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 Tesseramento 2018
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Bonus energia elettrica e gas: alzato il limite ISEE

Un’ importante novità riguarda l’innalzamento del limite Isee per accedere allo sconto sull’Energia Elettrica ed il Gas. Si tratta di uno sconto sulla bolletta luce riservato alle famiglie con basso reddito e numerose. Il bonus elettrico è previsto inoltre anche per i casi di disagio fisico, quando una grave malattia costringe all’utilizzo di apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita.
Fino allo scorso anno serviva avere un ISEE non superiore a 7.500 euro aumentabile a 20mila per le famiglie numerose con più di 3 figli a carico. Dal 1 gennaio,  il limite è stato innalzato a 8.107,5 euro.
Le domande di Bonus Luce e Gas si presentano presso il comune di residenza oppure presso i Caaf convenzionati con i comuni stessi.

Ricordiamo, inoltre, che il 15 gennaio sono scaduti  tutti gli ISEE presentati nel 2016. A partire da questa data, per richiedere nuove prestazioni legate al calcolo oppure per confermare il diritto alle prestazioni già in essere occorre presentare il nuovo ISEE 2017, calcolato sui redditi 2015 (certificazione unica 2016) e sulla giacenza media dei conti correnti del 2016. Non occorre quindi  aspettare la nuova certificazione unica (ex CUD): la nuova Isee avrà validità fino al 15 gennaio 2018 e potrà essere utilizzata per qualsiasi prestazione legata al reddito.
In assenza di nuovo Isee, da febbraio, i pagamenti legati a tale strumento saranno bloccati per poi riprendere in automatico una volta presentata la nuova indicatore.

Per maggiori informazioni: Nicola Della Mano, responsabile Caaf Cgil Como,

Braga e Guerra (PD): “Presentata interrogazione alla Camera su riammissione cittadini e minori stranieri alla frontiera di Chiasso. Mentre al Senato la prossima settimana si attende l’approvazione definitiva della legge sui minori stranieri non accompagn

(Roma, 19 gennaio 2017) “La scorsa settimana abbiamo presentato alla Camera un’interrogazione a risposta scritta, a prima firma della collega Maria Chiara Gadda, all’indirizzo del ministro degli Esteri Angelino Alfano, affinché la Confederazione Elvetica possa chiarire le scelte sin qui adottate nella gestione dei migranti e, nello specifico, della riammissione di cittadini stranieri alla frontiera di Chiasso con particolare riguardo al trattamento riservato ai minori stranieri non accompagnati”. Lo dichiarano i deputati comaschi Chiara Braga e Mauro Guerra alla luce del delicato momento che il territorio di Como sta attraversando anche a riguardo della presenza di un considerevole numero di minori non accompagnati.  “Secondo quanto emerso dal rapporto di agosto 2016 sulle riammissioni di cittadini stranieri  alla frontiera di Chiasso, elaborato dall’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), e dalle informazioni acquisite dalla Commissione d’inchiesta sul sistema di accoglienza ed espulsione, - spiegano i deputati comaschi - nel periodo ricompreso tra il 1 di maggio e il 30 settembre 2016, gli arrivi certificati di cittadini stranieri in territorio svizzero sarebbero stati più di 21.500, di cui 6.900 minori, mentre le riammissioni semplificate effettuate dalle autorità svizzere verso il confine italiano sono state 9.440, 2.361 delle quali hanno riguardato minori stranieri non accompagnati”.

 “Da queste fonti – ribadiscono Braga e Guerra - risulta che i migranti abbiano dichiaratamente manifestato l’intenzione  di presentare istanza di asilo in Svizzera ma di essere stati impossibilitati a formalizzare la richiesta. Si fa riferimento a respingimenti collettivi compiuti dalle autorità svizzere senza una valutazione dei requisiti per l’ottenimento delle forme di protezione internazionale o umanitaria previste. Mentre, risulterebbero numerose le violazioni effettuate ai danni di minori non accompagnati ai quali sarebbero state indistintamente applicate regole sulla riammissione in vigore per le persone straniere maggiorenni e adulte, senza quindi alcuna specifica tutela per la  loro condizione di minori”.

