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 Mercati CortoBio 

Tutti i sabati presso il Parco dei "Comboniani" a Como-Rebbio, dalle 8 alle 12, è allestito il "CortoBio", il mercato dei produttori biologici e locali (via Salvadonica 3)
 

 

 

 

 

 

 

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 Tesseramento 2018
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Lago - ORSENIGO (PD): “Regione Lombardia intervenga subito sul deflusso minimo vitale"

Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, scrive all’assessore all’Agricoltura Rolfi e a quello agli Enti locali, montagna e piccoli comuni Sertori a proposito delle criticità segnalate dal Consorzio di bonifica Dugali Naviglio Adda Serio in relazione alla scarsità d’acqua rilasciata verso il lago di Como e le conseguenze che comporta.
“Il Consorzio di bonifica Dugali Naviglio Adda Serio ha espresso nei giorni scorsi forte preoccupazione per le criticità che stanno emergendo in relazione all’insufficiente rilascio di acqua dai bacini idroelettrici della Valtellina verso il lago di Como e di conseguenza all’irrigazione dei territori della bassa Lombardia – spiega Orsenigo –. Considerata l’importanza che il turismo ricopre per il territorio del lago di Como e che l’agricoltura riveste per il resto della regione, ho chiesto agli assessori di valutare se ci siano le condizioni per invitare i gestori degli impianti idroelettrici a garantire un afflusso costante di acqua al lago di Como e applicare deroghe al Deflusso minimo vitale, così come previste dalle Norme tecniche di attuazione del Ptua (Programma di tutela e uso delle acque) approvato lo scorso anno e, qualora non ci fossero, la convocazione urgente del Tavolo per il monitoraggio delle riserve idriche, per riunire tutti i soggetti interessati alla regolazione e all’utilizzo delle acque e intervenire subito con soluzioni alternative”.
Il timore di Orsenigo è che “si ripetano situazioni già viste per il nostro lago: l’abbassamento dei livelli comporta problemi di vario genere che riguardano le darsene che rischiano di essere inutilizzabili, le sponde che potrebbero cedere, la riproduzione stessa dell’ecosistema. Credo che sia necessario intervenire preventivamente e anche con celerità”.

Erba (M5S Lombardia). Favorevoli alla proposta di potenziare la tratta Como-Lecco

Ieri si è riaperto il Tavolo Regionale per la Linea Ferroviaria Como-Lecco. “L’incontro è stato molto interessante”, spiega Raffaele Erba, consigliere regionale del M5S Lombardia, “era affollato di consiglieri, comitati e rappresentanti istituzionali e questo fa ben sperare per il futuro. Si è discusso di molti temi tra cui anche la creazione di una tratta sperimentale Erba-Como.
Ciò risulta molto interessante per i tempi di percorrenza che risulterebbero molto competitivi rispetto agli altri mezzi.
Inoltre, la linea ferroviaria Como-Lecco ha le potenzialità per offrire una valida alternativa all'uso dell'automobile per i lavoratori frontalieri che ogni giorno si recano in Svizzera.
L'obiettivo è spostare, per quanto possibile, il ‘traffico frontaliero’ dalle strade alla linea ferroviaria, così da contribuire all'alleggerimento del traffico automobilistico nelle aree prossime alla frontiera italo-svizzera, al decongestionamento delle aree interessate dalle strade provinciali (Lipomo e Tavernerio) e a ridurre il traffico sulle strade secondarie di accesso alla A9 che attraversano paesi quali Senna Comasco, Capiago Intimiano e Grandate. Ovviamente siamo favorevoli al potenziamento della Como-Lecco e seguiremo con attenzione ogni iniziativa in questa direzione”.

Tangenziale Como - Orsenigo (PD) ED Erba (M5S): “gratuità lontana e complicata da realizzare, progetto secondo lotto in corso e opere ambientali in alto mare”

