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Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" interviene in merito all'inquinamento atmosferico che sta interessando anche il territorio tra Como, Cantù e Erba

Contro lo smog in Brianza serve il blocco del traffico, ma anche meno strade e più treni
Roberto Fumagalli: "Stop alle nuove autostrade e sì alla ferrovia Erba-Como"
COMO/CANTU'/ERBA – Per combattere lo smog che sta attanagliando il nostro territorio, servono interventi duraturi, diretti a contenere il traffico ma anche il consumo di suolo. Così il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” interviene in merito all'inquinamento atmosferico che interessa anche molta parte del nostro territorio, quello della Brianza, tra Como, Cantù e Erba.
Afferma Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: "Per risolvere alla fonte il problema dello smog occorre fare prevenzione, non bisogna aspettare che le centraline ci dicano che sono stati superati i limiti delle polveri sottili! Provvedimenti come il blocco del traffico (espediente di per sé auspicabile, ma non sufficiente), sono rimedi-tampone, utili solo per qualche giorno. Invece quello che serve è una forte azione per prevenire l'inquinamento. Occorre ripensare le nostre città, il nostro stile di vita, la mobilità delle persone e delle merci".
Infatti secondo il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” sono almeno due i settori su cui intervenire: l'urbanistica e la mobilità.
Spiega Fumagalli: "Nel concreto occorre anzitutto agire sull'urbanistica: già nei PGT (Piani di Governo del Territorio) dei nostri comuni, piccoli o grandi, occorre favorire la riqualificazione degli edifici residenziali e dei capannoni, incentivando sistemi di riscaldamento e di produzione energetica a basso consumo, ovvero coibentazioni, pompe di calore, pannelli solari. E poi basta coi nuovi supermercati e centri commerciali, che sono grandi attrattori di traffico e di inquinamento, basti pensare al via-vai dei consumatori (anche la domenica!) ma anche dei Tir per la consegna delle derrate, e poi al riscaldamento-condizionamento, e infine alla refrigerazione delle merci, che creano altrettanto consumo di energia e quindi inquinamento".
L'altro rimedio proposto dal Circolo Ambiente è agire sulla mobilità: "Bisogna spostare sempre più quote di traffico dalle strade (auto, camion) alle ferrovie. Pertanto mai più opere inutili e dannose come le nuove tangenziali e autostrade, quindi no alla Pedemontana, alla Varese-Como-Lecco, alle tangenzialine ipotizzate a Cantù. Occorre piuttosto potenziare le ferrovie e rendere più efficienti i treni: noi ad esempio abbiamo proposto (in collaborazione coi Comitati pendolari) la nuova linea ferroviaria Erba-Como, realizzabile con pochi soldi (servono solo pochi metri di binario!) ma che potrebbe spostare molti passeggeri dalle auto private al treno, risolvendo in parte il problema del traffico tra Erba, Cantù e Como, con conseguente contenimento dell'inquinamento".
Conclude Fumagalli: "In definitiva quello che serve è un'azione di prevenzione dell'inquinamento, che passi attraverso un nuovo modo di progettare sia l'urbanistica che la mobilità. Solo così potremo risolvere alla fonte il problema dell'inquinamento, senza aspettare che siano le centraline a dirci che la nostra aria è irrespirabile!".

CIRCOLO AMBIENTE “Ilaria Alpi”

Alzate B.za,  29 dicembre 2015

CIRCOLO AMBIENTE "Ilaria Alpi" - No all'autostrada Varese-Como-Lecco

Egregio Direttore,
   ogni tot mesi viene riproposta, evidentemente spinta da interessi speculativi, l'ipotesi dell'assurda autostrada Varese-Como-Lecco. L'ultima di questi giorni è la disponibilità di un fondo cinese, e sembra quasi una bufala, infatti ne ha parlato anche Maroni.
La nostra contrarietà nasce da considerazioni concrete. Il nostro territorio (il triangolo Milano-Varese-Bergamo, passando per la Brianza) è tra i più cementificati e asfaltati del mondo, una nuova strada non servirebbe a nulla!
Inoltre la teoria dell'autostrada totalmente pagata dai privati è una barzelletta, che non fa nemmeno ridere.
E i recenti casi della Bre.Be.Mi e della nuova tangenziale di Como, dimostrano che i nostri motivi di contrarietà sono concreti. Si tratta di due strade totalmente inutili (oltre che devastanti per l'ambiente), che infatti continuano a restare vuote di auto, ma piene di debiti, tanto che le tariffe sono talmente alte che scoraggiano ulteriormente gli automobilisti. E ora i privati costruttori, per rientrare dai debiti, battono cassa allo Stato!
Con questi scenari, pensare alla nuova autostrada Varese-Como-Lecco, che oltretutto risulterebbe poco più a nord della costruenda Pedemontana, è davvero assurdo.
In definitiva: si abbandoni questo progetto insensato e, piuttosto, si pensi a come valorizzare le ferrovie esistenti, queste sì che andrebbero potenziate sia nelle infrastrutture (binari e stazioni, quasi sempre fatiscenti) che nel materiale rotabile (carrozze, spesso risalenti a quarant'anni fa). Se serve uno sforzo della politica è proprio per promuovere la mobilità pulita, altro che nuove distese di asfalto!
Distinti saluti