“Un fenomeno nazionale, quello dei minori stranieri arrivati soli in Italia che interessa, secondo gli ultimi dati ufficiali riferiti all’anno 2016, 25.846 tra ragazzi e bambini. Si tratta di un numero più che raddoppiato rispetto all’anno 2015. A questo fenomeno la politica sta dando risposte concrete. C’è infatti finalmente in dirittura d’arrivo una legge a tutela dei minori stranieri non accompagnati il cui testo, approvato alla fine di novembre dalla Camera, verrà discusso e portato in approvazione la prossima settimana in Senato". 

“Se approvata  in via definitiva, e ci auguriamo sentitamente che ciò accada,  questa legge consegnerà al nostro Paese e all’Europa uno strumento di riferimento con regole precise e organiche in un continente dove ad oggi ancora non ne esistono. Non a caso, infatti, la legge italiana sarà la prima in Europa di questo genere”.

“Un punto di arrivo importante – concludono Braga e Guerra - che potrà fare da apripista e da stimolo per tutto il resto dell’Europa affinché, come sollecitano anche le maggiori organizzazioni internazionali che si occupano di bambini, ci si doti finalmente di una normativa europea, per dare una risposta coordinata al bisogno di tutela di questi bimbi e ragazzi, proteggendoli da ogni forma di violenza, abuso e di traffico umano”.

Successo della manifestazione nazionale a Firenze e forte adesione allo sciopero generale per il rinnovo dei contratti tessile e calzaturiero

Riuscitissima la manifestazione di questa mattina a Firenze dei lavoratori del settore tessile-abbigliamento (420mila addetti) e del calzaturiero (80mila addetti) per il rinnovo dei contratti nazionali, scaduti entrambi il 31 marzo 2016, organizzata dalle sigle sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil insieme allo sciopero di otto ore, la cui partecipazione si è attestata attorno all'80%.
"Non è un caso se abbiamo deciso di venire a manifestare a Firenze e nel corso di una delle più importanti rassegne di moda (Pitti Uomo ndr), perché se si fanno profitti, allora è giusto che si garantiscano anche diritti e salari". Così i segretari generali Emilio Miceli, Angelo Colombini e Paolo Pirani dal palco di Piazza dell'Unità, dove si è concluso il corteo cui hanno partecipato più di 5mila lavoratori venuti da tutt'Italia. "Non siamo disposti ad accettare un contratto a costo zero, così come non siamo disposti a prendere in prestito modelli salariali da nessuno” hanno incalzato. “Chiediamo un contratto dignitoso che difenda diritti e salario, insomma un contratto normale – hanno concluso - , ma le posizioni oltranziste di SMI e la retromarcia inaspettata di Assocalzaturifici sono inaccettabili".

Firenze, 13 gennaio 2017

Comitato per il No nel referendum costituzionale - Nessun rompete le righe, per in nostri comitati a difesa della costituzione e della democrazia

Straordinario risultato nel referendum del 4 dicembre che ha bocciato la deformazione della Costituzione proposta dalla Renzi- Boschi e insieme ha reso inservibile la legge elettorale ipermaggioritaria per la Camera (Italicum), che per di più è in attesa del giudizio della Corte costituzionale.

Il primo grande risultato è l'affluenza al voto. Hanno votato i 2/3 degli aventi diritto, in controtendenza con le recenti consultazioni, confermando che gli elettori quando sanno di poter contribuire a decidere partecipano e votano.

Grazie alle elettrici e agli elettori italiani per questa prova di maturità e di impegno.
Per di più questo conferma che la Costituzione non è affatto lontana dall'attenzione dei cittadini, che invece si sono dimostrati ben consapevoli della sua importanza a garanzia della convivenza civile nel nostro paese, della qualità della nostra democrazia, dell'attuazione effettiva di diritti fondamentali (lavoro, salute, istruzione, ecc.) in essa ben descritti e per la cui attuazione occorrono assetto istituzionale e modalità decisionali coerenti con gli obiettivi.

Chi pensava che aumentando il numero dei votanti avrebbe vinto il Si ha sbagliato i suoi conti. Gli elettori hanno votato in tanti, anzi hanno fatto le code per votare e per bocciare a stragrande maggioranza la deformazione della Costituzione voluta dalla Renzi- Boschi.
Noi non abbiamo mai creduto a questa predizione, che in sostanza giudicava gli elettori immaturi. Noi abbiamo sempre chiesto anzitutto agli elettori di andare a votare, ritenendo che il voto sia una prova di maturità e di democrazia. Per questo la nostra iniziativa referendaria ha sempre avuto fiducia negli elettori, nella convinzione che convincere astenuti ed indecisi a votare è in sé un contributo importante alla partecipazione democratica. Questo lo rivendichiamo con orgoglio.

