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 Mercati CortoBio 

Tutti i sabati presso il Parco dei "Comboniani" a Como-Rebbio, dalle 8 alle 12, è allestito il "CortoBio", il mercato dei produttori biologici e locali (via Salvadonica 3)
 

 

 

 

 

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 Tesseramento 2018
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Poste, sciopero dello straordinario per il recapito dal 26 aprile al 25 Maggio

Con la chiusura negativa della procedura di raffreddamento che ha avuto per oggetto la riorganizzazione del recapito regionale si è aperto lo stato di agitazione con una prima proclamazione di scioper dal 26 aprile a 25 maggio e che riguarda
tutti i lavoratori dei centri di recapito di Poste Italiane della Lombardia. "Lo sciopero - scrive la Slc Cgil - è stato proclamato a
sostegno della vertenza avviata danoiper contrastare la decisione di Poste di anticipare in Lombardia la riorganizzazione nonostante i risultati negativi della sperimentazione in corso e dopo che non è stato sottoscritto, dalla Slc Cgil, l'accordo regionale in materia – continua la nota –. Ciò che si chiede è di bloccare l'avvio della nuova organizzazione previsto nei prossimi giorni nei centri di recapito di Pavia, Bergamo e successivamente delle altre provincie lombarde come Como. La nuova organizzazione prevede il recapito a giorni alterni anche oltre i limiti previsti dall'Agcom, creando un peggioramento del servizio ai cittadini che si vedranno recapitare la posta solo due/tre volte a settimana e che produrrà una consistenza
riduzione di personale ed in primo luogo dei portalettere. Inoltre l'Azienda sta procedendo senza i necessari investimenti in mezzi ed infrastrutture necessarie per garantire la sicurezza dei lavoratori e la qualità del servizio". Nei prossimi giorni la Slc Cgil
"promuoverà iniziative nei confronti dei soggetti istituzionali e politici interessati al servizio pubblico/universale che Poste
dovrebbe garantire comunque. In questo senso Anci Lombardia, da noi sollecitata, ha chiesto un incontro a Poste Italiane S.p.A. Per verificare l'impatto sul territorio della riorganizzazione in argomento"

Carta dei diritti universali del lavoro: al via a Como la raccolta firme Como

Comincia domani la raccolta firme della Cgil lariana per la proposta di legge d’iniziativa popolare sulla Carta dei diritti universali del lavoro. In tutta la provincia, saranno allestiti gazebo e organizzate iniziative per raccogliere le firme necessarie a sostegno del documento e, in parallelo, a supporto della campagna referendaria abrogativa di 3 interventi legislativi riguardanti gli appalti, i voucher e i licenziamenti illegittimi. La Carta, un testo composto di 97 articoli, si propone d’innovare gli strumenti contrattuali preservando quei diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ed estesi a tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, perché inderogabili e
universali. In provincia si vogliono raccogliere 10mila firme. Si punta a un milione e mezzo in tutta Italia. «È un obiettivo ambizioso – spiega Alessandro Tarpini, segretario --provinciale Cgil – serve, è il mio pensiero, a recuperare un ritardo accumulato nel corso degli anni circa la capacità di rappresentare alcune dinamiche venute avanti nel mondo del lavoro. Non si vuole riproporre sotto un’altra veste elementi del secolo scorso, ma si cerca di trovare strumento per tutti, a prescindere da dimensioni delle aziende, contratti e dalle mansioni. Nel nostro paese, secondo i contratti cambia il tuo destino». Il principio fondante è l’universalità dei diritti: «Non solo - aggiunge il segretario organizzativo Giacomo Licata – vogliamo siano soggettivi, legati alla persona singola. Alcuni possono sembrare banali, come le ferie e la malattia, ma nel mondo di oggi, per alcune categorie, non lo sono». Compenso equo e proporzionato, libertà di espressione, pari opportunità, e formazione permanente: diritti legati alla persona e quindi garantiti a prescindere dalla natura giuridica del rapporto di

