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 Mercati CortoBio 

Tutti i sabati presso il Parco dei "Comboniani" a Como-Rebbio, dalle 8 alle 12, è allestito il "CortoBio", il mercato dei produttori biologici e locali (via Salvadonica 3)
 

 

 

 

 

 

 

 Il Parlamento indaghi sull'omicidio Pasolini

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 Tesseramento 2018
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STORIE DI TERRE FELICI

Dai Gas di Cantù e Montesolaro, la Cooperativa Sociale Corto Circuito ONLUS e il Teatro San
Teodoro, organizzano il progetto Storie di Terre Felici: una serie di eventi nel mese di febbraio e
marzo per raccontare a grandi e piccini storie diverse del rapporto dell’uomo con il cibo e con la
natura che glie lo dona. Tutti gli eventi si terranno presso il Teatro San Teodoro, Via Corbetta, 7,
Cantù. L'iniziativa è patrocinata dai Comuni di Cantù e dal Comune di Carimate.
Il primo evento giovedì 25 febbraio alle ore 21
Show cooking - La pasta fresca, una nostra storia.
Con Massimiliano Pini, Mariella Gianquinto e gli Additive
E’ un progetto multimediale di Corto Circuito in cui si mescolano affabulazioni, musica ruvida,
cucina e racconti popolari.

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L'ANPI per il referendum popolare: “no” alla riforma del Senato ed alla legge elettorale

22 Gennaio 2016

Comitato Comasco Acqua Pubblica - Qualche riflessione sulle affermazioni del presidente di A2A

25 gennaio 2016
Un ringraziamento a Giovanni Valotti, presidente di A2A e di Utilitalia. Finalmente ci ha chiarito i veri scopi di queste holding multiutility. Il servizio pubblico non è lo scopo, è lo strumento per produrre profitto. Non avevamo dubbi. Nelle società di diritto privato l’oggetto sociale non è lo  scopo ma lo strumento e, quindi, anche nel servizio pubblico, compreso l’idrico, si applica la stessa regola.
L’upside industriale del gruppo, l’aumento del titolo in borsa del 50% negli ultimi diciotto mesi (in realtà è stato meno del 30% e del 3,53% negli ultimi cinque anni), i riassetti societari, finanziari, sono, secondo Valotti, gli elementi di spicco che dovrebbero rassicurare.
L’operazione di acquisizione della maggioranza di Linea Group sarà, per il Dott. Valotti, foriera di sinergie che porteranno ad un miglioramento del MOL del 15%. A beneficio di chi? Non certo degli utenti che da queste sinergie vedranno solo aumentare le bollette! Nemmeno a beneficio degli investimenti visto che nel 2014 gli investimenti in strutture operative sono stati il 54% degli ammortamenti e il 35% del MOL.

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Comitato Pendolari Como-Lecco - Ancora disagi

Buonasera,

desideriamo inviare questo comunicato stampa che descrive il viaggio di un nostro utente, rimasto a piedi e senza informazioni a causa di una soppressione selvaggia del treno 5214 da Molteno a Como di sabato scorso, 23 gennaio.
È vergognoso che la Como-Lecco, linea per la quale il nostro Comitato, gli Amministratori Locali e le associazioni turistiche e ambientaliste stanno facendo di tutto per pubblicizzarla e migliorarne il servizio, Trenord si comporti così, disincentivando in tutti i modi l'utilizzo del treno, sopprimendo corse in modo selvaggio, senza nessuna informazione e lasciando i propri clienti a sè stessi. Tra questi clienti, anche dei turisti stranieri che, dopo un'esperienza del genere, sicuramente ci penseranno due volte prima di prendere il treno.

