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 Mercati CortoBio 

Tutti i sabati presso il Parco dei "Comboniani" a Como-Rebbio, dalle 8 alle 12, è allestito il "CortoBio", il mercato dei produttori biologici e locali (via Salvadonica 3)
 

 

 

 

 

 

 

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Contestata la Giuria del Premio Acqui Ambiente

Contestata la Giuria del Premio Acqui Ambiente. La selezione di otto finalisti operata dalla Giuria della XI edizione del “Premio letterario biennale 2016-2017 Acquiambiente” rappresenta una scelta culturale e politica in netta contraddizione con lo spirito che lo costituì nel 1997. Come se essa ignorasse che il Premio è dedicato a Ken Saro Wiwa, cioè a un artista nigeriano che come militante ambientalista pagò con l’impiccagione la lotta contro le multinazionali del petrolio devastatrici del territorio e della sopravvivenza delle popolazioni. Come se ignorasse che, sotto il titolo, la dedica del Premio recita: “A perenne memoria delle donne e degli uomini della Valle Bormida che per generazioni hanno combattuto per i loro diritti civili a difesa dell’integrità ambientale della loro Valle. Si può considerare la scelta degli otto libri finalisti come una celebrazione delle lotte ideali per le quali Ken Saro Wiwa dedicò la vita? E’ ammissibile che la Giuria ignori il contesto territoriale in cui si conferisce il Premio, e cioè che da cinque anni i Comitati della Valle Bormida stanno proseguendo, contro la multinazionale Riccoboni, la lotta avviata e mai conclusa contro l’Acna di Cengio? Non è snaturato un Premio che si celebra nella cornice mondana e festaiola di Villa Ottolenghi di Acqui Terme , mentre nelle stesse ore migliaia di cittadini della Valle manifestano con trattori e striscioni nelle vie di Alessandria? Troverebbe strano, la Giuria, una contestazione dei Comitati ai cancelli della villa (peraltro sponsorizzata per una vendita miliardaria con contributi pubblici)? La selezione della Giuria ha snaturato il Premio Acquiambiente. Cosa intende questa Giuria per “Ambiente”? (continua).

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Appello urgente per la PACE

Questo è un appello urgente per la pace. Un appello alla civiltà suprema del dialogo, della sua umanità, della sua intelligenza. Leggiamo e apprendiamo di bombe, di grandi eventi nucleari, di raid preventivi. Un irresponsabile e impressionante gioco alla guerra che deve essere subito fermato. Chiediamo con forza alle Istituzioni internazionali, ai Governi del mondo che si metta a tacere l'assurdo di queste intenzioni che porterebbero a effetti disastrosi e di morte già tragicamente vissuti. Facciamo appello alle cittadine e ai cittadini affinché si mobilitino per diffondere il piu' possibile voci e iniziative di pace, anche in nome della nostra Costituzione che sempre ci ricorda che "l'Italia ripudia la guerra".

Carlo Smuraglia – Presidente Nazionale ANPI,
Francesca Chiavacci – Presidente Nazionale ARCI
Susanna Camusso – Segretario generale CGIL
Annamaria Furlan – Segretario generale CISL
Carmelo Barbagallo – Segretario generale UIL
Roberto Rossini – Presidente Nazionale ACLI

Il lavoro silenzioso d“briganti” - Post terremoto e solidarietà attiva in Centro Italia