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RIORDINO AUTONOMIE TERRITORIALI – Guerra (PD)- “Area vasta che tenga unito il lago di Como e le sue valli, insieme le province di Como, Lecco e Varese e affronti il tema della Brianza. Un sistema delle autonomie territoriali lombarde fondato su due pilast

(Como, 15 marzo 2016) “Dalla riunione di ieri del Tavolo per la competitività alla presenza del Presidente di Regione Lombardia Maroni esce confermata la prospettiva di un'area vasta che tenga unito il lago e le valli, insieme le province di Como, Lecco e Varese e affronti il tema della Brianza”. Lo dichiara il deputato comasco del PD Mauro Guerra intervenuto al Tavolo convocato ieri nella sede del Parco scientifico tecnologico ComoNExT a Lomazzo.

“Si tratta di una proposta – sottolinea il deputato dem - che ha dimostrato di essere unanimemente condivisa dagli attori politici, economici, sociali e culturali del territorio comasco e per la quale, come attestato dallo stesso Maroni, ci sono sia lo spazio che le condizioni per affermarla”.

“Abbiamo inoltre confermato – continua Guerra -  l’orientamento comune a uniformare e rendere omogenei i diversi ambiti territoriali nei quali verranno esercitate le differenti funzioni, comprese quelle statali, e gestiti i relativi servizi. Tutto questo con l’obiettivo di limitare il più possibile la frammentazione e la sovrapposizione di competenze che renderebbero meno trasparente, soprattutto agli occhi dei cittadini,  l’attribuzione delle responsabilità politiche, amministrative e gestionali, e quindi più confuso e debole il governo dei territori. In questa logica abbiamo ricondotto anche il ragionamento fatto da Regione Lombardia sulle neonate Agenzie di tutela della salute ribadendo ulteriormente il carattere sperimentale, sottoposto a verifica, dei confini delle Ats stesse".

L’onorevole Guerra ha poi insistito sulla necessità, indicata anche dal Presidente Maroni nella sua introduzione, di “cogliere l'occasione del superamento delle Province con gli enti di area vasta, per procedere ad un riordino complessivo del sistema delle autonomie territoriali lombarde, mirato alla semplificazione, alla trasparenza e alla chiarezza, evitando dannose sovrapposizioni, dando  maggiore adeguatezza ed efficacia dell'attività amministrativa”. Come? “Partendo – chiarisce il deputato comasco - da un sistema fondato sui pilastri degli enti costituzionali ed elettivi delle Regioni e dei Comuni, disboscando e razionalizzando tutto quanto sta in mezzo. Una prospettiva forte che richiede un serio programma di irrobustimento soprattutto del "pilastro" dei Comuni, i quali, attraverso processi di aggregazione, unioni e fusioni, superino l'attuale stato di frammentazione per conquistare dimensioni e adeguatezza necessari per svolgere al meglio, nell'interesse dei cittadini, le sempre maggiori e più importanti funzioni loro assegnate”. 

L’appuntamento è ora fissato per il prossimo venerdì 15 aprile quando il Tavolo per la competitività si riunirà per elaborare la proposta definitiva da trasmettere a Regione Lombardia.

PD - Aree Vaste, riforma delle autonomie locali in Lombardia: si tuteli l'integrità del lago ma si definiscano i poteri di questi nuovi enti