Cordiali saluti
Comitato Pendolari Como-Lecco

Nel pomeriggio di sabato 23 gennaio mi sono recato a Lecco partendo da Meda e per il rientro ho pianificato di utilizzare i treni S7 5154 (16.07 da Lecco), Reg 5214 (16.36 da Molteno) e Reg 662 (16.53 da Merone). Partito da Lecco in perfetto orario con l'S7, senza nessun annuncio o scritta sui monitor che evidenziasse anomalie (a parte un guasto sulla linea Colico-Tirano che quindi non interessava il mio viaggio), mi sono però accorto, arrivando a Valmadrera, di incrociare inusualmente un treno che non dovevo incrociare.
Compreso che c'era qualcosa che non andava e, non disponendo di connessione internet stabile per via delle gallerie e di alcuni punti coperti (che quindi non mi hanno permesso di controllare da smartphone in tempo reale la situazione), mi sono recato dal capotreno per chiedere informazioni; egli prontamente si è informato e gentilmente mi ha comunicato che il treno da Molteno a Como era soppresso (per ragioni sconosciute) e che sarebbe arrivato un bus "circa dopo 15min". Giunto a Molteno, ho chiesto informazioni al capostazione che mi ha risposto che il bus sarebbe arrivato tra un po', circa 15min. Quando ho sottolineato che io avevo necessità di andare a Meda e che dovevo poi prendere da Merone il treno alle 16.53, la risposta è stata che "le coincidenze non esistono per cui quando acquisto un biglietto accetto le condizioni di viaggio di Trenord che non le prevedono". Alla mia ulteriore richiesta di spiegazioni mi è stato risposto che se perdo il treno sono cavoli miei visto che le ferrovie non sono tenute a rispettare nessuna coincidenza. In altre parole, se io ho necessità di effettuare un viaggio che non prevede di utilizzare un solo treno, lo faccio a mio rischio e pericolo e se resto a piedi nella stazione di cambio devo arrangiarmi.

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Ritardi del 20/1 sera e 21/1 mattina - Linea Lecco-Molteno-Monza-Milano e linea Lecco-Como

Ieri, 20 gennaio 2016, a seguito del guasto alla motrice del treno S7 5156 tra le stazioni di Oggiono e Molteno la circolazione dei treni è rimasta bloccata tra le due stazioni.

Il treno S7 5158 è stato soppresso da Lecco a Molteno per permettere le operazioni di recupero del treno guasto, fermo a circa un km e mezzo dalla stazione di Molteno. Lo stop del 5156 è durato fino alle 19.00 cioè fino a quando il macchinista, azionando l'altra motrice, ha condotto il treno fino a Molteno: i pendolari sono stati costretti a rimanere sul treno per 2 ore malgrado le richieste pressanti da parte dell'utenza di potere scendere e continuare il tragitto a piedi fino a Molteno.

Di conseguenza dopo le ore 17.00 anche gli altri treni che transitano lungo la stazione di Oggiono hanno subìto forti ritardi.

In particolare chi doveva proseguire la corsa verso Como utilizzando il treno che parte da Molteno, non ha avuto altra alternativa se non utilizzare mezzi privati: purtroppo infatti anche il treno S7 5150 proveniente da Lecco, con passaggio a Oggiono alle 19.27, aveva un ritardo di 40 minuti non consentendo ai pendolari della Como-Lecco di prendere l'ultima corsa delle 19.36.

Come se non bastasse, anche questa mattina, 21.01.2016, il treno 5201 proveniente da Como e diretto a Lecco, con composizione a 2 carrozze anzichè 3 come normalmente dovrebbe essere la composizione per quella corsa che trasporta un totale di circa 250-300 persone, ha subìto mezz'ora di ritardo, generando ancora disagi per gli studenti che frequentano gli istituti lecchesi.
Questa volta la motivazione del ritardo era dovuta a un guasto al SCMT, ossia al sistema controllo marcia treno.
I pochi fortunati che sono riusciti a "recuperare" in corner il treno suddetto, hanno viaggiato sul "bus" MI231, bus che giornalmente fa servizio tra Merone e Oggiono, recuperando il treno in ritardo nella stazione di Molteno, arrivando comunque a scuola oltre l'orario canonico.
I 13 passeggeri che sono riusciti a prendere il bus, di cui si allega foto, hanno potuto usufruire di questo servizio per le indicazioni di un pendolare che ne conosce "le fattezze": detto bus, come si evince dalla foto allegata, non riporta nessun cartello che indichi la destinazione finale! nonostante le pressanti richieste del Comitato Pendolari a Trenord per la posa di suddetto cartello a bordo bus.

