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Tangenziale Como - Orsenigo (PD) ED Erba (M5S): “gratuità lontana e complicata da realizzare, progetto secondo lotto in corso e opere ambientali in alto mare”

La gratuità per la tangenziale di Como? Tutt’altro che facile da applicare. Il secondo lotto? È ancora in corso di realizzazione il documento di fattibilità. Le opere di mitigazione e compensazione ambientale? Totalmente in alto mare per difficoltà con le risorse. Sono queste, in sintesi, le risposte che Angelo Orsenigo e Raffaele Erba, consiglieri regionali di Pd e M5s, hanno ottenuto dall’assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi, dopo aver presentato un’interrogazione sul tema. “Quello che abbiamo scoperto grazie alla nostra interrogazione ha veramente dell’incredibile – raccontano Orsenigo ed Erba –. Ad esempio, l’accordo tra Regione e Anas per l’affidamento della gestione delle strade regionali a un soggetto compartecipato non si farà: la Giunta Fontana non procederà con la costituzione della società. Però, l’azzeramento del pedaggio non sarebbe mai passato attraverso questa strada. L’iter giusto è complicatissimo e coinvolge Cal, Apl, Ministero del Trasporti e Cipe. Insomma, Maroni aveva promesso la gratuità il 1° gennaio, poi l’ha fatta slittare al 1° giugno e ora si scopre che il percorso non è quello che l’ex presidente ci aveva raccontato e che la via da percorrere è tutt’altro che semplice e anzi mancano completamente i presupposti. In più, ci è stato addirittura detto che tra Regione, Anas, Cal e Apl ‘non sono intercorse comunicazioni in merito all’ipotesi di transito gratuito sulle tangenziali di Como e Varese’, come si legge nella risposta”. E se sul secondo lotto “il Documento di fattibilità delle alternative

progettuali è ‘tuttora in corso di redazione e il suo completamento è previsto entro l’estate’, quindi ci stanno lavorando e li attendiamo al varco”, commenta Orsenigo, sulle opere di mitigazione e compensazione ambientale si legge nella risposta che “sono in corso di realizzazione, ma anche in questo caso sembrano molto in ritardo su tutta la procedura. Sempre veloci a promettere, ma troppo spesso in ritardo nel realizzare quanto detto”, aggiunge Erba.  Ma anche in questo caso c’è la sorpresa che è peggio di quanto si pensi, secondo i due consiglieri comaschi: “In sostanza, nel testo della risposta si legge che le risorse per le compensazioni dovrebbero ritornare dalla Provincia, impossibilitata a utilizzarle per i vincoli di bilancio, alla Regione, la quale però non li ha ancora riacquisiti. Infatti, nonostante alcune norme che dovrebbero agevolare la restituzione, di fatto ‘i vincoli presenti sul bilancio dell’amministrazione provinciale rendono insostenibile questa possibilità’, quindi sono bloccati in un circolo vizioso kafkiano. E anche fossero di nuovo nelle disponibilità, queste risorse, ci dice la Regione, sarebbero certo vincolate a compensazioni ambientali, ma senza specificare quali. Quindi, potenzialmente, i soldi di Como potrebbero finire in qualsiasi altra provincia”, chiudono esterrefatti Orsenigo ed Erba.

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