Il voto non lascia dubbi, il No ha stravinto. Dal 4 dicembre scorso chiunque proporrà modifiche della Costituzione dovrà prestare grande attenzione alla loro coerenza con lo spirito e l'impianto della nostra Carta fondamentale, che non può e non deve essere stravolta nei principi fondamentali. Inoltre in futuro dovranno essere sottoposte solo proposte chiare agli elettori mettendoli in grado di scegliere, senza i confusi imbrogli della deformazione Renzi- Boschi.

Ora occorre continuare non solo con la vigilanza sul rispetto dell'esito del voto, ma pretenderemo che mai più ci siano provvedimenti come jobs act, trivelle a gogò, buona (pessima) scuola, acqua non più pubblica. Rivendichiamo il diritto di Comitati come il nostro, che sono rappresentanti dei cittadini e da essi partecipati (oggi sono circa 750 i nostri comitati territoriali) di essere ascoltati e messi in condizione di fare circolare le loro opinioni.

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Il “giro dell’oca” dei trasferimenti coatti dal Nord Italia a Taranto

Da luglio 40-50 persone al giorno arrivano all'hotspot di Taranto: si tratta di migranti già identificati che arrivano da Ventimiglia, Como e, in qualche caso, Milano. Probabilmente queste misure vengono usate come deterrente, spesso sembrano punitive e volte a scoraggiare un nuovo attraversamento della frontiere, di certo ledono i diritti delle persone coinvolte. E sembrano non risolvere il problema.

C’è chi le chiama “operazioni di alleggerimento della frontiera”, chi parla genericamente di “trasferimenti” e chi arriva a definirli con il pesante appellativo di “deportazioni”. Espressioni diverse per indicare la stessa cosa: il sistematico trasferimento di migranti dalle città di frontiera – Ventimiglia e Como (a cui si è aggiunta recentemente Milano) – verso il Sud Italia.
Si ha notizia dei primi trasferimenti di questo tipo (qui un video che mostra una partenza) già nel maggio scorso, quando vennero utilizzati alcuni aerei di Poste Italiane per portare i migranti dal confine francese verso Trapani e Bari, ma è soprattutto a partire dai mesi di luglio e agosto che questa pratica è andata strutturandosi tanto da Ventimiglia quanto da Como, come ammesso dallo stesso capo della polizia Gabrielli in visita nella cittadina ligure. Al centro di questo sistema c’è l’hotspot di Taranto, uno dei quattro attivi in Italia, insieme a Trapani, Pozzallo e Lampedusa.
A confermare a Open Migration la prosecuzione di questa prassi è Michele Matichecchia, comanda
nte dei vigili della città pugliese e capo della Protezione Civile cittadina, che è stato chiamato dal sindaco Ippazio Stefàno a dirigere l’hotspot aperto il 29 febbraio scorso. In questi mesi (dati forniti dallo stesso Matichecchia il 3 novembre) sono passati dal centro circa 12 mila persone: 9500 uomini, 1320 donne e 1300 minori. Tra questi ci sono i migranti che sbarcano direttamente al porto di Taranto (l’ultimo arrivo di 520 persone risale al 25 ottobre scorso) e quanti vengono trasferiti dai porti di Reggio Calabria, Crotone, Messina e Catania.
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PD: “EMITTENTI LOCALI, PROFESSIONE, DISTRIBUZIONE: LE GRANDI NOVITÀ DI UNA UNA LEGGE CHE PRENDE LE MOSSE DALL’ESEMPIO LOMBARDO”

La Lombardia ha fatto quasi da laboratorio, con le sue importanti esperienze di emittenza locale. Un caso esemplare che ha ispirato la nuova legge nazionale sull’editoria, presentata stamattina, a Palazzo Pirelli, dai parlamentari e dagli esponenti regionali del Pd. È stato proprio il segretario Alessandro Alfieri a sottolineare, in apertura di incontro, “l’importanza delle emittenti locali verso cui, in Lombardia, abbiamo sempre avuto attenzione. Un’attenzione che ora si è spostata a livello nazionale, grazie al lavoro fatto dal Governo e dal Parlamento”.