Anche i treni 5204 e 5205, rispettivamente in direzione Como e Lecco, hanno subìto ritardo per via della ripercussione del ritardo del 5201.

Comitato Pendolari Como-Lecco

Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" interviene in merito all'inquinamento atmosferico che sta interessando anche il territorio tra Como, Cantù e Erba

Contro lo smog in Brianza serve il blocco del traffico, ma anche meno strade e più treni
Roberto Fumagalli: "Stop alle nuove autostrade e sì alla ferrovia Erba-Como"
COMO/CANTU'/ERBA – Per combattere lo smog che sta attanagliando il nostro territorio, servono interventi duraturi, diretti a contenere il traffico ma anche il consumo di suolo. Così il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” interviene in merito all'inquinamento atmosferico che interessa anche molta parte del nostro territorio, quello della Brianza, tra Como, Cantù e Erba.
Afferma Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: "Per risolvere alla fonte il problema dello smog occorre fare prevenzione, non bisogna aspettare che le centraline ci dicano che sono stati superati i limiti delle polveri sottili! Provvedimenti come il blocco del traffico (espediente di per sé auspicabile, ma non sufficiente), sono rimedi-tampone, utili solo per qualche giorno. Invece quello che serve è una forte azione per prevenire l'inquinamento. Occorre ripensare le nostre città, il nostro stile di vita, la mobilità delle persone e delle merci".
Infatti secondo il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” sono almeno due i settori su cui intervenire: l'urbanistica e la mobilità.
Spiega Fumagalli: "Nel concreto occorre anzitutto agire sull'urbanistica: già nei PGT (Piani di Governo del Territorio) dei nostri comuni, piccoli o grandi, occorre favorire la riqualificazione degli edifici residenziali e dei capannoni, incentivando sistemi di riscaldamento e di produzione energetica a basso consumo, ovvero coibentazioni, pompe di calore, pannelli solari. E poi basta coi nuovi supermercati e centri commerciali, che sono grandi attrattori di traffico e di inquinamento, basti pensare al via-vai dei consumatori (anche la domenica!) ma anche dei Tir per la consegna delle derrate, e poi al riscaldamento-condizionamento, e infine alla refrigerazione delle merci, che creano altrettanto consumo di energia e quindi inquinamento".
L'altro rimedio proposto dal Circolo Ambiente è agire sulla mobilità: "Bisogna spostare sempre più quote di traffico dalle strade (auto, camion) alle ferrovie. Pertanto mai più opere inutili e dannose come le nuove tangenziali e autostrade, quindi no alla Pedemontana, alla Varese-Como-Lecco, alle tangenzialine ipotizzate a Cantù. Occorre piuttosto potenziare le ferrovie e rendere più efficienti i treni: noi ad esempio abbiamo proposto (in collaborazione coi Comitati pendolari) la nuova linea ferroviaria Erba-Como, realizzabile con pochi soldi (servono solo pochi metri di binario!) ma che potrebbe spostare molti passeggeri dalle auto private al treno, risolvendo in parte il problema del traffico tra Erba, Cantù e Como, con conseguente contenimento dell'inquinamento".
Conclude Fumagalli: "In definitiva quello che serve è un'azione di prevenzione dell'inquinamento, che passi attraverso un nuovo modo di progettare sia l'urbanistica che la mobilità. Solo così potremo risolvere alla fonte il problema dell'inquinamento, senza aspettare che siano le centraline a dirci che la nostra aria è irrespirabile!".