Un’area Vasta del territorio pedemontano che racchiuda in sé gli attuali territori delle Province di Como, Lecco e Varese e che, con poteri effettivi, possa efficacemente rappresentare questo comprensorio. È questo l’auspicio espresso dai rappresentanti delle realtà economiche e sindacali comaschi circa il futuro amministrativo locale (da raggiungere al termine del percorso di riforma che porterà alla cancellazione delle Amministrazioni Provinciali) davanti alla folta platea di amministratori e rappresentanti del Partito Democratico, locali e regionali, presenti a Villa Gallia per un incontro di riflessione e condivisione promosso dalla Segreteria Provinciale di Como del PD ed inserito nelle iniziative di “Verso Lombardia 2018”. “Recentemente l’Assemblea Provinciale ha elaborato un documento che ribadisce la necessità di salvaguardare l’unità territoriale del lago di Como – ha rilevato il Segretario Provinciale del Pd, Angelo Orsenigo -. Credo che si debba partire da questo fatto, ovvero da un lago unito, per poi guardare alla sua naturale evoluzione, ovvero al lecchese, nel percorso di revisione amministrativa del nostro territorio una volta cancellate la Province”. A Como era presente anche il Segretario Regionale del Pd, Alessandro Alfieri: “Ritengo che debba aprirsi in Lombardia una stagione di riforma complessiva del territorio regionale fondata sulle Aree Vaste, enti intermedi tra Comuni e Regione. Certo, occorre ancora capire quali saranno le funzioni di questi nuovi enti e dialogare in proposito con la Regione affinché, soprattutto nella loro definizione territoriale, si prendano in considerazione le peculiarità delle diverse aree interessate e non ci si intestardisca sui modelli di riforma già in atto e fortemente criticate come quello sanitario. La riforma, invece, deve essere coordinata ed in sintonia con le altre evoluzioni che stanno per diventare realtà, dalle Prefetture alle Camere di Commercio “. “La riforma non è un mero  passaggio burocratico di confini ma deve essere intesa come un ridisegno istituzionale a livello locale – ha puntualizzato l’On. Mauro Guerra -. Il risultato di questo lavoro deve essere quello di assicurare maggiore competitività ed efficienza ai nostri territori, dotando innanzitutto di maggiori poteri i comuni e favorendo una maggiore trasparenza i  termini di competenze ed opportunità”. I rappresentanti istituzionali di Como e Lecco (Maria Rita Livio, Provincia di Como; Mario Lucini, sindaco di Como; Giovanni Marchisio, sindaco di Mariano Comense; Anna Mazzoleni, assessore al Comune di Lecco e Consigliere Provinciale lecchese; Paolo Furgoni, sindaco di Cernobbio; ) hanno ribadito la necessità per il comprensorio comasco di dar vita ad un  ente intermedio che coinvolga innanzitutto l’area lecchese, e poi quella varesina, in una futura area vasta che tuteli l’integrità del lago anche se al centro del dibattito, confini a parte, devono essere le messe le competenze ed i poteri che verranno demandata a questa nuova realtà. “La Lega Nord per anni ha affermato che era più che mai necessario difendere la virtuosità delle Province lombarde – è il commento del consigliere regionale Luca Gaffuri-. Poi, dall’oggi a domani, è cominciata un’opera di rafforzamento di alcune zone particolari, come la provincia di Varese e la Valtellina, e la contemporanea frammentazione degli altri. Occorre fare chiarezza in proposito e questo è il periodo sicuramente più idoneo per manifestare il nostro pensiero ovvero che il territorio comasco non è disposto ad essere frazionato”. Le conclusioni dell’incontro sono state affidare a Enrico Brambilla,  capogruppo del Pd in Consiglio Regionale: “Regione Lombardia ora dovrà legiferare su confini e competenze delle diverse Aree Vaste anche se il ruolo principale della riforma sarà quello di accrescere le competenze dei Comuni e della Regione. Il nostro obiettivo è ora quello di ‘congelare’ la questione confini di questi nuovi soggetti, anche se le proposte del Presidente Marconi non sono affatto condivisibili, per soffermarci invece sulle loro competenze che, essendo enti di secondo livello, auspichiamo saranno poche e chiare. Altrimenti il rischio è quello di vedere la nascita di nuovi enti a carattere verticale, privi di ogni guida di tipo democratico, e soggetti inoltre al potere ed all'influenza, anche ingombrante, della città metropolitana di Milano”.