La gratuità per la tangenziale di Como? Tutt’altro che facile da applicare. Il secondo lotto? È ancora in corso di realizzazione il documento di fattibilità. Le opere di mitigazione e compensazione ambientale? Totalmente in alto mare per difficoltà con le risorse. Sono queste, in sintesi, le risposte che Angelo Orsenigo e Raffaele Erba, consiglieri regionali di Pd e M5s, hanno ottenuto dall’assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi, dopo aver presentato un’interrogazione sul tema. “Quello che abbiamo scoperto grazie alla nostra interrogazione ha veramente dell’incredibile – raccontano Orsenigo ed Erba –. Ad esempio, l’accordo tra Regione e Anas per l’affidamento della gestione delle strade regionali a un soggetto compartecipato non si farà: la Giunta Fontana non procederà con la costituzione della società. Però, l’azzeramento del pedaggio non sarebbe mai passato attraverso questa strada. L’iter giusto è complicatissimo e coinvolge Cal, Apl, Ministero del Trasporti e Cipe. Insomma, Maroni aveva promesso la gratuità il 1° gennaio, poi l’ha fatta slittare al 1° giugno e ora si scopre che il percorso non è quello che l’ex presidente ci aveva raccontato e che la via da percorrere è tutt’altro che semplice e anzi mancano completamente i presupposti. In più, ci è stato addirittura detto che tra Regione, Anas, Cal e Apl ‘non sono intercorse comunicazioni in merito all’ipotesi di transito gratuito sulle tangenziali di Como e Varese’, come si legge nella risposta”. E se sul secondo lotto “il Documento di fattibilità delle alternative

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Cantù ha intenzione di continuare il percorso di Como Acqua s.r.l.?

In occasione del 7° anniversario del referendum, forti di quella partecipazione democratica che portò la maggioranza degli italiani a voler mantenere pubblica la gestione del servizio idrico, rilanciamo il nostro impegno dopo aver più volte chiesto – invano –_un incontro con il Sindaco di Cantù, sig. Edgardo Arosio. Ora chiediamo pubblicamente quale sia la sua posizione dopo che egli, lo scorso gennaio, assieme ai Sindaci di Como e di Erba, riuscì a bloccare la fusione e il conferimento delle strutture a Como Acqua s.r.l Tale decisione, motivata con la necessità di verificare il valore delle società da conferire e di rivedere la ripartizione delle quote associative e, quindi, anche del “peso” sulle decisioni future, ha allungato il percorso del processo di fusione e il conferimento delle strutture a ComoAcqua s.r.l.
Temiamo che le continue proroghe sull’avvio di Como Acqua s.r.l. possano invalidare  tutto il percorso fin qui fatto, col rischio di dover mettere a gara il servizio idrico con bando europeo e quindi consegnarne  la gestione ai privati. In questo modo i Sindaci, e quindi i cittadini, perderebbero il “controllo dell'acqua”!
Dopo il Referendum, sette anni di impegno dei vari comitati territoriali al fine di far rispettare il voto degli italiani, soldi pubblici spesi per costituire la società e pagare il personale addetto, la privatizzazione sarebbe un tradimento alla Costituzione e una beffa per i cittadini che  nel 2011 si erano espressi a favore dell'acqua pubblica. Chiediamo al Consiglio comunale di Cantù di chiarire, con urgenza, quali sono le intenzioni di codesta amministrazione. Nel giugno 2011 il referendum per l'acqua bene comune mise un freno alle privatizzazioni in corso del servizio idrico. Nel comasco, la costituzione di una società in-house, quale è Como Acqua s.r.l., è mirata a a mantenere il controllo del servizio idrico sul territorio!
Ribadiamo il valore dell'acqua come bene comune: l'acqua è un diritto umano universale ed è la risorsa fondamentale per l'equilibrio degli ecosistemi. La gestione dell'acqua deve essere partecipata dalle comunità locali secondo un sistema di finanziamento basato sulla fiscalità generale e tariffe eque, senza profitto e che garantiscano gli investimenti.

Comitato Comasco Provinciale per l’Acqua Pubblica
seguono primi firmatari:

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Frontalieri - Orsenigo (PD): “facciamola finita con il ricatto dei cantoni”

“Fermo restando che la Lega, il centrodestra in generale e il M5s si sono sempre espressi contro al nuovo accordo Italia-Svizzera, il presidente del Consiglio regionale Fermi sa che l’unico modo di liberarsi del ricatto ticinese sul dare o negare i ristorni, sarebbe togliere quello strumento dalle mani del Cantone”, commenta Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, a proposito dell’invito dell’esponente comasco ai presidenti di Camera e Senato per evitare la ratifica dell’accordo.“Intanto, faccio presente che la revisione dell’accordo del 1974 l’hanno voluta gli svizzeri, ma se Fermi è preoccupato dalla rinnovata minaccia ticinese verso i frontalieri e i nostri Comuni, ricordi anche che fa parte della polemica politica in vista delle future elezioni cantonali – prosegue Orsenigo –. Ciò detto, anche il presidente Zali può stare sereno, perché l'ultimo decreto ministeriale sui criteri di ripartizione e utilizzazione delle risorse spettanti ai Comuni a titolo di compensazione finanziaria per la tassazione in Svizzera sui redditi da lavoro dei frontalieri effettuata