CIRCOLO AMBIENTE “Ilaria Alpi”

Alzate B.za,  29 dicembre 2015

CIRCOLO AMBIENTE "Ilaria Alpi" - No all'autostrada Varese-Como-Lecco

Egregio Direttore,
   ogni tot mesi viene riproposta, evidentemente spinta da interessi speculativi, l'ipotesi dell'assurda autostrada Varese-Como-Lecco. L'ultima di questi giorni è la disponibilità di un fondo cinese, e sembra quasi una bufala, infatti ne ha parlato anche Maroni.
La nostra contrarietà nasce da considerazioni concrete. Il nostro territorio (il triangolo Milano-Varese-Bergamo, passando per la Brianza) è tra i più cementificati e asfaltati del mondo, una nuova strada non servirebbe a nulla!
Inoltre la teoria dell'autostrada totalmente pagata dai privati è una barzelletta, che non fa nemmeno ridere.
E i recenti casi della Bre.Be.Mi e della nuova tangenziale di Como, dimostrano che i nostri motivi di contrarietà sono concreti. Si tratta di due strade totalmente inutili (oltre che devastanti per l'ambiente), che infatti continuano a restare vuote di auto, ma piene di debiti, tanto che le tariffe sono talmente alte che scoraggiano ulteriormente gli automobilisti. E ora i privati costruttori, per rientrare dai debiti, battono cassa allo Stato!
Con questi scenari, pensare alla nuova autostrada Varese-Como-Lecco, che oltretutto risulterebbe poco più a nord della costruenda Pedemontana, è davvero assurdo.
In definitiva: si abbandoni questo progetto insensato e, piuttosto, si pensi a come valorizzare le ferrovie esistenti, queste sì che andrebbero potenziate sia nelle infrastrutture (binari e stazioni, quasi sempre fatiscenti) che nel materiale rotabile (carrozze, spesso risalenti a quarant'anni fa). Se serve uno sforzo della politica è proprio per promuovere la mobilità pulita, altro che nuove distese di asfalto!
Distinti saluti

Roberto Fumagalli, Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

IN PROVINCIA DI COMO PATRONATI E CAAF CGIL CHIUSI CONTRO I TAGLI DELLA LEGGE DI STABILITA’

Como, 4 dicembre 2015 – "Chiusi oggi per essere aperti in futuro". Oggi, contro i tagli previsti dalla legge di stabilità, i patronati Inca Cgil, Inas Cisl, Ital Uil, Patronato Acli e Caaf Cgil hanno chiuso l. È previsto, infatti, un prelievo dal fondo patronati di 28 milioni (in aggiunta ai 35 milioni già tagliati) e un taglio di
100 milioni all’attività fiscale che porterà a una riduzione dell’assistenza. Tutto ciò si tradurrà in una contrazione dei servizi offerti alle persone. «I dati Cepa (comprende i patronati Acli, Inas, Inca, Ital) aggiornati al 31 dicembre 2014 – spiega Chiara Mascetti, direttrice provinciale Inca Cgil – mostrano 95301 pratiche aperte. Le sedi sul territorio sono 46, i recapiti 108 e 41 gli operatori occupati». Non solo: «Se passa questa legge – conclude Giovanna Tettamanti, direttrice provinciale Inas Cisl – saremo costretti a chiudere diverse strutture e potremmo arrivare a licenziare alcune persone». I patronati sono elemento essenziale per la pubblica amministrazione, grazie ai quali risparmia diversi soldi: «Al momento – sottolinea Emanuela Mattiroli, direttore provinciale Patronato Acli – sono le organizzazioni sindacali che, anticipando le spese, fanno funzionare il servizio. Non si tratta solo della compilazione online delle domande. Facciamo anche tutela ai lavoratori». Accanto ai tagli, c’è un altro aspetto. S’introduce la possibilità di essere pagati dai cittadini: «Così – aggiungono – si mette in discussione l’attività gratuita dei patronati, la natura universalistica del servizio svolto». «Cento milioni in meno – commenta Roberta Sfardini, Caaf Cgil Lombardia – mette a rischio la nostra sopravvivenza, che va oltre l’assistenza alle persone. Per dare un’idea: il Caaf Cgil in provincia di Como ha aperto nel 2015 60mila pratiche e lavora su 20 sedi. Con questa scelta si colpiscono le fasce più deboli». Sono due le campagne attive: «Chiediamo siano cancellate le norme dalla legge di stabilità – conclude Mascetti - dopo aver raccolto oltre un milione di firme, il tam tam prosegue sui social network. Chiediamo ai cittadini di farsi un selfie e pubblicarlo con gli hashtag #iocimettolafaccia #xidiritti. Per i Caf, è attiva una petizione on line». Disponibile all’indirizzo https://www.change.org/p/non-restiamo-senza-assistenza-fiscale-non-restiamo-senzacaf.