REFERENDUM LAVORATORI ASF: L'IPOTESI DI INTESA E' STATA RESPINTA

Como, 8 marzo 2016 - Oggi si è concluso il referendum tra i lavoratori di ASF per decidere se approvare o respingere l'intesa con
l'azienda sulla lunga " vertenza non idonei alla mansione " . I lavoratori si sono recati in massa ai seggi. Sui 495 aventi diritto
hanno votato in 350 pari ad oltre il 70%. L'ipotesi di intesa è stata respinta con voti 253 pari ad oltre il 73% dei voti validi. Ricordiamo che la rsu e le organizzazioni sindacali sono andati al referendum con due posizioni alternative. Da una parte la rsu Fit , la
Fit Cisl e la Uilt Uil , favorevoli all'intesa; dall'altra, la Rsu Filt Cgil e la Filt Ccgil contrari all'intesa. Queta vertenza ha già prodotto 2 scioperi nel 201 , con una adesione della quasi totalità dei lavoratori e il blocco totale del trasporto pubblico locale, un presidio davanti al Comune di Como, una mozione approvata dal consiglio comunale che impegna il sindaco e la giunta a intevenire nei confronti della direzione Asf per favorire un'accordo tra le parti in grado d'evitare i licenziamenti dei lavoratori più deboli e consenta agli stessi una collocazione
all'interno di Asf. Ora, tutte le organizzazioni sindacali sono tenute a rispettare l'esito referendario. Si procederà con celerità alla
riconvocazione del tavolo di trattativa/raffeddamento e, nel caso Asf dovesse rimanere rigida sulle sue posizioni, procedere, come previsto
dalla legge sul diritto di sciopero al tavolo prefettizio. Se anche il tavolo in Prefettura non dovesse produrre un'accordo sindacale, si
proclameranno azioni di sciopero contro l'intransigenza di Asf che impedisce un'accordo sindacale a garanzia dei lavoratori più
deboli. Per maggiori informazioni: Marco Fontana, segretario provinciale Filt

CON LA FIRMA DELL’INTEGRATIVO AZIENDALE IL GRUPPO HOLCIM E’ MAGGIORMENTE STRUTTURATO SUL MERCATO ITALIANO

Dopo 14 mesi e 15 incontri, si è conclusa la trattativa per il rinnovo dell’integrativo aziendale del gruppo Holcim, primo gruppo mondiale nel settore del cemento. L’intesa riguarda i 317 lavoratori dipendenti del gruppo (224 Holcim Italia spa e 93 Holcim Aggregati e Calcestruzzi srl) che lavorano negli stabilimenti di Ternate-Comabbio (Varese) e Merone (Como), nelle cave e negli impianti di betonaggio di Segrate, Pioltello e Novate (Milano), Treviglio (Bergamo), Gorla (Varese), ecc.

L’aver esteso i contenuti dell’integrativo aziendale di Holcim Italia spa (cemento) anche ai dipendenti della Holcim Aggregati e Calcestruzzi srl (cave e impianti di betonaggio), l’aver garantito le tutele dell’art. 18 della legge 300/70 in caso di passaggio del rapporto di lavoro, l’aver previsto in materia di sicurezza sul lavoro e prevenzione degli infortuni la formazione congiunta tra lavoratori Dipendenti da Holcim e quelli dipendenti da imprese esterne, l’aver esteso i dispositivi di sicurezza a tutti i lavoratori che operano nei siti di Holcim, l’aver previsto le assemblee congiunte di sito tra Lavoratori Holcim e quelli delle ditte esterne, il coordinamento tra RLS Holcim e ditte esterne, il coordinamento RSPP e RLS Holcim ditte esterne; racconta di quanta inclusività negoziale sia stata caratterizzata la trattativa.

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STORIE DI TERRE FELICI

Dai Gas di Cantù e Montesolaro, la Cooperativa Sociale Corto Circuito ONLUS e il Teatro San
Teodoro, organizzano il progetto Storie di Terre Felici: una serie di eventi nel mese di febbraio e
marzo per raccontare a grandi e piccini storie diverse del rapporto dell’uomo con il cibo e con la
natura che glie lo dona. Tutti gli eventi si terranno presso il Teatro San Teodoro, Via Corbetta, 7,
Cantù. L'iniziativa è patrocinata dai Comuni di Cantù e dal Comune di Carimate.
Il primo evento giovedì 25 febbraio alle ore 21
Show cooking - La pasta fresca, una nostra storia.
Con Massimiliano Pini, Mariella Gianquinto e gli Additive
E’ un progetto multimediale di Corto Circuito in cui si mescolano affabulazioni, musica ruvida,
cucina e racconti popolari.