di Dario Minotti

Tra loro si chiamano semplicemente “Briganti”. Vengono da tutta Italia, sono lavoratori o studenti, qualcuno è in pensione. Sono le Brigate di Solidarietà Attiva. nate all'indomani del terremoto dell'aquila nel 2009 su iniziativa di Rifondazione Comunista. I briganti riescono sovente ad aggregarsi tra loro nei luoghi dell' intervento o anche grazie alla combinazione di passaggi-auto.
Alcuni tra loro hanno, infatti, il compito di mettere in contatto i volontari che provengono dagli stessi territori e facilitare così lo una sorta di autostop organizzato, al fine di ridurre al minimo le spese di trasporto. A volte c'è chi nel frattempo trasporta anche i materiali in donazione raccolto nelle proprie città. Entrare a far parte delle« Brigate di Solidarietà Attiva» è facile: vai sul sito e compili il Form e il nucleo operativo dei volontari di coordinamento degli arrivi ti ricontatta tempo una settimana.  C'è chi si unisce al gruppo tra un esame e l'altro e chi nel susseguirsi snervante dei rinnovi contrattuali. All'interno delle “Brigate” vi si trovano anche persone che vivono una fase di ripensamento delle proprie scelte di vita o che sono in attesa di un nuovo impiego, o della fatidica chiamata e nel mentre, cercano di darsi da fare; attivamente. Tutti sono comunque fortemente motivati a partecipare all'opera in sostegno agli abitanti vittime di disagi ambientali ( terremoti, inondazioni,). Il motto che si legge in quasi ogni magazzino o nei punti di “Spaccio popolare è « Uniti siamo tutto. Divisi siam canaglia», e anche «Dal popolo per il popolo».
Gli interventi operativi di questi manipoli di volenterosi sono effettuati con pochi e semplici mezzi: furgoni , macchine private, carrelli elevatori e altri attrezzi. L'intervento è capillare, diffuso e poco impattante. I volontari agiscono quasi in sordina. Ma il sostegno alle persone arriva quasi in maniera domiciliare e mirata: calibrata sulle specifiche necessità di ognuno. Ciò che più conta, ciò che fa guadagnare la fiducia delle persone verso le BSA è la costante presenza dei volontari anche se sempre diversi e sempre da ogni parte diversa d'Italia.
Anche le forze dell'ordine conoscono bene ormai la pettorina gialla con le scritte rosse; una specie di abito lasciapassare cui le autorità portano quasi un silenzioso rispetto.

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Approvata legge per minori stranieri non accompagnati - Provvedimento umano e di civiltà, apripista in Europa

 “Questa legge arriva all'approvazione dopo tre anni, una larga mobilitazione da parte di associazioni dedicata alla tutela dei minori, di Sindaci e Amministratori impegnati in prima linea per trovare soluzioni”. Lo dichiarano i deputati comaschi del Partito Democratico Chiara Braga e Mauro Guerra dopo il via libero definitivo dell’Aula della Camera alle norme volte a proteggere i minori stranieri non accompagnati.  

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ENTI LOCALI, Mauro Guerra (PD): “Sbloccati 700 milioni di investimenti dei Comuni, delle Province e delle Città Metropolitane”

Notizie positive per gli enti locali. Ieri infatti è stato dato il definitivo via libera al decreto del Ministero dell’Economia che, sulla base dei criteri stabiliti con la legge di bilancio 2017 e della successiva intesa applicativa intervenuta in Conferenza Unificata, attribuisce a Comuni, Province e Città Metropolitane spazi finanziari per l’anno 2017 per complessivi 700 milioni di euro, da investire in settori come l’edilizia scolastica, il dissesto idrogelogico e gli adeguamenti alle norme antisismiche”. Lo dichiara il deputato comasco del Partito Democratico Mauro Guerra, componente della Commissione Bilancio e relatore dell’ultima legge di bilancio, dopo la firma apposta dal  Ragioniere Generale dello Stato che sblocca 700 milioni di euro di investimenti a favore degli enti locali. 

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ENTI LOCALI, Mauro Guerra (PD): “Presentata alla Camera mia proposta di legge delega al Governo per la revisione delle norme sull’ordinamento degli enti locali”

 “Cambiare radicalmente il punto di vista su molta parte della disciplina dell’ordinamento e dell’attività dei Comuni: poche regole, semplici e chiare, più stabili e affidabili nel tempo per consentire la migliore programmazione e per rendere possibile il massimo livello di autonomia e di responsabilità degli amministratori”. E’ questo il cuore della proposta di leggeDelega al Governo per la revisione delle norme sull’ordinamento degli enti locali e altre disposizioni di semplificazione e incentivazione in materia di autonomie comunali e loro gestioni associate” a prima firma del deputato comasco del Partito Democratico Mauro Guerra, da anni impegnato sul fronte delle autonomie locali, presentata qualche settimana fa alla Camera dei Deputati.  