Relatore alla Camera proprio un deputato lombardo, l’on. Roberto Rampi, che ha sintetizzato le importanti novità. Tra queste “l’accompagnamento economico per l’emittenza e i nuovi media, ma non per questo la carta stampata viene considerata superata, anzi, si possono rafforzare a vicenda, dando una serie di certezze in più – ha detto Rampi –. E questo grazie ai nuovi meccanismi per garantire più risorse e, in particolare, al nuovo sistema di pagamento del canone Rai. Che in realtà rappresenta un risparmio per i cittadini, a ben vedere, considerata anche l’introduzione di categorie di esenzione. E nel contempo è un pezzo di entrata importante per garantire il pluralismo, dentro un sistema sano e virtuoso: l’extragettito di 100 milioni di euro del canone Rai verrà, infatti, destinato all’emittenza locale”.

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MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI, Braga e Guerra (PD): "Approvata alla Camera la legge a tutela dei minori; un provvedimento importante che tocca da vicino anche il territorio comasco"

(Como, 31 ottobre 2016) “C’è finalmente una legge a tutela dei minori stranieri che arrivano da soli in Italia. Un fenomeno nazionale che interessa quasi 20mila tra ragazzi e bambini. Un tema delicato, sentito negli ultimi anni anche dal territorio comasco. A Como e provincia, infatti, si contano circa 250 minori stranieri non accompagnati, 118 a carico del Comune, poco meno di un centinaio soccorsi nel centro di accoglienza aperto nell'area ex Rizzo di via Regina, indicato dalla Prefettura e Comune, una quarantina assistiti in altri centri del comasco". Lo dichiarano i deputati comaschi del Partito Democratico Chiara Braga e Mauro Guerra dopo l'approvazione a Montecitorio, lo scorso 26 ottobre, del progetto di legge sul riordino del sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

"Il testo, a prima firma della collega Sandra Zampa, approvato nei giorni scorsi alla Camera - spiegano i deputati comaschi - è il risultato di tre anni di lavoro fatto di contributi e interessi trasversali tra le diverse forze politiche di maggioranza e opposizione" (eccezion fatta per la Lega Nord e Fratelli d'Italia che hanno bocciato in toto la proposta). Un impegno che ha visto realizzato, con il concorso di tanti, un passo avanti fondamentale per l'affermazione del diritto alla tutela dell'infanzia".

"Un provvedimento molto sentito dalle agenzie e associazioni umanitarie dedite alla prima accoglienza e all'accompagnamento, altrettanto voluto e atteso dai molti sindaci e amministratori locali, in particolare da quelli più sensibili, anche comaschi, che con fatica e costi elevati, anche per ragioni di sicurezza, legalità e risorse in questi anni si sono fatti carico dell’emergenza".

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5, 6, 7 Ottobre - Invia anche tu una mail ai parlamentari: "Decreto Madia: NO alla privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici!"

Care/i,

il decreto Madia sui servizi pubblici locali è in dirittura d'arrivo.
 
Saranno decisive le prossime due settimane entro le quali le Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato esprimeranno il proprio parere sul provvedimento.
 
Diviene, dunque, opportuno fare pressione sui componenti di queste Commissioni affinché i pareri contengano la richiesta di far marcia indietro sulle norme con cui si rilanciano le privatizzazioni, a partire dall'acqua.
 
Pertanto, il 5, 6, e 7 Ottobre inviamo tutt* una mail ribadendo: "NO alla privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici!"
 
Di seguito e al seguente link il testo della mail che si propone di inviare ai parlamentari (con allegati gli indirizzari email).
 