Roberto Fumagalli, Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

IN PROVINCIA DI COMO PATRONATI E CAAF CGIL CHIUSI CONTRO I TAGLI DELLA LEGGE DI STABILITA’

Como, 4 dicembre 2015 – "Chiusi oggi per essere aperti in futuro". Oggi, contro i tagli previsti dalla legge di stabilità, i patronati Inca Cgil, Inas Cisl, Ital Uil, Patronato Acli e Caaf Cgil hanno chiuso l. È previsto, infatti, un prelievo dal fondo patronati di 28 milioni (in aggiunta ai 35 milioni già tagliati) e un taglio di
100 milioni all’attività fiscale che porterà a una riduzione dell’assistenza. Tutto ciò si tradurrà in una contrazione dei servizi offerti alle persone. «I dati Cepa (comprende i patronati Acli, Inas, Inca, Ital) aggiornati al 31 dicembre 2014 – spiega Chiara Mascetti, direttrice provinciale Inca Cgil – mostrano 95301 pratiche aperte. Le sedi sul territorio sono 46, i recapiti 108 e 41 gli operatori occupati». Non solo: «Se passa questa legge – conclude Giovanna Tettamanti, direttrice provinciale Inas Cisl – saremo costretti a chiudere diverse strutture e potremmo arrivare a licenziare alcune persone». I patronati sono elemento essenziale per la pubblica amministrazione, grazie ai quali risparmia diversi soldi: «Al momento – sottolinea Emanuela Mattiroli, direttore provinciale Patronato Acli – sono le organizzazioni sindacali che, anticipando le spese, fanno funzionare il servizio. Non si tratta solo della compilazione online delle domande. Facciamo anche tutela ai lavoratori». Accanto ai tagli, c’è un altro aspetto. S’introduce la possibilità di essere pagati dai cittadini: «Così – aggiungono – si mette in discussione l’attività gratuita dei patronati, la natura universalistica del servizio svolto». «Cento milioni in meno – commenta Roberta Sfardini, Caaf Cgil Lombardia – mette a rischio la nostra sopravvivenza, che va oltre l’assistenza alle persone. Per dare un’idea: il Caaf Cgil in provincia di Como ha aperto nel 2015 60mila pratiche e lavora su 20 sedi. Con questa scelta si colpiscono le fasce più deboli». Sono due le campagne attive: «Chiediamo siano cancellate le norme dalla legge di stabilità – conclude Mascetti - dopo aver raccolto oltre un milione di firme, il tam tam prosegue sui social network. Chiediamo ai cittadini di farsi un selfie e pubblicarlo con gli hashtag #iocimettolafaccia #xidiritti. Per i Caf, è attiva una petizione on line». Disponibile all’indirizzo https://www.change.org/p/non-restiamo-senza-assistenza-fiscale-non-restiamo-senzacaf.

Tangenziali Como e Varese, Alfieri (PD): “Lega sbaglia bersaglio. Le scelte sono in mano a Maroni”

“Il piano finanziario di Pedemontana è condizionato dalle scelte di Regione Lombardia guidata dal leghista Roberto Maroni. Se il Cal, governato dagli uomini del presidente della Regione, presenterà un nuovo piano che prevede di non far pagare i pedaggi sulle tangenziali di Como e Varese, sono certo che il Governo farà la sua parte come, peraltro, ha sempre fatto su Pedemontana. La Lega, al posto di presentare emendamenti inefficaci, richiami Maroni alle sue responsabilità”.