“La consapevolezza – spiega il parlamentare comasco - che il sistema delle autonomie locali italiane possa rappresentare un formidabile volano per lo sviluppo e per la crescita del nostro Paese, a patto di liberare tutte le energie imprigionate da anni di stratificazione normativa di dettaglio e priva di visione che, disordinatamente e a volte anche irragionevolmente, ha interessato gli assetti istituzionali, i bilanci, le spese, gli appalti e la fiscalità degli enti territoriali, in primis dei Comuni, mi ha portato a presentare, insieme ad altri colleghi deputati, la proposta di legge delega di revisione delle norme che regolamentano gli enti locali”.

“Sui Comuni, infatti, - chiarisce il primo firmatario della pdl - da tempo si è intervenuti con modalità eccessivamente pervasive tali da creare gabbie, blocchi e rigidità che hanno via via colpito indistintamente enti virtuosi ed enti meno virtuosi, determinando, in diversi casi, paradossali e controproducenti penalizzazioni e distorsioni dell’azione amministrativa che di fatto premiano i vizi , sfavoriscono le virtù, mortificano le esigenze di autonomia”.

“In questa Legislatura, con il superamento del patto di stabilità interno e con l’introduzione progressiva, pur da perfezionare, dei riferimenti alle capacità fiscali e ai fabbisogni standard, si sono determinate le condizioni per riproporre e al contempo rafforzare, in termini più corretti, il binomio autonomia-responsabilità. E’ possibile infatti, aprire ora una fase nuova capace di far esprimere il meglio del contributo del sistema delle autonomie locali alla ripresa della crescita e alle modernizzazione e innovazione della pubblica amministrazione”.

“E’ da tali prospettive e convinzioni che – conclude l’esponente dem Guerra – nasce questa mia proposta di legge, condivisa con altri colleghi deputati, che prevede la delega al Governo per adottare uno o più decreti legislativi per il riordino, la razionalizzazione e il coordinamento delle disposizioni statali relative all’ordinamento e alla struttura istituzionale dei Comuni, con particolare riferimento al sistema finanziario e contabile, ai controlli e alle norme fondamentali sull’organizzazione degli uffici e del personale, nonché agli obblighi di trasparenza”.

In allegato il testo della Proposta di Legge AC4263 presentata alla Camera

Costituiamoci parti civili al processo per le tangenti del Tav Terzo Valico

Costituiamoci parti civili al processo per le tangenti del Tav Terzo Valico. Per le tangenti del Tav Terzo Valico sono rinviati a giudizio i vertici Cociv (“general contractor” dell’opera). Secondo i PM si tratta di una vera e propria associazione a delinquere: corruzione e tentata estorsione, subappalti in cambio di denaro e favori anche sessuali, forniture di calcestruzzo che si sciolgono in acqua ecc. Il direttore dei lavori, Ettore Pagani, candidato al Premio Attila 2016 della Rete Ambientalista, nell’intercettazione cinicamente tranquillizzava un collaboratore sulla presenza di amianto: “Il primo malato? Solo fra trent’anni”. Il mesotelioma impiega anche 30 anni a manifestarsi, poi è inesorabile in pochi mesi. A Casale e Broni, migliaia di morti, 25 nuovi casi all’anno, il picco nel 2015. La Sezione provinciale di Medicina democratica propone ai Comitati No Tav Terzo Valico, che si stanno battendo contro questa opera grande per inutilità costo e danno, di costituirsi Parti civili nel processo in rappresentanza delle popolazioni liguri e piemontesi. Per le spese legali sono a disposizione le sottoscrizioni in corso nelle assemblee per il libro “Ambiente Delitto Perfetto”.