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L'ANPI per il referendum popolare: “no” alla riforma del Senato ed alla legge elettorale

22 Gennaio 2016

Comitato Comasco Acqua Pubblica - Qualche riflessione sulle affermazioni del presidente di A2A

25 gennaio 2016
Un ringraziamento a Giovanni Valotti, presidente di A2A e di Utilitalia. Finalmente ci ha chiarito i veri scopi di queste holding multiutility. Il servizio pubblico non è lo scopo, è lo strumento per produrre profitto. Non avevamo dubbi. Nelle società di diritto privato l’oggetto sociale non è lo  scopo ma lo strumento e, quindi, anche nel servizio pubblico, compreso l’idrico, si applica la stessa regola.
L’upside industriale del gruppo, l’aumento del titolo in borsa del 50% negli ultimi diciotto mesi (in realtà è stato meno del 30% e del 3,53% negli ultimi cinque anni), i riassetti societari, finanziari, sono, secondo Valotti, gli elementi di spicco che dovrebbero rassicurare.
L’operazione di acquisizione della maggioranza di Linea Group sarà, per il Dott. Valotti, foriera di sinergie che porteranno ad un miglioramento del MOL del 15%. A beneficio di chi? Non certo degli utenti che da queste sinergie vedranno solo aumentare le bollette! Nemmeno a beneficio degli investimenti visto che nel 2014 gli investimenti in strutture operative sono stati il 54% degli ammortamenti e il 35% del MOL.

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Comitato Pendolari Como-Lecco - Ancora disagi

Buonasera,

desideriamo inviare questo comunicato stampa che descrive il viaggio di un nostro utente, rimasto a piedi e senza informazioni a causa di una soppressione selvaggia del treno 5214 da Molteno a Como di sabato scorso, 23 gennaio.
È vergognoso che la Como-Lecco, linea per la quale il nostro Comitato, gli Amministratori Locali e le associazioni turistiche e ambientaliste stanno facendo di tutto per pubblicizzarla e migliorarne il servizio, Trenord si comporti così, disincentivando in tutti i modi l'utilizzo del treno, sopprimendo corse in modo selvaggio, senza nessuna informazione e lasciando i propri clienti a sè stessi. Tra questi clienti, anche dei turisti stranieri che, dopo un'esperienza del genere, sicuramente ci penseranno due volte prima di prendere il treno.

Cordiali saluti
Comitato Pendolari Como-Lecco

Nel pomeriggio di sabato 23 gennaio mi sono recato a Lecco partendo da Meda e per il rientro ho pianificato di utilizzare i treni S7 5154 (16.07 da Lecco), Reg 5214 (16.36 da Molteno) e Reg 662 (16.53 da Merone). Partito da Lecco in perfetto orario con l'S7, senza nessun annuncio o scritta sui monitor che evidenziasse anomalie (a parte un guasto sulla linea Colico-Tirano che quindi non interessava il mio viaggio), mi sono però accorto, arrivando a Valmadrera, di incrociare inusualmente un treno che non dovevo incrociare.
Compreso che c'era qualcosa che non andava e, non disponendo di connessione internet stabile per via delle gallerie e di alcuni punti coperti (che quindi non mi hanno permesso di controllare da smartphone in tempo reale la situazione), mi sono recato dal capotreno per chiedere informazioni; egli prontamente si è informato e gentilmente mi ha comunicato che il treno da Molteno a Como era soppresso (per ragioni sconosciute) e che sarebbe arrivato un bus "circa dopo 15min". Giunto a Molteno, ho chiesto informazioni al capostazione che mi ha risposto che il bus sarebbe arrivato tra un po', circa 15min. Quando ho sottolineato che io avevo necessità di andare a Meda e che dovevo poi prendere da Merone il treno alle 16.53, la risposta è stata che "le coincidenze non esistono per cui quando acquisto un biglietto accetto le condizioni di viaggio di Trenord che non le prevedono". Alla mia ulteriore richiesta di spiegazioni mi è stato risposto che se perdo il treno sono cavoli miei visto che le ferrovie non sono tenute a rispettare nessuna coincidenza. In altre parole, se io ho necessità di effettuare un viaggio che non prevede di utilizzare un solo treno, lo faccio a mio rischio e pericolo e se resto a piedi nella stazione di cambio devo arrangiarmi.