Lo dichiara il segretario e consigliere regionale del Pd Alessandro Alfieri in risposta al segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi in merito all’emendamento alla legge di stabilità che chiede al Governo di farsi carico degli oneri finanziari dei pedaggi delle tangenziali di Como e Varese.

VIOLENZA DONNE, Braga e Guerra (PD): “A Como nel 2014 442 casi di donne maltrattate: 1,2 donne al giorno. Numeri spietati come uno schiaffo secco tirato al volto della società comasca”

“A pochi giorni dal 25 novembre, data in cui si è celebrata la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sono dati drammatici quelli forniti dalla Questura di Como, che interessano l’intera nostra provincia: 442 casi di donne che nel solo anno 2014 nel comasco hanno subito violenza, 2579 i casi totali dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2014”. Lo dichiarano i deputati comaschi Chiara Braga e Mauro Guerra.Secondo quanto pubblicato oggi sul quotidiano locale La Provincia di Como, 442 sono nell’ultimo anno le donne vittime di violenza nella nostra provincia, mentre risultano 573 le schede di rilevamento. Ciò sta a significare che alcune donne, 131 per la precisione, hanno subito violenza più volete e in diverse occasioni.“A riflettere leggendo i dati del rapporto della Polizia di Stato che “inquadra” sul territorio lariano il fenomeno della violenza sulle donne, - commentano i deputati comaschi - c’è da rimanere sbigottiti. In pratica ogni giorno del 2014  1,2 donne hanno subito maltrattamenti”.La maggior parte delle violenze subite nel 2014, 288 casi pari al 65%, hanno riguardato donne italiane, la cui fascia più a rischio è quella ricompresa tra i 38 e i 47 anni seguita subito da quella tra i 28 e 37 anni.Varie le tipologie dei maltrattamenti. Quasi sempre c’è una violenza fisica alla quale spesso si sovrappongono anche violenze psicologiche, pressioni economiche, stalking e aggressioni sessuali.“Numeri spietati – proseguono Braga e Guerra - che ci sbattono in faccia come uno schiaffo secco, questa volta tirato al volto della società comasca, una triste e al contempo allarmante realtà spesso nascosta in quello che dovrebbe essere, ma evidentemente in molti casi non lo è, il calore familiare e con la quale dover fare i conti”.“A livello nazionale, in questa legislatura abbiamo approvato leggi importanti, a partire dalla Convenzione di Istanbul, votata all’unanimità, che resta la strategia più avanzata nel contrasto alla violenza di genere sulla quale occorre impegnarsi ancora per attuarla compiutamente. Così come è necessario superare la frammentarietà degli interventi con delle politiche strutturali e fornire risorse certe e migliori per sostenere il lavoro centri antiviolenza”.“Ma è attraverso un reale cambiamento culturale, - concludono i parlamentari comaschi - che più si può fermare il trend delle violenze contro le donne. Un cambiamento di mentalità nel quale tutti, uomini e donne dobbiamo sentirci impegnati, affinché nascano e si costruiscano dei legami affettivi fondati sulla dignità e il rispetto reciproco anche e soprattutto in situazioni di difficoltà, di crisi relazionale o di altro tipo".

Comitato Pendolari Como-Lecco: novità nuove corse e lavori lungo la tratta

Buonasera, con un pò di ritardo, inviamo comunicato stampa sulle nuove corse introdotte il 1 novembre sulla tratta Como-Lecco e sui lavori ai binari, con preghiera di diffusione attraverso i vostri canali.
 
Cordiali saluti
 
Comitato Pendolari Como-Lecco

Circolo Ambiente Ilaria Alpi

Allegati:
Scarica questo file (2015 11_Volantino CO-LC.pdf)2015 11_Volantino CO-LC.pdf[ ]112 kB

Gestione dell'acqua in provincia di Como: bisogna accelerare l'operatività di Como Acqua srl

«I sottoscritti - scrivono i delegati Cgil nelle aziende dell'acqua - intendono intervenire in merito al processo di affidamento della gestione dell'acqua al soggetto unico provinciale Como Acqua srl.
(riferimento: www.provincia.como.it/news/AFFIDAMENTO-COMO-ACQUA.html)
Precisiamo anzitutto che condividiamo il progetto di affidamento ad un unico soggetto, totalmente pubblico, così come previsto al Referendum sull'acqua votato dalla maggioranza degli Italiani nel 2011

Però a questo punto occorre accelerare il percorso di fusione delle società esistenti (e di cessione del ramo idrico per le aziende pluri-servizi); riteniamo che il percorso ipotizzato dall'ATO e dalla Provincia di Como, che si concluderà dopo il 2017, risulta troppo lungo e farraginoso.
Secondo noi occorre rendere operativa il prima possibile la società unica COMO ACQUA srl.
Inoltre il percorso deve avvenire con tutte le necessarie garanzie per i lavoratori del settore, i quali devono essere inquadrati con lo stesso contratto (gas-acqua) e con le stesse tutele.