L'avvocata di Medicina democratica Laura Mara si difende sui giornali dalle accuse della Sezione di Alessandria. Su La Stampa (clicca qui) afferma: “In Appello sosterrò la Pubblica accusa”. Notizia falsa. Il PM in Appello Solvay ha fatto ricorso contro la sentenza di primo grado ribadendo il reato di avvelenamento doloso della falda e dolosa omessa bonifica: 16 anni di reclusione per gli amministratori. Medicina democratica (ovvero l’avvocata con il presidente) invece in Appello sosterrà, contro il PM, la conferma della sentenza di primo grado: assoluzione degli amministratori e risarcimenti nulli o irrisori alle Vittime. L’aveva scritto la stessa avvocata: clicca qui la sua mail. E’ inequivocabile.  

Montedison & Solvay. Prima sentenza in Appello per uno dei due processi gemelli di Spinetta Marengo e Bussi. Erano state assolutorie entrambe le sentenze in primo grado. Ma l’Aquila ribalta la sentenza di Chieti e condanna gli amministratori. Avverso al tribunale di Alessandria, il PM in Appello a Torino chiede per gli stessi amministratori la condanna a 16 anni di reclusione. Ad Alessandria Lino Balza si dimette in polemica con la presidenza di Medicina democratica che non ricorre in Appello e danneggia le Vittime Parti civili: invece la scandalosa sentenza può essere capovolta senza incorrere nelle prescrizioni, e imponendo la bonifica.

Ennesima sentenza amianto contro la salute e l'ambiente. La Corte d’Appello di Milano ha emanato nuova sentenza assolutoria, confermando la pronuncia di primo di grado emessa dal Tribunale, a favore degli imputati della ex ENEL di Turbigo, centrale termica che impiegava grandi quantità di amianto, con la morte di 8 lavoratori per mesotelioma. Medicina democratica non si è sottratta a partecipare all’Appello pur penalizzata a sopportare il pagamento delle spese processuali, proseguirà in Cassazione.  

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Energia: MI ILLUMINO DI MENO – domani presentazione della legge

BRAGA (PD): "DOMANI ALLA CAMERA CON IL COLLEGA D'OTTAVIO E IL SOTTOSEGRETARIO BARBARA DEGANI PER PRESENTARE LA LEGGE SULLA GIORNATA NAZIONALE DEL RISPARMIO ENERGETICO".

"Si terrà domani, 22 febbraio alle ore 11.30, presso la Sala stampa di Montecitorio a via della Missione 4, la conferenza stampa di presentazione del progetto di legge per l’ “Istituzione della Giornata nazionale del Risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili” - AC 4256 - presentato dagli On. Chiara Braga (PD) ed Umberto D’Ottavio (Pd) e sottoscritto da oltre 50 parlamentari del Partito Democratico. Sanno presenti oltre alla sottoscritta, prima firmataria della legge, il collega Umberto D’Ottavio, deputato Pd e cofirmatario della legge, il Sottosegretario di Stato all'Ambiente Barbara Degani assieme a Massimo Cirri e Sara Zambotti conduttori della famosa trasmissione di Radio2 RAI Caterpillar, da sempre impegnata sui temi del risparmio energetico con l’iniziativa “M’Illumino di meno”. La proposta di legge raccoglie proprio il messaggio dato dalla storica iniziativa radiofonica che il prossimo 24 febbraio giungerà alla tredicesima edizione". Lo afferma in una nota Chiara Braga, deputata PD annunciando la conferenza stampa di domani alla Camera dei Deputati per la presentazione del progetto di legge sull’“Istituzione della Giornata nazionale del Risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili”.