Tangenziali Como e Varese, Alfieri (PD): “Lega sbaglia bersaglio. Le scelte sono in mano a Maroni”

“Il piano finanziario di Pedemontana è condizionato dalle scelte di Regione Lombardia guidata dal leghista Roberto Maroni. Se il Cal, governato dagli uomini del presidente della Regione, presenterà un nuovo piano che prevede di non far pagare i pedaggi sulle tangenziali di Como e Varese, sono certo che il Governo farà la sua parte come, peraltro, ha sempre fatto su Pedemontana. La Lega, al posto di presentare emendamenti inefficaci, richiami Maroni alle sue responsabilità”.

Lo dichiara il segretario e consigliere regionale del Pd Alessandro Alfieri in risposta al segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi in merito all’emendamento alla legge di stabilità che chiede al Governo di farsi carico degli oneri finanziari dei pedaggi delle tangenziali di Como e Varese.

VIOLENZA DONNE, Braga e Guerra (PD): “A Como nel 2014 442 casi di donne maltrattate: 1,2 donne al giorno. Numeri spietati come uno schiaffo secco tirato al volto della società comasca”

“A pochi giorni dal 25 novembre, data in cui si è celebrata la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sono dati drammatici quelli forniti dalla Questura di Como, che interessano l’intera nostra provincia: 442 casi di donne che nel solo anno 2014 nel comasco hanno subito violenza, 2579 i casi totali dal 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2014”. Lo dichiarano i deputati comaschi Chiara Braga e Mauro Guerra.Secondo quanto pubblicato oggi sul quotidiano locale La Provincia di Como, 442 sono nell’ultimo anno le donne vittime di violenza nella nostra provincia, mentre risultano 573 le schede di rilevamento. Ciò sta a significare che alcune donne, 131 per la precisione, hanno subito violenza più volete e in diverse occasioni.“A riflettere leggendo i dati del rapporto della Polizia di Stato che “inquadra” sul territorio lariano il fenomeno della violenza sulle donne, - commentano i deputati comaschi - c’è da rimanere sbigottiti. In pratica ogni giorno del 2014  1,2 donne hanno subito maltrattamenti”.La maggior parte delle violenze subite nel 2014, 288 casi pari al 65%, hanno riguardato donne italiane, la cui fascia più a rischio è quella ricompresa tra i 38 e i 47 anni seguita subito da quella tra i 28 e 37 anni.Varie le tipologie dei maltrattamenti. Quasi sempre c’è una violenza fisica alla quale spesso si sovrappongono anche violenze psicologiche, pressioni economiche, stalking e aggressioni sessuali.“Numeri spietati – proseguono Braga e Guerra - che ci sbattono in faccia come uno schiaffo secco, questa volta tirato al volto della società comasca, una triste e al contempo allarmante realtà spesso nascosta in quello che dovrebbe essere, ma evidentemente in molti casi non lo è, il calore familiare e con la quale dover fare i conti”.“A livello nazionale, in questa legislatura abbiamo approvato leggi importanti, a partire dalla Convenzione di Istanbul, votata all’unanimità, che resta la strategia più avanzata nel contrasto alla violenza di genere sulla quale occorre impegnarsi ancora per attuarla compiutamente. Così come è necessario superare la frammentarietà degli interventi con delle politiche strutturali e fornire risorse certe e migliori per sostenere il lavoro centri antiviolenza”.“Ma è attraverso un reale cambiamento culturale, - concludono i parlamentari comaschi - che più si può fermare il trend delle violenze contro le donne. Un cambiamento di mentalità nel quale tutti, uomini e donne dobbiamo sentirci impegnati, affinché nascano e si costruiscano dei legami affettivi fondati sulla dignità e il rispetto reciproco anche e soprattutto in situazioni di difficoltà, di crisi relazionale o di altro tipo".