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Consiglio regionale – Orsenigo (PD) eletto segretario della commissione svizzera e sarà anche in bilancio, affari istituzionali e antimafia

Il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo, 42 anni, commercialista, comasco, è stato eletto segretario della Commissione speciale rapporti tra Lombardia, Confederazione svizzera, Province autonome e istituzioni europee. Orsenigo farà parte anche della I Commissione Programmazione e bilancio, della II Commissione Affari istituzionali e della Commissione speciale Antimafia, anticorruzione, trasparenza e legalità. Sindaco dimissionario di Figino Serenza e segretario provinciale del Pd di Como, Orsenigo lavorerà dunque in due commissioni permanenti e in due speciali: “Se le prime due sono davvero istituzionali, ma è da queste che passa il ‘cuore’ del lavoro che andremo a fare in consiglio regionale, è nelle commissioni speciali che si può cercare di incidere di più. L’Antimafia è fondamentale per la gestione trasparente della macchina regionale e per l’analisi del fenomeno sul territorio lombardo. Ma è nella speciale Rapporti con la Svizzera che avrò modo di affrontare in maniera decisiva alcune grosse questioni che tuttora permangono e riguardano migliaia di nostri lavoratori frontalieri e padroncini. Il compito di consigliere segretario spero mi aiuterà a portare avanti alcune istanze che chi ha governato nella passata legislatura ha colpevolmente abbandonato”.

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Frontalieri, Curro' (m5s): non venga ratificato accordo 2015

Roma, 9 mag - "Ieri io e Niccolò Invidia (M5s ndr) abbiamo avuto un colloquio con il Presidente della Camera Roberto Fico, che ringraziamo per la disponibilità. Da questo incontro è emersa la non volontà a procedere alla ratifica dell'accordo italo-svizzero in Parlamento. Noi come portavoce del MoVimento 5 Stelle di confine, abbiamo chiesto che non venga ratificato l'accordo del 2015, accordo portato avanti dagli ultimi esecutivi in segreto e senza il supporto del territorio". Lo scrive su Facebook Giovanni CURRÒ, deputato del Movimento 5 Stelle.   "Come sapete - aggiunge CURRÒ - il MoVimento 5 Stelle ha come stella polare la semplificazione fiscale e la trasparenza, pertanto noi continueremo ad opporci a quell'accordo, misura che affosserebbe le economie dei nostri territori e che non garantirebbe un futuro chiaro e sereno ai nostri lavoratori e alle nostre imprese"

Successo per la Rassegna contro le mafie "4 colpi alla 'ndrangheta"

Molta gente anche all’ultimo incontro di Eupilio, sul tema dei cambiamenti della ‘ndrangheta, dal sequestro di Cristina Mazzotti ad oggi
ERBA - EUPILIO - MERONE - PONTE LAMBRO (CO) – Si è conclusa giovedì sera, 3 maggio, a Eupilio, la Rassegna "4 colpi alla 'ndrangheta", organizzata dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", in collaborazione con le Biblioteche e i Comuni di Erba, Eupilio, Merone e Ponte Lambro.
A Eupilio, in una sala consigliare strapiena, si è tenuto l’incontro dal titolo “La ‘ndrangheta, dal sequestro di Cristina Mazzotti ad oggi”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Cristina Mazzotti.  Nel corso della serata, i relatori hanno ricordato il brutale sequestro di Cristina Mazzotti, per poi spiegare i cambiamenti delle mafie nel periodo che va dagli anni ’70 del secolo scorso fino ad oggi. Cambiamenti che hanno portato la ‘ndrangheta a passare dall’epoca dei sequestri e del traffico di stupefacenti, ai giorni nostri in cui la criminalità si è insinuata pericolosamente nell’economia “legale”, in particolare negli appalti pubblici e nel traffico di rifiuti.

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comitato lombardo antifascista - DONGO 2018. ORA E SEMPRE RESISTENZA

di Fabrizio Baggi

per la Redazione dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre di Como e provincia

Siamo a Dongo, un piccolo comune della Provincia di Como, un piccolo Comune che ha però una grandissima valenza storica. Stiamo infatti parlando del paese dove di fatto si è conclusa la dittatura fascista.