Bonus energia elettrica e gas: alzato il limite ISEE

Un’ importante novità riguarda l’innalzamento del limite Isee per accedere allo sconto sull’Energia Elettrica ed il Gas. Si tratta di uno sconto sulla bolletta luce riservato alle famiglie con basso reddito e numerose. Il bonus elettrico è previsto inoltre anche per i casi di disagio fisico, quando una grave malattia costringe all’utilizzo di apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita.
Fino allo scorso anno serviva avere un ISEE non superiore a 7.500 euro aumentabile a 20mila per le famiglie numerose con più di 3 figli a carico. Dal 1 gennaio,  il limite è stato innalzato a 8.107,5 euro.
Le domande di Bonus Luce e Gas si presentano presso il comune di residenza oppure presso i Caaf convenzionati con i comuni stessi.

Ricordiamo, inoltre, che il 15 gennaio sono scaduti  tutti gli ISEE presentati nel 2016. A partire da questa data, per richiedere nuove prestazioni legate al calcolo oppure per confermare il diritto alle prestazioni già in essere occorre presentare il nuovo ISEE 2017, calcolato sui redditi 2015 (certificazione unica 2016) e sulla giacenza media dei conti correnti del 2016. Non occorre quindi  aspettare la nuova certificazione unica (ex CUD): la nuova Isee avrà validità fino al 15 gennaio 2018 e potrà essere utilizzata per qualsiasi prestazione legata al reddito.
In assenza di nuovo Isee, da febbraio, i pagamenti legati a tale strumento saranno bloccati per poi riprendere in automatico una volta presentata la nuova indicatore.

Per maggiori informazioni: Nicola Della Mano, responsabile Caaf Cgil Como,

Braga e Guerra (PD): “Presentata interrogazione alla Camera su riammissione cittadini e minori stranieri alla frontiera di Chiasso. Mentre al Senato la prossima settimana si attende l’approvazione definitiva della legge sui minori stranieri non accompagn

(Roma, 19 gennaio 2017) “La scorsa settimana abbiamo presentato alla Camera un’interrogazione a risposta scritta, a prima firma della collega Maria Chiara Gadda, all’indirizzo del ministro degli Esteri Angelino Alfano, affinché la Confederazione Elvetica possa chiarire le scelte sin qui adottate nella gestione dei migranti e, nello specifico, della riammissione di cittadini stranieri alla frontiera di Chiasso con particolare riguardo al trattamento riservato ai minori stranieri non accompagnati”. Lo dichiarano i deputati comaschi Chiara Braga e Mauro Guerra alla luce del delicato momento che il territorio di Como sta attraversando anche a riguardo della presenza di un considerevole numero di minori non accompagnati.  “Secondo quanto emerso dal rapporto di agosto 2016 sulle riammissioni di cittadini stranieri  alla frontiera di Chiasso, elaborato dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), e dalle informazioni acquisite dalla Commissione d’inchiesta sul sistema di accoglienza ed espulsione, - spiegano i deputati comaschi - nel periodo ricompreso tra il 1 di maggio e il 30 settembre 2016, gli arrivi certificati di cittadini stranieri in territorio svizzero sarebbero stati più di 21.500, di cui 6.900 minori, mentre le riammissioni semplificate effettuate dalle autorità svizzere verso il confine italiano sono state 9.440, 2.361 delle quali hanno riguardato minori stranieri non accompagnati”.

 “Da queste fonti – ribadiscono Braga e Guerra - risulta che i migranti abbiano dichiaratamente manifestato l’intenzione  di presentare istanza di asilo in Svizzera ma di essere stati impossibilitati a formalizzare la richiesta. Si fa riferimento a respingimenti collettivi compiuti dalle autorità svizzere senza una valutazione dei requisiti per l’ottenimento delle forme di protezione internazionale o umanitaria previste. Mentre, risulterebbero numerose le violazioni effettuate ai danni di minori non accompagnati ai quali sarebbero state indistintamente applicate regole sulla riammissione in vigore per le persone straniere maggiorenni e adulte, senza quindi alcuna specifica tutela per la  loro condizione di minori”.

