo di dotare i centri per l’impiego di risorse che garantiscano una funzionalità ottimale e  di riequilibrare il rapporto tra pubblico e privato nella gestione delle politiche del lavoro”, concludono i consiglieri del M5S.