Un saluto.
Paolo
 

Da domani i rifiuti elettronici si consegnano a qualsiasi negozio di elettronica

ECONOMIA CIRCOLARE -RIFIUTI ELETTRONICI
“Il meccanismo di conferimento gratuito dei piccoli elettrodomestici“Uno contro Zero” da domani è in vigore. Dal 22 luglio infatti si potranno consegnare in negozio gratuitamente i propri rifiuti elettronici di piccole dimensioni senza alcun obbligo di acquisto. Lo prevede il decreto del Ministro Galletti numero 121/ 2016 che impone ai negozi, con una superficie di vendita di almeno 400 mq, il ritiro gratuito dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) con dimensioni fino a 25 cm. E’ bene ricordare che per questo tipo di rifiuti solamente il 14% segue un corretto iter di raccolta differenziata, trattamento e recupero; la parte restante viene spesso dimenticata in fondo a qualche cassetto o armadio, oppure nella peggiore delle ipotesi viene messa nel sacco dell’indifferenziata. Questi rifiuti rappresentano invece una vera e preziosa risorsa di materie prime seconde poiché il 95% può essere riciclato. Lo sviluppo dell’economia dei consumi ed il concetto di benessere diffuso legato al consumare “facile” ha portato alla nascita di una nuova emergenza tanto ambientale quanto economica e sociale:quella dei rifiuti elettronici. L’ economia circolare può essere una risposta a tale emergenza, basandosi sull'applicazione – ad ogni livello – dei concetti di riuso, riciclo recupero di materia e di energia a scapito della pratica sorpassata del conferimento dei rifiuti in discarica. Per arrivare a questo obiettivo e' del resto necessario un forte coordinamento dei soggetti, portatori di interesse coinvolti. Le dinamiche legate all'economia circolare si possono trasformare così in un solido pilastro della strategia di crescita dell'Unione europea e in particolar modo dell'Italia, povera di materie prime. Il mondo produttivo, in collaborazione con gli Enti locali e i cittadini, deve perciò impegnarsi per affrontare le sfide ambientali sociali e generare benefici concreti per gli individui e le nostre comunità. Di questo parleremo assieme a Ettore Rosato, Simona Bonafé, Stefano Vaccari martedì 26 luglio, alle 14, al convegno promosso dai gruppi PD di Camera e Senato dal titolo“Economia Circolare-facciamo il punto. Anzi il cerchio”. Lo afferma Chiara Braga, deputata e responsabile Ambiente del Partito Democratico in occasione dell’entrata in vigore domani, a livello nazionale, del sistema “uno contro zero” per il conferimento gratuito dei piccoli elettrodomestici esausti.

16-18 settembre a Roma: "Chi è in debito con chi?" università estiva di attac italia - iscrizioni aperte

Care/i,
sono aperte le iscrizioni all'università estiva di Attac Italia, che quest'anno si terrà nei giorni 16-18 settembre a Roma.
Il titolo di quest'anno è "Chi è in debito con chi?" e il tema sarà quello del debito, sia nei suoi aspetti macro e internazionali, sia nei suoi
aspetti locali, cittadini e metropolitani.
In allegato trovate il programma e le informazioni logistiche.
Per chi arriva da fuori Roma, nei prossimi giorni le indicazioni sulle
possibilità di alloggio.

Vi aspettiamo!

Marco Bersani
Attac Italia
www.attac.it <http://www.attac.it/>
Facebook: Attac Italia
Twitter: @attac_italia
Dona il 5 per mille - codice fiscale 91223590372

REFERENDUM SCUOLA, SE 2 MILIONI DI FIRME VI SEMBRANO POCHE,TUTTO A RISCHIO, I PROMOTORI RINVIANO

REFERENDUM SCUOLA, SE 2 MILIONI DI FIRME VI SEMBRANO POCHE
UNA PARTE A RISCHIO, I PROMOTORI RINVIANO LA CONSEGNA

L'impegno è stato - e continua a essere - così profondo e diffuso che rischiare di vanificarlo per errori di forma o per troppa fretta, sarebbe davvero imperdonabile. Per questo motivo, i promotori dei 4 quesiti abrogativi della "cattiva scuola" del governo Renzi hanno deciso di posticipare di qualche giorno la decisione sulla consegna delle firme in Cassazione, inizialmente prevista per oggi, martedì 5 luglio.

Il risultato è notevole: siamo riusciti a raccogliere circa 2 milioni di firme complessive sui 4 quesiti. La soglia minima di 500.000 firme a quesito non garantisce margini di sicurezza, nonostante questi numeri. Una parte dei moduli arrivati al comitato nazionale infatti presenta degli errori formali, quali la non certificazione o la mancata autenticazione. Il grande sforzo e l'enorme lavoro delle decine di migliaia di militanti in tutta Italia - a cui va il sentito grazie degli organizzatori - giocoforza hanno presentato anche margini di errori e inesattezze a cui è possibile rimediare, ma con un po' di tempo in più. Le difficoltà della raccolta firme, le cui modalità sono stabilite per legge con un meccanismo ottocentesco (per citare le parole del Comitato dei referendum contro l'Italicum) non hanno di certo aiutato.