“Un fenomeno nazionale, quello dei minori stranieri arrivati soli in Italia che interessa, secondo gli ultimi dati ufficiali riferiti all’anno 2016, 25.846 tra ragazzi e bambini. Si tratta di un numero più che raddoppiato rispetto all’anno 2015. A questo fenomeno la politica sta dando risposte concrete. C’è infatti finalmente in dirittura d’arrivo una legge a tutela dei minori stranieri non accompagnati il cui testo, approvato alla fine di novembre dalla Camera, verrà discusso e portato in approvazione la prossima settimana in Senato". 

“Se approvata  in via definitiva, e ci auguriamo sentitamente che ciò accada,  questa legge consegnerà al nostro Paese e all’Europa uno strumento di riferimento con regole precise e organiche in un continente dove ad oggi ancora non ne esistono. Non a caso, infatti, la legge italiana sarà la prima in Europa di questo genere”.

“Un punto di arrivo importante – concludono Braga e Guerra - che potrà fare da apripista e da stimolo per tutto il resto dell’Europa affinché, come sollecitano anche le maggiori organizzazioni internazionali che si occupano di bambini, ci si doti finalmente di una normativa europea, per dare una risposta coordinata al bisogno di tutela di questi bimbi e ragazzi, proteggendoli da ogni forma di violenza, abuso e di traffico umano”.

Successo della manifestazione nazionale a Firenze e forte adesione allo sciopero generale per il rinnovo dei contratti tessile e calzaturiero

Riuscitissima la manifestazione di questa mattina a Firenze dei lavoratori del settore tessile-abbigliamento (420mila addetti) e del calzaturiero (80mila addetti) per il rinnovo dei contratti nazionali, scaduti entrambi il 31 marzo 2016, organizzata dalle sigle sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil insieme allo sciopero di otto ore, la cui partecipazione si è attestata attorno all'80%.
"Non è un caso se abbiamo deciso di venire a manifestare a Firenze e nel corso di una delle più importanti rassegne di moda (Pitti Uomo ndr), perché se si fanno profitti, allora è giusto che si garantiscano anche diritti e salari". Così i segretari generali Emilio Miceli, Angelo Colombini e Paolo Pirani dal palco di Piazza dell'Unità, dove si è concluso il corteo cui hanno partecipato più di 5mila lavoratori venuti da tutt'Italia. "Non siamo disposti ad accettare un contratto a costo zero, così come non siamo disposti a prendere in prestito modelli salariali da nessuno” hanno incalzato. “Chiediamo un contratto dignitoso che difenda diritti e salario, insomma un contratto normale – hanno concluso - , ma le posizioni oltranziste di SMI e la retromarcia inaspettata di Assocalzaturifici sono inaccettabili".

Firenze, 13 gennaio 2017

Comitato per il No nel referendum costituzionale - Nessun rompete le righe, per in nostri comitati a difesa della costituzione e della democrazia

Straordinario risultato nel referendum del 4 dicembre che ha bocciato la deformazione della Costituzione proposta dalla Renzi- Boschi e insieme ha reso inservibile la legge elettorale ipermaggioritaria per la Camera (Italicum), che per di più è in attesa del giudizio della Corte costituzionale.

Il primo grande risultato è l'affluenza al voto. Hanno votato i 2/3 degli aventi diritto, in controtendenza con le recenti consultazioni, confermando che gli elettori quando sanno di poter contribuire a decidere partecipano e votano.

Grazie alle elettrici e agli elettori italiani per questa prova di maturità e di impegno.
Per di più questo conferma che la Costituzione non è affatto lontana dall'attenzione dei cittadini, che invece si sono dimostrati ben consapevoli della sua importanza a garanzia della convivenza civile nel nostro paese, della qualità della nostra democrazia, dell'attuazione effettiva di diritti fondamentali (lavoro, salute, istruzione, ecc.) in essa ben descritti e per la cui attuazione occorrono assetto istituzionale e modalità decisionali coerenti con gli obiettivi.