Comitato Pendolari Como-Lecco: novità nuove corse e lavori lungo la tratta

Buonasera, con un pò di ritardo, inviamo comunicato stampa sulle nuove corse introdotte il 1 novembre sulla tratta Como-Lecco e sui lavori ai binari, con preghiera di diffusione attraverso i vostri canali.
 
Cordiali saluti
 
Comitato Pendolari Como-Lecco

Circolo Ambiente Ilaria Alpi

Allegati:
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Gestione dell'acqua in provincia di Como: bisogna accelerare l'operatività di Como Acqua srl

«I sottoscritti - scrivono i delegati Cgil nelle aziende dell'acqua - intendono intervenire in merito al processo di affidamento della gestione dell'acqua al soggetto unico provinciale Como Acqua srl.
(riferimento: www.provincia.como.it/news/AFFIDAMENTO-COMO-ACQUA.html)
Precisiamo anzitutto che condividiamo il progetto di affidamento ad un unico soggetto, totalmente pubblico, così come previsto al Referendum sull'acqua votato dalla maggioranza degli Italiani nel 2011

Però a questo punto occorre accelerare il percorso di fusione delle società esistenti (e di cessione del ramo idrico per le aziende pluri-servizi); riteniamo che il percorso ipotizzato dall'ATO e dalla Provincia di Como, che si concluderà dopo il 2017, risulta troppo lungo e farraginoso.
Secondo noi occorre rendere operativa il prima possibile la società unica COMO ACQUA srl.
Inoltre il percorso deve avvenire con tutte le necessarie garanzie per i lavoratori del settore, i quali devono essere inquadrati con lo stesso contratto (gas-acqua) e con le stesse tutele.

Tutto quanto sopra a garanzia dei lavoratori stessi, ma soprattutto con l'obiettivo di migliorare il servizio di gestione degli acquedotti, delle fognature e dei depuratori, nell'interesse di tutti i cittadini e dell'ambiente».

E TU... DI CHE PASTA SEI?

Sabato 14 novembre a Como e Cantù si potrà trovare la pasta ad edizione limitataVenti Liberi con cui sostenere le attività di Libera. Associazioni, Nomi e Numeri Contro le Mafie.
 
Como
in via Cesare Cantù (Porta Torre), dalle 11.00 alle 18.00
a cura del Coordinamento Provinciale di Libera a Como

 
Cantù
via Matteotti (Piazza Boldorini), dalle 9.30 alle 12.30
a cura del  Presidio di Libera "Gianluca Congiusta e Lollò Cartisano"

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Perego Strade: condannati i responsabili del traffico illecito di rifiuti!

Sentenza in Tribunale di Lecco per il processo sullo smaltimento dei rifiuti da parte dell’impresa infiltrata dalla ‘ndrangheta
Perego Strade: condannati i responsabili del traffico illecito di rifiuti!
Il Circolo Ambiente: “Giuste le condanne per i titolari della Perego Strade, resta il dubbio sui reali danni ambientali in molte zone della Brianza!”