Ogni anno, tra il 28 ed il 29 aprile, con la scusa di commemorare i morti di Salò, l’ultradestra neofascista della peggior specie inscena a Dongo ed a Giulino di Mezzegra manifestazioni apologetiche dove simbologie, gestualità e paccottiglia fascista vengono sfoggiate indisturbate sotto gli occhi di tutte e tutti.

continua

 

Appello per la difesa dei giornalisti del Caffè sotto accusa

Più di un anno fa ci eravamo fatti promotori di un appello in difesa della libertà di stampa e per la difesa dei giornalisti del Caffè sotto accusa. Un appello che aveva raccolto migliaia di firme a difesa dell’indispensabile ruolo dell’informazione e delle inchieste giornalistiche.
Il Caffè aveva svolto inchieste che sollevavano interrogativi, tuttora irrisolti, fondamentali dal punto di vista dell’interesse pubblico: salute, sanità, sicurezza delle cure.
Quegli interrogativi andavano a toccare, come e logico e normale che sia in un paese democratico, interessi di parte, in particolare di gruppi ospedalieri potenti e importanti.
Allora questi gruppi, con la loro azione giudiziaria, contestavano il diritto di una stampa libera e democratica di porre interrogativi, di analizzare situazioni, di condurre inchieste con un solo obiettivo: mettere queste informazioni a disposizione dell’opinione pubblica, in un puro spirito di servizio pubblico.
Ora quella promozione di accuse, quel tentativo di imbavagliare giornalisti liberi e indipendenti, arriva a compimento. Proprio nei prossimi giorni, giovedi 26 aprile con inizio alle ore 09.00 presso l’aula del Tribunale Penale Federale via Franscini 7 a Bellinzona, si terrà davanti alla Pretura Penale il processo per diffamazione e concorrenza sleale contro quattro giornalisti del Caffè promosso dalla Clinica Sant’Anna di Sorengo

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Commercio: NO al lavoro durante le festività

Anche quest'anno migliaia di lavoratori del commercio non potranno passare le feste con i propri cari perché moltissime attività commerciali resteranno aperte per le prossime festività: 25 aprile, 1maggio e 2 giugno. La liberalizzazione selvaggia degli orari commerciali non ha portato ad un aumento dell'occupazione e neanche rilanciato i consumi, ma di contro, I lavoratori hanno visto peggiorare le condizioni di vita e di lavoro. Da tempo continuiamo a batterci per una seria regolamentazione delle aperture degli esercizi commerciali e a rivendicare il diritto di poter condividere e trascorrere con i propri cari e le proprie famiglie alcune giornate dell'anno. Ancora una volta siamo costretti a ribadire che né la legge, né il contratto collettivo nazionale di  lavoro prevedono l'obbligo della prestazione lavorativa in occasione delle festività. Invitiamo, quindi, i lavoratori a godere dei prossimi giorni festività. Inoltre, in considerazione del fatto che alcune imprese, soprattutto  della  grande distribuzione,

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Ad aprile inizia la Rassegna sulle mafie, organizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” con i Comuni e le Biblioteche di Erba, Eupilio, Merone e Ponte Lambro

"4 colpi alla 'ndrangheta", una Rassegna contro le mafie Quattro incontri sul tema: “Conoscere le mafie, per combatterle”
ERBA - EUPILIO - MERONE - PONTE LAMBRO (CO) – Si terrà tra aprile e maggio la Rassegna dal titolo "4 colpi alla 'ndrangheta", una serie di quattro incontri che avranno come filo conduttore il tema: “Conoscere le mafie, per combatterle”. La Rassegna è organizzata dal Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", in collaborazione con i Comuni e le Biblioteche di Erba, Eupilio, Merone e Ponte Lambro.
Si parte mercoledì 4 aprile alle ore 21 a Merone (Palazzo Zaffiro Isacco), col tema "La gestione dei beni confiscati alle mafie", che proporrà la presentazione di alcune esperienze virtuose che derivano dalla confisca e dal riutilizzo a fini sociali dei beni in Italia.
Il secondo appuntamento sarà per mercoledì 11 aprile, sempre alle ore 21, a Ponte Lambro (Sala consigliare), dal titolo "’Ndrangheta: terra, cemento, rifiuti", a cui interverrà Danilo Procaccianti, giornalista della trasmissione Rai “Presa Diretta”, con cui ha firmato molte inchieste tra cui: "Mafia al nord: terra, cemento ed immondizia", "’Ndrangheta: i Mammasantissima", “Roma criminale”.