Chi pensava che aumentando il numero dei votanti avrebbe vinto il Si ha sbagliato i suoi conti. Gli elettori hanno votato in tanti, anzi hanno fatto le code per votare e per bocciare a stragrande maggioranza la deformazione della Costituzione voluta dalla Renzi- Boschi.
Noi non abbiamo mai creduto a questa predizione, che in sostanza giudicava gli elettori immaturi. Noi abbiamo sempre chiesto anzitutto agli elettori di andare a votare, ritenendo che il voto sia una prova di maturità e di democrazia. Per questo la nostra iniziativa referendaria ha sempre avuto fiducia negli elettori, nella convinzione che convincere astenuti ed indecisi a votare è in sé un contributo importante alla partecipazione democratica. Questo lo rivendichiamo con orgoglio.

Il voto non lascia dubbi, il No ha stravinto. Dal 4 dicembre scorso chiunque proporrà modifiche della Costituzione dovrà prestare grande attenzione alla loro coerenza con lo spirito e l'impianto della nostra Carta fondamentale, che non può e non deve essere stravolta nei principi fondamentali. Inoltre in futuro dovranno essere sottoposte solo proposte chiare agli elettori mettendoli in grado di scegliere, senza i confusi imbrogli della deformazione Renzi- Boschi.

Ora occorre continuare non solo con la vigilanza sul rispetto dell'esito del voto, ma pretenderemo che mai più ci siano provvedimenti come jobs act, trivelle a gogò, buona (pessima) scuola, acqua non più pubblica. Rivendichiamo il diritto di Comitati come il nostro, che sono rappresentanti dei cittadini e da essi partecipati (oggi sono circa 750 i nostri comitati territoriali) di essere ascoltati e messi in condizione di fare circolare le loro opinioni.

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Il “giro dell’oca” dei trasferimenti coatti dal Nord Italia a Taranto

Da luglio 40-50 persone al giorno arrivano all'hotspot di Taranto: si tratta di migranti già identificati che arrivano da Ventimiglia, Como e, in qualche caso, Milano. Probabilmente queste misure vengono usate come deterrente, spesso sembrano punitive e volte a scoraggiare un nuovo attraversamento della frontiere, di certo ledono i diritti delle persone coinvolte. E sembrano non risolvere il problema.

C’è chi le chiama “operazioni di alleggerimento della frontiera”, chi parla genericamente di “trasferimenti” e chi arriva a definirli con il pesante appellativo di “deportazioni”. Espressioni diverse per indicare la stessa cosa: il sistematico trasferimento di migranti dalle città di frontiera – Ventimiglia e Como (a cui si è aggiunta recentemente Milano) – verso il Sud Italia.
Si ha notizia dei primi trasferimenti di questo tipo (qui un video che mostra una partenza) già nel maggio scorso, quando vennero utilizzati alcuni aerei di Poste Italiane per portare i migranti dal confine francese verso Trapani e Bari, ma è soprattutto a partire dai mesi di luglio e agosto che questa pratica è andata strutturandosi tanto da Ventimiglia quanto da Como, come ammesso dallo stesso capo della polizia Gabrielli in visita nella cittadina ligure. Al centro di questo sistema c’è l’hotspot di Taranto, uno dei quattro attivi in Italia, insieme a Trapani, Pozzallo e Lampedusa.
A confermare a Open Migration la prosecuzione di questa prassi è Michele Matichecchia, comanda
nte dei vigili della città pugliese e capo della Protezione Civile cittadina, che è stato chiamato dal sindaco Ippazio Stefàno a dirigere l’hotspot aperto il 29 febbraio scorso. In questi mesi (dati forniti dallo stesso Matichecchia il 3 novembre) sono passati dal centro circa 12 mila persone: 9500 uomini, 1320 donne e 1300 minori. Tra questi ci sono i migranti che sbarcano direttamente al porto di Taranto (l’ultimo arrivo di 520 persone risale al 25 ottobre scorso) e quanti vengono trasferiti dai porti di Reggio Calabria, Crotone, Messina e Catania.
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PD: “EMITTENTI LOCALI, PROFESSIONE, DISTRIBUZIONE: LE GRANDI NOVITÀ DI UNA UNA LEGGE CHE PRENDE LE MOSSE DALL’ESEMPIO LOMBARDO”