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Ritardi del 20/1 sera e 21/1 mattina - Linea Lecco-Molteno-Monza-Milano e linea Lecco-Como

Ieri, 20 gennaio 2016, a seguito del guasto alla motrice del treno S7 5156 tra le stazioni di Oggiono e Molteno la circolazione dei treni è rimasta bloccata tra le due stazioni.

Il treno S7 5158 è stato soppresso da Lecco a Molteno per permettere le operazioni di recupero del treno guasto, fermo a circa un km e mezzo dalla stazione di Molteno. Lo stop del 5156 è durato fino alle 19.00 cioè fino a quando il macchinista, azionando l'altra motrice, ha condotto il treno fino a Molteno: i pendolari sono stati costretti a rimanere sul treno per 2 ore malgrado le richieste pressanti da parte dell'utenza di potere scendere e continuare il tragitto a piedi fino a Molteno.

Di conseguenza dopo le ore 17.00 anche gli altri treni che transitano lungo la stazione di Oggiono hanno subìto forti ritardi.

In particolare chi doveva proseguire la corsa verso Como utilizzando il treno che parte da Molteno, non ha avuto altra alternativa se non utilizzare mezzi privati: purtroppo infatti anche il treno S7 5150 proveniente da Lecco, con passaggio a Oggiono alle 19.27, aveva un ritardo di 40 minuti non consentendo ai pendolari della Como-Lecco di prendere l'ultima corsa delle 19.36.

Come se non bastasse, anche questa mattina, 21.01.2016, il treno 5201 proveniente da Como e diretto a Lecco, con composizione a 2 carrozze anzichè 3 come normalmente dovrebbe essere la composizione per quella corsa che trasporta un totale di circa 250-300 persone, ha subìto mezz'ora di ritardo, generando ancora disagi per gli studenti che frequentano gli istituti lecchesi.
Questa volta la motivazione del ritardo era dovuta a un guasto al SCMT, ossia al sistema controllo marcia treno.
I pochi fortunati che sono riusciti a "recuperare" in corner il treno suddetto, hanno viaggiato sul "bus" MI231, bus che giornalmente fa servizio tra Merone e Oggiono, recuperando il treno in ritardo nella stazione di Molteno, arrivando comunque a scuola oltre l'orario canonico.
I 13 passeggeri che sono riusciti a prendere il bus, di cui si allega foto, hanno potuto usufruire di questo servizio per le indicazioni di un pendolare che ne conosce "le fattezze": detto bus, come si evince dalla foto allegata, non riporta nessun cartello che indichi la destinazione finale! nonostante le pressanti richieste del Comitato Pendolari a Trenord per la posa di suddetto cartello a bordo bus.

Anche i treni 5204 e 5205, rispettivamente in direzione Como e Lecco, hanno subìto ritardo per via della ripercussione del ritardo del 5201.

Comitato Pendolari Como-Lecco

Il Circolo Ambiente "Ilaria Alpi" interviene in merito all'inquinamento atmosferico che sta interessando anche il territorio tra Como, Cantù e Erba