Tutto quanto sopra a garanzia dei lavoratori stessi, ma soprattutto con l'obiettivo di migliorare il servizio di gestione degli acquedotti, delle fognature e dei depuratori, nell'interesse di tutti i cittadini e dell'ambiente».

E TU... DI CHE PASTA SEI?

Sabato 14 novembre a Como e Cantù si potrà trovare la pasta ad edizione limitataVenti Liberi con cui sostenere le attività di Libera. Associazioni, Nomi e Numeri Contro le Mafie.
 
Como
in via Cesare Cantù (Porta Torre), dalle 11.00 alle 18.00
a cura del Coordinamento Provinciale di Libera a Como

 
Cantù
via Matteotti (Piazza Boldorini), dalle 9.30 alle 12.30
a cura del  Presidio di Libera "Gianluca Congiusta e Lollò Cartisano"

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Perego Strade: condannati i responsabili del traffico illecito di rifiuti!

Sentenza in Tribunale di Lecco per il processo sullo smaltimento dei rifiuti da parte dell’impresa infiltrata dalla ‘ndrangheta
Perego Strade: condannati i responsabili del traffico illecito di rifiuti!
Il Circolo Ambiente: “Giuste le condanne per i titolari della Perego Strade, resta il dubbio sui reali danni ambientali in molte zone della Brianza!”

LECCO – Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” esprime soddisfazione per le condanne inflitte ai titolari della Perego Strade per il traffico illecito di rifiuti in svariati cantieri, ubicati nelle province di Lecco, Como e della Brianza.   La sentenza è stata pronunciata oggi, 9 novembre, dal Tribunale di Lecco, a conclusione di un lungo iter processuale.  
L'associazione ambientalista, che si è presentata al processo come unica parte civile, si dice soddisfatta delle pene comminate dal Giudice: condannati Ivano Perego  (2 anni di reclusione), Claudio Perego (1 anno di reclusione), Elena Perego (1 anno di reclusione) oltre che Sala Paolo e Ghezzi Tommaso (ciascuno ad 1 anno e 4 mesi di reclusione, pena sospesa).
Si ricorda che nel procedimento penale i responsabili della Perego Strade (impresa infiltrata dalla ‘ndrangheta), risultavano accusati di reati ambientali per il traffico e lo sversamento illecito di rifiuti in molti cantieri, tra Lecco, Como e la Brianza.
Questo il commento del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”: "Esprimiamo soddisfazione per le condanne pronunciate dal Tribunale, che dimostrano la solidità delle accuse emerse nelle indagini sul traffico illecito di rifiuti. Come da noi più volte dichiarato, la nostra costituzione di parte civile aveva come scopo principale il sostegno all'azione della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Milano che ha avviato l'inchiesta. Rispetto al rigetto della nostra richiesta di risarcimento, ribadiamo il rammarico che la costituzione di parte civile non sia stata presentata dalle Istituzioni (Comune, Regione, Ministero dell'Ambiente), che sicuramente avrebbero potuto ottenere il risarcimento. In ogni caso ci resta il dubbio sui reali danni ambientali in molte zone della Brianza, su cui riteniamo si debbano eseguire (sempre da parte delle Istituzioni preposte) verifiche più approfondite, finalizzate all'eventuale ripristino dei danni arrecati al sottosuolo da parte dell'impresa Perego Strade".
Si rammentano i dati contenuti nel decreto di rinvio a giudizio dei titolari della Perego Strade: migliaia di tonnellate di rifiuti di diversa origine (provenienti da vari cantieri, tra cui alcuni di Como e Milano) depositate senza autorizzazione nell’area della ex cementeria di Cassago Brianza. Più di centomila metri cubi di macerie da demolizione provenienti da svariati cantieri, depositati dapprima a Cassago e poi portati in alcuni cantieri della zona, nel periodo che va dal 2008 al 2009.
Proprio qualche anno prima, nel 2006, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” lanciò un allarme sui possibili danni ambientali derivanti dal deposito di inerti nella miniera di Cassago Brianza, annessa all’area dell’ex cementeria. Così scrivevamo nello specifico “… non è chiaro chi e come eseguirà i controlli sul materiale conferito. La preoccupazione è infatti che i controlli vengano delegati … alle stesse imprese edili che conferiranno i loro scarti”, e paventavamo possibili conferimenti di “materiali inquinanti” nell’area della miniera di Cassago, allora gestita proprio dalla Perego Strade.