LECCO – Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” esprime soddisfazione per le condanne inflitte ai titolari della Perego Strade per il traffico illecito di rifiuti in svariati cantieri, ubicati nelle province di Lecco, Como e della Brianza.   La sentenza è stata pronunciata oggi, 9 novembre, dal Tribunale di Lecco, a conclusione di un lungo iter processuale.  
L'associazione ambientalista, che si è presentata al processo come unica parte civile, si dice soddisfatta delle pene comminate dal Giudice: condannati Ivano Perego  (2 anni di reclusione), Claudio Perego (1 anno di reclusione), Elena Perego (1 anno di reclusione) oltre che Sala Paolo e Ghezzi Tommaso (ciascuno ad 1 anno e 4 mesi di reclusione, pena sospesa).
Si ricorda che nel procedimento penale i responsabili della Perego Strade (impresa infiltrata dalla ‘ndrangheta), risultavano accusati di reati ambientali per il traffico e lo sversamento illecito di rifiuti in molti cantieri, tra Lecco, Como e la Brianza.
Questo il commento del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”: "Esprimiamo soddisfazione per le condanne pronunciate dal Tribunale, che dimostrano la solidità delle accuse emerse nelle indagini sul traffico illecito di rifiuti. Come da noi più volte dichiarato, la nostra costituzione di parte civile aveva come scopo principale il sostegno all'azione della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Milano che ha avviato l'inchiesta. Rispetto al rigetto della nostra richiesta di risarcimento, ribadiamo il rammarico che la costituzione di parte civile non sia stata presentata dalle Istituzioni (Comune, Regione, Ministero dell'Ambiente), che sicuramente avrebbero potuto ottenere il risarcimento. In ogni caso ci resta il dubbio sui reali danni ambientali in molte zone della Brianza, su cui riteniamo si debbano eseguire (sempre da parte delle Istituzioni preposte) verifiche più approfondite, finalizzate all'eventuale ripristino dei danni arrecati al sottosuolo da parte dell'impresa Perego Strade".
Si rammentano i dati contenuti nel decreto di rinvio a giudizio dei titolari della Perego Strade: migliaia di tonnellate di rifiuti di diversa origine (provenienti da vari cantieri, tra cui alcuni di Como e Milano) depositate senza autorizzazione nell’area della ex cementeria di Cassago Brianza. Più di centomila metri cubi di macerie da demolizione provenienti da svariati cantieri, depositati dapprima a Cassago e poi portati in alcuni cantieri della zona, nel periodo che va dal 2008 al 2009.
Proprio qualche anno prima, nel 2006, il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” lanciò un allarme sui possibili danni ambientali derivanti dal deposito di inerti nella miniera di Cassago Brianza, annessa all’area dell’ex cementeria. Così scrivevamo nello specifico “… non è chiaro chi e come eseguirà i controlli sul materiale conferito. La preoccupazione è infatti che i controlli vengano delegati … alle stesse imprese edili che conferiranno i loro scarti”, e paventavamo possibili conferimenti di “materiali inquinanti” nell’area della miniera di Cassago, allora gestita proprio dalla Perego Strade.

CIRCOLO AMBIENTE “Ilaria Alpi”

Lecco,  09 novembre 2015  

10 NOVEMBRE/SCIOPERO UNITARIO TRASPORTO PUBBLICO DI 8 ORE

 Dopo l’adesione massiccia alle 4 ore di sciopero del 29 settembre, i sindacati confederali dei trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti, hanno indetto per martedì 10 novembre 8 ore d’interruzione dal lavoro.
La motivazione è la stessa: dopo sette mesi di trattative, Asf continua a opporsi a un accordo sindacale che dia ampie garanzie alla ricollocazione, interna ad ASF , delle lavoratrici e dei lavoratori  non idonei alla mansione. I mezzi pubblici si fermeranno dalle 8.30 alle 16.30. È previsto un presidio davanti al Comune di Como dalle 10 alle 13.
«Per prima cosa – commenta Marco Fontana, segretario provinciale Filt Cgil – ci scusiamo con gli utenti. Anch’essi sono vittima dell’intransigenza dell’azienda: noi non abbiamo altra scelta. Lo spostamento in avanti dell’età lavorativa crea un problema e le aziende cercano di liberarsi sui lavoratori non più completamente produttivi scaricandoli sul welfare pubblico». L’autista è, da sempre,una delle attività considerate più usuranti: «A questo panorama dobbiamo, purtroppo, registrare il totale disinteresse delle istituzioni locali. Dopo parecchie sollecitazioni, comune di Como e amministrazione provinciale, proprietari del 51% di Asf, non hanno dato cenni di disponibilità a confrontarsi con noi sui motivi dello sciopero, dimostrando totale disinteresse alle ragioni dei lavoratori».