Contro lo smog in Brianza serve il blocco del traffico, ma anche meno strade e più treni
Roberto Fumagalli: "Stop alle nuove autostrade e sì alla ferrovia Erba-Como"
COMO/CANTU'/ERBA – Per combattere lo smog che sta attanagliando il nostro territorio, servono interventi duraturi, diretti a contenere il traffico ma anche il consumo di suolo. Così il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” interviene in merito all'inquinamento atmosferico che interessa anche molta parte del nostro territorio, quello della Brianza, tra Como, Cantù e Erba.
Afferma Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: "Per risolvere alla fonte il problema dello smog occorre fare prevenzione, non bisogna aspettare che le centraline ci dicano che sono stati superati i limiti delle polveri sottili! Provvedimenti come il blocco del traffico (espediente di per sé auspicabile, ma non sufficiente), sono rimedi-tampone, utili solo per qualche giorno. Invece quello che serve è una forte azione per prevenire l'inquinamento. Occorre ripensare le nostre città, il nostro stile di vita, la mobilità delle persone e delle merci".
Infatti secondo il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” sono almeno due i settori su cui intervenire: l'urbanistica e la mobilità.
Spiega Fumagalli: "Nel concreto occorre anzitutto agire sull'urbanistica: già nei PGT (Piani di Governo del Territorio) dei nostri comuni, piccoli o grandi, occorre favorire la riqualificazione degli edifici residenziali e dei capannoni, incentivando sistemi di riscaldamento e di produzione energetica a basso consumo, ovvero coibentazioni, pompe di calore, pannelli solari. E poi basta coi nuovi supermercati e centri commerciali, che sono grandi attrattori di traffico e di inquinamento, basti pensare al via-vai dei consumatori (anche la domenica!) ma anche dei Tir per la consegna delle derrate, e poi al riscaldamento-condizionamento, e infine alla refrigerazione delle merci, che creano altrettanto consumo di energia e quindi inquinamento".
L'altro rimedio proposto dal Circolo Ambiente è agire sulla mobilità: "Bisogna spostare sempre più quote di traffico dalle strade (auto, camion) alle ferrovie. Pertanto mai più opere inutili e dannose come le nuove tangenziali e autostrade, quindi no alla Pedemontana, alla Varese-Como-Lecco, alle tangenzialine ipotizzate a Cantù. Occorre piuttosto potenziare le ferrovie e rendere più efficienti i treni: noi ad esempio abbiamo proposto (in collaborazione coi Comitati pendolari) la nuova linea ferroviaria Erba-Como, realizzabile con pochi soldi (servono solo pochi metri di binario!) ma che potrebbe spostare molti passeggeri dalle auto private al treno, risolvendo in parte il problema del traffico tra Erba, Cantù e Como, con conseguente contenimento dell'inquinamento".
Conclude Fumagalli: "In definitiva quello che serve è un'azione di prevenzione dell'inquinamento, che passi attraverso un nuovo modo di progettare sia l'urbanistica che la mobilità. Solo così potremo risolvere alla fonte il problema dell'inquinamento, senza aspettare che siano le centraline a dirci che la nostra aria è irrespirabile!".

CIRCOLO AMBIENTE “Ilaria Alpi”

Alzate B.za,  29 dicembre 2015

CIRCOLO AMBIENTE "Ilaria Alpi" - No all'autostrada Varese-Como-Lecco

Egregio Direttore,
   ogni tot mesi viene riproposta, evidentemente spinta da interessi speculativi, l'ipotesi dell'assurda autostrada Varese-Como-Lecco. L'ultima di questi giorni è la disponibilità di un fondo cinese, e sembra quasi una bufala, infatti ne ha parlato anche Maroni.
La nostra contrarietà nasce da considerazioni concrete. Il nostro territorio (il triangolo Milano-Varese-Bergamo, passando per la Brianza) è tra i più cementificati e asfaltati del mondo, una nuova strada non servirebbe a nulla!
Inoltre la teoria dell'autostrada totalmente pagata dai privati è una barzelletta, che non fa nemmeno ridere.
E i recenti casi della Bre.Be.Mi e della nuova tangenziale di Como, dimostrano che i nostri motivi di contrarietà sono concreti. Si tratta di due strade totalmente inutili (oltre che devastanti per l'ambiente), che infatti continuano a restare vuote di auto, ma piene di debiti, tanto che le tariffe sono talmente alte che scoraggiano ulteriormente gli automobilisti. E ora i privati costruttori, per rientrare dai debiti, battono cassa allo Stato!
Con questi scenari, pensare alla nuova autostrada Varese-Como-Lecco, che oltretutto risulterebbe poco più a nord della costruenda Pedemontana, è davvero assurdo.
In definitiva: si abbandoni questo progetto insensato e, piuttosto, si pensi a come valorizzare le ferrovie esistenti, queste sì che andrebbero potenziate sia nelle infrastrutture (binari e stazioni, quasi sempre fatiscenti) che nel materiale rotabile (carrozze, spesso risalenti a quarant'anni fa). Se serve uno sforzo della politica è proprio per promuovere la mobilità pulita, altro che nuove distese di asfalto!
Distinti saluti