CIRCOLO AMBIENTE “Ilaria Alpi”

Lecco,  09 novembre 2015  

10 NOVEMBRE/SCIOPERO UNITARIO TRASPORTO PUBBLICO DI 8 ORE

 Dopo l’adesione massiccia alle 4 ore di sciopero del 29 settembre, i sindacati confederali dei trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti, hanno indetto per martedì 10 novembre 8 ore d’interruzione dal lavoro.
La motivazione è la stessa: dopo sette mesi di trattative, Asf continua a opporsi a un accordo sindacale che dia ampie garanzie alla ricollocazione, interna ad ASF , delle lavoratrici e dei lavoratori  non idonei alla mansione. I mezzi pubblici si fermeranno dalle 8.30 alle 16.30. È previsto un presidio davanti al Comune di Como dalle 10 alle 13.
«Per prima cosa – commenta Marco Fontana, segretario provinciale Filt Cgil – ci scusiamo con gli utenti. Anch’essi sono vittima dell’intransigenza dell’azienda: noi non abbiamo altra scelta. Lo spostamento in avanti dell’età lavorativa crea un problema e le aziende cercano di liberarsi sui lavoratori non più completamente produttivi scaricandoli sul welfare pubblico». L’autista è, da sempre,una delle attività considerate più usuranti: «A questo panorama dobbiamo, purtroppo, registrare il totale disinteresse delle istituzioni locali. Dopo parecchie sollecitazioni, comune di Como e amministrazione provinciale, proprietari del 51% di Asf, non hanno dato cenni di disponibilità a confrontarsi con noi sui motivi dello sciopero, dimostrando totale disinteresse alle ragioni dei lavoratori».

PEDAGGIO A COMO: NONOSTANTE TUTTO, NOI ANDIAMO AVANTI!

10.600 FIRME E TANTE SEDIE VUOTE
 

Ancora una provocazione fascista sul nostro territorio

Nella notte tra sabato e domenica ignoti (ma non troppo) hanno imbrattato con una svastica uno dei cartelli, che l'Amministrazione Provinciale ha posto sul territorio del centro e alto lago, per ricordare gli avvenimenti della Liberazione dal nazifascismo. Purtroppo il ripetersi di questi vandalismi sia sul nostro territorio che in tanti altri luoghi, è il risualtato del lassismo che le autorità competenti, tutte, hanno mostrato in questi anni nei confronti delle organizzazioni neofasciste e neonaziste. Quest'anno si celebra il settantesimo della guerra di liberazione dalla dittatura fascista e dall'occupazione nazista e gli atti di provocazione sono aumentati in maniera esponenziale.

L'A.N.P.I. con tutte le forze democratiche e antifasciste chiedono con forza affinchè venga fatta rispettare la Costituzione e le leggi in vigore.

La segreteria provinciale dell' Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

Per gli amministratori in risposta al governo che stanzia fondi per mettere il wifi nelle scuole.

Chi mi conosce sa dell'impegno che ho sempre portato avanti a livello locale nell'informare sull'attenzione che esiste nella comunità scientifica internazionale sulla diffusione e l'uso delle tecnologie wireless (e con queste si intende cellulari, telefoni cordless, wifi ecc..). Nel rispetto del principio di precauzione sancito dall'UE (art. 191) e ribadito in una risoluzione del 2011 (che mi risulta più volte sottoposta ad ulteriori richieste di aggiornamento ma ad oggi non superata) sono decisamente contraria ad azioni come quella così pomposamente pubblicizzata che porterà ad installare in maniera non controllata reti wifi nella scuola esponendo bambini e ragazzi ad un agente ambientale non ancora del tutto studiato nei suoi possibili effetti sulla salute. Effetti ad oggi già riconosciuti come patologie in alcuni Stati Europei e dimostrati sulle colture cellulari.