La Lombardia ha fatto quasi da laboratorio, con le sue importanti esperienze di emittenza locale. Un caso esemplare che ha ispirato la nuova legge nazionale sull’editoria, presentata stamattina, a Palazzo Pirelli, dai parlamentari e dagli esponenti regionali del Pd. È stato proprio il segretario Alessandro Alfieri a sottolineare, in apertura di incontro, “l’importanza delle emittenti locali verso cui, in Lombardia, abbiamo sempre avuto attenzione. Un’attenzione che ora si è spostata a livello nazionale, grazie al lavoro fatto dal Governo e dal Parlamento”.

Relatore alla Camera proprio un deputato lombardo, l’on. Roberto Rampi, che ha sintetizzato le importanti novità. Tra queste “l’accompagnamento economico per l’emittenza e i nuovi media, ma non per questo la carta stampata viene considerata superata, anzi, si possono rafforzare a vicenda, dando una serie di certezze in più – ha detto Rampi –. E questo grazie ai nuovi meccanismi per garantire più risorse e, in particolare, al nuovo sistema di pagamento del canone Rai. Che in realtà rappresenta un risparmio per i cittadini, a ben vedere, considerata anche l’introduzione di categorie di esenzione. E nel contempo è un pezzo di entrata importante per garantire il pluralismo, dentro un sistema sano e virtuoso: l’extragettito di 100 milioni di euro del canone Rai verrà, infatti, destinato all’emittenza locale”.

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MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI, Braga e Guerra (PD): "Approvata alla Camera la legge a tutela dei minori; un provvedimento importante che tocca da vicino anche il territorio comasco"

(Como, 31 ottobre 2016) “C’è finalmente una legge a tutela dei minori stranieri che arrivano da soli in Italia. Un fenomeno nazionale che interessa quasi 20mila tra ragazzi e bambini. Un tema delicato, sentito negli ultimi anni anche dal territorio comasco. A Como e provincia, infatti, si contano circa 250 minori stranieri non accompagnati, 118 a carico del Comune, poco meno di un centinaio soccorsi nel centro di accoglienza aperto nell'area ex Rizzo di via Regina, indicato dalla Prefettura e Comune, una quarantina assistiti in altri centri del comasco". Lo dichiarano i deputati comaschi del Partito Democratico Chiara Braga e Mauro Guerra dopo l'approvazione a Montecitorio, lo scorso 26 ottobre, del progetto di legge sul riordino del sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

"Il testo, a prima firma della collega Sandra Zampa, approvato nei giorni scorsi alla Camera - spiegano i deputati comaschi - è il risultato di tre anni di lavoro fatto di contributi e interessi trasversali tra le diverse forze politiche di maggioranza e opposizione" (eccezion fatta per la Lega Nord e Fratelli d'Italia che hanno bocciato in toto la proposta). Un impegno che ha visto realizzato, con il concorso di tanti, un passo avanti fondamentale per l'affermazione del diritto alla tutela dell'infanzia".

"Un provvedimento molto sentito dalle agenzie e associazioni umanitarie dedite alla prima accoglienza e all'accompagnamento, altrettanto voluto e atteso dai molti sindaci e amministratori locali, in particolare da quelli più sensibili, anche comaschi, che con fatica e costi elevati, anche per ragioni di sicurezza, legalità e risorse in questi anni si sono fatti carico dell’emergenza".

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