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 Mercati CortoBio 

Tutti i sabati presso il Parco dei "Comboniani" a Como-Rebbio, dalle 8 alle 12, è allestito il "CortoBio", il mercato dei produttori biologici e locali (via Salvadonica 3)
 

 

 

 

 

 

 

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 Tesseramento 2018
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Basta. La regione deve tutelare i lavoratori delle società a cui affida gli appalti. Interrogazione del M5S.

La Regione Lombardia ha approvato con la Legge regionale 24 novembre 2017 - n. 26 dal titolo “Disposizioni per promuovere la stabilità dei lavoratori tramite l’adozione di clausole sociali nei bandi di gara regionali” una disciplina tesa ad assicurare ai lavoratori delle imprese appaltatrici di Regione Lombardia un’ampia tutela del posto di lavoro, sempre più messo in discussione da modelli organizzativi che prevedono ampio ricorso all’outsourcing e da margini aziendali e risorse pubbliche sempre più ridotti. In particolare i lavoratori dei servizi di guardiania e portierato sono vittime di un sistema su cui occorre fare luce.
Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, spiega: “A partire da una gara da 40 milioni che è sotto l’occhio dell’Antitrust dallo scorso mese di marzo e da lamentele di lavoratori rimasti senza occupazione come quelli del Besta (a cui è stato richiesto di accettare una riduzione di salario), ad altri che ricevono lo stipendio “regolarmente” in ritardo, costretti ad acquistare gli abiti da lavoro che

dovrebbe fornire l’azienda. Si tratta del sottobosco delle cooperative, che abusano della qualifica di “socio lavoratore” nel silenzio delle istituzioni. Per rompere questo muro di gomma ho pertanto presentato una interrogazione a risposta scritta all’assessore al Bilancio per capire se intende intervenire per fare chiarezza su appalti in cui il 90 per cento è costo del lavoro e l’utile aziendale è dichiarato nella percentuale dell’1,7 per cento. Si direbbe che si ha a che fare con dei benefattori. Forse oltre all’antitrust, che indaga per verificare se è stata violata la concorrenza, si dovrebbe anche fare chiarezza sulle condizioni di lavoro applicate? Il futuro può riservare qualcosa di meglio per questi lavoratori?”.
“Ci risulta che nei tentativi conciliativi che sono in esperimento la Regione non è affatto presente. La normativa sugli appalti pubblici prevede la responsabilità diretta della stazione appaltante nei confronti dei lavoratori non correttamente remunerati. Mi auguro che la Regione intervenga prima che questa vicenda sfugga di mano e metta in crisi un numero elevato di famiglie”, conclude Fumagalli.

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