Come cittadina, come persona, sono contraria all'uso di soldi pubblici senza linee guida che garantiscano installazioni che siano il più possibile tutelanti la salute futura di organismi in crescita. E soprattutto nel caso di tecnologie spesso oggi installate ed accese ma poco usate, poiché prive di una esperienza e di un progetto didattico che le conduca ad un vero risultato positivo dal punto di vista educativo. Riempire le scuole di oggetti tecnologici, che peraltro hanno vita breve (qualche anno, dopodiché il loro valore commerciale e tecnologico diventa nullo), senza un chiaro progetto didattico e senza delle linee guida (ad esempio prevedendo condizioni che garantiscano sistemi che si accendano solo "al bisogno" e possibilità di leasing che mantengano il valore dell'investimento) mi sembra oltre che un'enorme spreco di denaro pubblico anche una azione eticamente scorretta.

Mi spiace che questa azione sia svolta anche da questo governo, soprattutto con tutto il bisogno che la nostra scuola ha di investimenti in edilizia scolastica (e questo è senz'altro positivo che si inizi a farlo), in sicurezza, in cultura, in adeguamento dei ruoli degli insegnanti che restano il fulcro del sistema scuola e nella modifica dei cicli scolastici che si aspetta da quando io, ormai cinquantatreenne, ero al liceo.
Resto disponibile per qualsiasi chiarimento in merito e auguro a tutti una buona giornata

Studi recenti di effetti sulle colture cellulari :    

    Güler G. et al. (2012) The effect of radiofrequency radiation on DNA and lipid damage in female and male infant rabbits. Int Journal of Radiation Biol. 88(4), 367-73.

    Burlaka A. et al. (2013) Overproduction of free radical species in embryonic cells exposed to low intensity radio fre- quency radiation, Experimental Oncology. 35, No.3

    Coraddu M. et al. (2015) Electromagnetic fields (EMF) biological and health effects and the MUOS case, Fresenius Environmental Bulletin. Vol. 25, No. 5a

I danni (genetici ed epigenetici) al DNA ed i radicali liberi sono fattori che entrano processo di cancerogenesi.
A presto e grazie per l'attenzione

Patrizia Signorotto
Fisico Sanitario

29 settembre/ sciopero di quattro ore linee Asf

quattro ore di sciopero unitario, martedì 29 settembre, dalle 10 alle 14, sulle linee asf. È la decisione presa a malincuore dai sindacati confederali lariani del trasporto. Motivo:
la scelta della società di non ricollocare i lavoratori diventati non idonei.
«La trattativa dura da maggio – spiega Marco Fontana, Filt Cgil – la risposta dell’azienda è sempre stata negativa». Casus belli: un autista di quarantanove anni con più di dieci di servizio in Asf.
Dichiarato non idoneo, a fine malattia sarà licenziato. «Siamo costretti, e ci spiace con l’utenza per i disagi futuri, ma non abbiamo avuto altra scelta. Gli autisti parleranno con l’utenza e spiegheranno la posizione. La nostra azione è mirata a scongiurare
altri possibili licenziamenti di non idonei. Quindi, l’episodio singolo, seppur con le sue specificità, è importante per il futuro».
Nei prossimi giorni continueranno le assemblee; il sentore, però, è di un’adesione massiccia allo sciopero. «Asf ha cinquecento dipendenti e produce utile – aggiunge Mario Lovergine e Lorenzo Trombetta, componente e segretario territoriale Fit Cisl –. Il licenziamento non è illegittimo, riteniamo però sia importante ricollocare i lavoratori non idonei all’interno della società».
Le organizzazioni hanno inviato una richiesta d’incontro all’assessore ai Trasporti Gerosa, il presidente provinciale Livio, il presidente Spt holding Viganò, il presidente Asf Coarezza e il presidente Consorzio pubblici trasporti Como Mascetti. «Il sentore – concludono le Rsu Pasquale Vasta e Antonio Parziale – è che, se le cose non si sistemeranno, le proteste proseguiranno».

Proposte alle scuole 2015-2016

Questa presentazione raccoglie le proposte che la sezione didattica dell’Istituto per la Storia
Contemporanea “Pier Amato Perretta” di Como rivolge ad alunni ed insegnanti delle scuole primarie
e secondarie di primo e secondo grado della provincia.
Le proposte sono elencate seguendo il calendario civile: viene indicato a margine il periodo storico di
riferimento Ogni proposta viene sviluppata attraverso una programmazione coordinata e concordata
con gli insegnanti ed, eventualmente, gli studenti.