Roberto Fumagalli, Circolo Ambiente "Ilaria Alpi"

IN PROVINCIA DI COMO PATRONATI E CAAF CGIL CHIUSI CONTRO I TAGLI DELLA LEGGE DI STABILITA’

Como, 4 dicembre 2015 – "Chiusi oggi per essere aperti in futuro". Oggi, contro i tagli previsti dalla legge di stabilità, i patronati Inca Cgil, Inas Cisl, Ital Uil, Patronato Acli e Caaf Cgil hanno chiuso l. È previsto, infatti, un prelievo dal fondo patronati di 28 milioni (in aggiunta ai 35 milioni già tagliati) e un taglio di
100 milioni all’attività fiscale che porterà a una riduzione dell’assistenza. Tutto ciò si tradurrà in una contrazione dei servizi offerti alle persone. «I dati Cepa (comprende i patronati Acli, Inas, Inca, Ital) aggiornati al 31 dicembre 2014 – spiega Chiara Mascetti, direttrice provinciale Inca Cgil – mostrano 95301 pratiche aperte. Le sedi sul territorio sono 46, i recapiti 108 e 41 gli operatori occupati». Non solo: «Se passa questa legge – conclude Giovanna Tettamanti, direttrice provinciale Inas Cisl – saremo costretti a chiudere diverse strutture e potremmo arrivare a licenziare alcune persone». I patronati sono elemento essenziale per la pubblica amministrazione, grazie ai quali risparmia diversi soldi: «Al momento – sottolinea Emanuela Mattiroli, direttore provinciale Patronato Acli – sono le organizzazioni sindacali che, anticipando le spese, fanno funzionare il servizio. Non si tratta solo della compilazione online delle domande. Facciamo anche tutela ai lavoratori». Accanto ai tagli, c’è un altro aspetto. S’introduce la possibilità di essere pagati dai cittadini: «Così – aggiungono – si mette in discussione l’attività gratuita dei patronati, la natura universalistica del servizio svolto». «Cento milioni in meno – commenta Roberta Sfardini, Caaf Cgil Lombardia – mette a rischio la nostra sopravvivenza, che va oltre l’assistenza alle persone. Per dare un’idea: il Caaf Cgil in provincia di Como ha aperto nel 2015 60mila pratiche e lavora su 20 sedi. Con questa scelta si colpiscono le fasce più deboli». Sono due le campagne attive: «Chiediamo siano cancellate le norme dalla legge di stabilità – conclude Mascetti - dopo aver raccolto oltre un milione di firme, il tam tam prosegue sui social network. Chiediamo ai cittadini di farsi un selfie e pubblicarlo con gli hashtag #iocimettolafaccia #xidiritti. Per i Caf, è attiva una petizione on line». Disponibile all’indirizzo https://www.change.org/p/non-restiamo-senza-assistenza-fiscale-non-restiamo-senzacaf.

Tangenziali Como e Varese, Alfieri (PD): “Lega sbaglia bersaglio. Le scelte sono in mano a Maroni”

“Il piano finanziario di Pedemontana è condizionato dalle scelte di Regione Lombardia guidata dal leghista Roberto Maroni. Se il Cal, governato dagli uomini del presidente della Regione, presenterà un nuovo piano che prevede di non far pagare i pedaggi sulle tangenziali di Como e Varese, sono certo che il Governo farà la sua parte come, peraltro, ha sempre fatto su Pedemontana. La Lega, al posto di presentare emendamenti inefficaci, richiami Maroni alle sue responsabilità”.

Lo dichiara il segretario e consigliere regionale del Pd Alessandro Alfieri in risposta al segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi in merito all’emendamento alla legge di stabilità che chiede al Governo di farsi carico degli oneri finanziari dei pedaggi delle tangenziali di Como e Varese.