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Comitato Pendolari Como-Lecco: ^Ora serve una guida autorevole ai trasporti. Sia scelta la figura migliore per un Assessorato chiave come quello delle Infrastrutture e Mobilità”

Il tema del trasporto pubblico, in particolare ferroviario, è cruciale per la Lombardia. Lo dicono i numeri: sono oltre 735 mila viaggiatori che quotidianamente si muovono in Lombardia sulla rete del servizio pubblico su ferro. Ma nonostante i numeri, che potrebbero essere ancora migliori, le cose non vanno bene. Trenord appare sempre più in affanno sui fondamentali che abbiamo da tempo indicato come la causa principale dei disservizi: manutenzione dei mezzi e gestione del personale. La prima culminata il 25 Gennaio scorso con l'agghiacciante incidente di Pioltello (ma già da tempo denunciata dai viaggiatori sempre più esposti a condizioni di viaggio da terzo mondo), la seconda, causa di pesantissimi disagi che mai come negli ultimi 12 mesi hanno minato la tenuta stessa del sistema, con picchi di soppressioni nell'ordine dei 100 treni/giorno e disagi estesi a tutte le linee, direttrici e quadranti. Il nostro appello al neo presidente Attilio Fontana è che sappia decidere per il meglio su un tema che ci sta a cuore come la gestione del servizio pubblico di trasporto e del sistema delle Infrastrutture. La Lombardia è la Regione più popolosa d’Italia.
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CGIL Como - Riforma sanitaria, unanime la richiesta: il centro lago e le valli tornino con Como

L'azzonamento così non funziona.  è il parere condiviso di sindaci e consiglieri regionali intervenuti ieri all'incontro sulla sanità organizzato dalla Cgil di Como.
Sia Alessandro Fermi, consigliere regionale uscente di maggioranza, sia Luca Gaffuri, consigliere regionale uscente di minoranza, hanno sottolineato i disagi e le problematiche scaturite dalla decisione, nel 2015, di racchiudere la zona del Centro Lago e le valli con l'Ats della Montagna.
Sul punto sono intervenuti pure i sindaci di Menaggio Michele Spaggiari e di Tremezzina Mauro Guerra, sottolineando le difficoltà della cittadinanza.
Unanime è arrivata la richiesta di fare "retro marcia", qualsiasi sia la maggioranza uscente dalle prossime elezioni regionali.

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Il Gruppo NON DIMENTICHIAMO di Balerna fa un appello alla popolazione per ritrovarsi Domenica 4 Marzo davanti alla Stazione di Balerna alle 14.00

Un anno fa, il 27 febbraio 2017 è stato un giorno che non potremo mai dimenticare per una questione di dignità   umana e di responsabilità come individui. Quel giorno il Mediterraneo è arrivato alle nostre porte.
Diakite Youssouf, un ragazzo di 20 anni è morto drammaticamente sul tetto di un treno tentando di attraversare la FRONTIERA tra Italia e Svizzera. Diakite è stato spinto a compiere questo gesto perché non aveva il documento giusto, la pelle del colore adatto, le origini adeguate.
Le persone che muoiono sulle frontiere non muoiono per incidenti casuali: le morti sono conseguenza delle decisioni, delle leggi, dei modi di fare degli stati che ci governano, dei rappresentanti pubblici. Vi verrebbe mai in mente di entrare in un altro paese sul tetto di un treno? Di andare da un paese a un altro in un gommone di plastica con la vostra famiglia? Di dormire nascosto in inverno per strada? Certo che NO. Neanche a loro, e se lo fanno è perché si vedono costretti a causa dell’attitudine disumana e razzista di questo sistema, di questo Occidente.
Diakite era l’ennesimo morto, l’ennesimo morto in un luogo di confine. Oggi, a un anno dalla sua morte, sappiamo che il problema non è stato risolto, altri come lui hanno subito la sua stessa sorte. Un anno fa mettevamo in guardia la società sostenendo che se non si faceva nulla dopo l’accaduto di Diakite altri sarebbero morti. È passato un anno e fra Balerna e Chiasso nel frattempo è morto un altro essere umano che migrava. Qualche settimana dopo Diakite un altro giovane è rimasto gravemente ferito e resterà invalido e mutilato per il resto dei suoi giorni. Un altro ancora è riuscito a salvare la vita per pochi centimetri. Queste persone sono state spinte a sfidare la morte nello stesso luogo dove oggi tutti noi viviamo. Per alcuni la vita, per altri la morte, quando il sangue dei nostri corpi ha lo stesso colore.

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