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Non raggiunte le firme per il referendum contro l'Italicum

Dichiarazione di Massimo Villone, Alfiero Grandi, Silvia Manderino del Comitato contro l'Italicum che ha promosso i due referendum abrogativi

Le firme raccolte per i due referendum abrogativi di norme dell’Italicum sono giunte a 420.000 (418.239 per il premio di maggioranza e 422.555 per i capilista bloccati). Non bastano, ma sono comunque uno straordinario risultato della mobilitazione organizzata dal Comitato nazionale e dai comitati territoriali.
Abbiamo proposto l’abrogazione del premio di maggioranza, compreso il ballottaggio senza soglia, che consegna i poteri di governo a un singolo partito, anche ampiamente minoritario nei consensi reali, e dei capilista a voto bloccato, per cui almeno i 2/3 dei futuri deputati sono nominati dai vertici di partito. Norme ancora più gravi alla luce delle modifiche costituzionali - volute dal governo e oggetto del referendum di ottobre - che affidano alla sola camera dei deputati il rapporto di fiducia con il governo e tolgono al senato la natura di assemblea elettiva.
Abbiamo inteso inserire i due quesiti abrogativi sull’Italicum in una più vasta stagione referendaria, volta anche a decisivi temi sociali come la scuola, il lavoro, l’ambiente. Siamo convinti di avere per la nostra parte contribuito a un fondamentale recupero di partecipazione e di consapevolezza democratica. L'impegno di decine di migliaia di cittadini, che hanno dato vita a 400 comitati locali, è di grandissimo valore. Si sono spesi senza limiti nel raccogliere le 420.000 firme, avendo un unico, comune, interesse: la rinascita collettiva della democrazia nel Paese e l'impegno a diffondere e a comprendere quanto siano vitali coscienza e responsabilità di essere cittadini. A loro va il nostro apprezzamento e la nostra gratitudine. Il loro generoso impegno ha confermato che ci sono importanti potenzialità democratiche nel paese, che dovrebbero essere valorizzate da quanti hanno a cuore una democrazia viva.

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REFERENDUM, COMITATI SCRIVONO AL GOVERNO: “SUBITO DECRETO PER SUPERARE OSTACOLI NELLA RACCOLTA FIRME”

giugno 15, 2016 ·

Un decreto legge per superare, già in occasione dell’imminente referendum costituzionale, gli ostacoli che oggettivamente compromettono il diritto dei cittadini a partecipare attivamente alla vita pubblica. E’ la richiesta avanzata in una lettera congiunta al presidente Renzi e ai ministri dell’Interno e delle Riforme, Angelino Alfano e Maria Elena Boschi, dal “Comitato per il No nella riforma costituzionale”, “Comitato per l’abrogazione di due norme dell’Italicum” e “Comitato per la libertà di voto”, promotori di campagne referendarie in corso. Un’iniziativa che nasce dai problemi insormontabili che i Comitati stanno riscontrando nelle rispettive raccolte delle firme.

Tra le principali questioni poste dai firmatari Alessandro Pace e Alfiero Grandi, del Comitato per il no, Riccardo Magi e Mario Staderini del Comitato per la libertà di voto e Massimo Villone del “Comitato per l’abrogazione di due norme dell’Italicum”, quella dell’autenticazione delle firme: “l’onere di raccogliere le sottoscrizioni in presenza di un autenticatore che rivesta l’incarico di pubblico ufficiale, in assenza di un adeguato servizio pubblico di autenticazione da parte dello Stato, rende di per sé la raccolta delle 500 mila firme proibitiva per i promotori che non dispongano di una propria rete di consiglieri comunali e provinciali”, si legge nella lettera. “Laddove si rendano disponibili i cancellieri dei tribunali, qualunque Comitato promotore deve farsi carico di un costo di norma pari a 25 euro l’ora per garantirsi il servizio di autenticazione”, considerando una media di 20 firme l’ora, “i promotori dovrebbero sobbarcarsi una spesa di oltre 600 mila euro”.

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