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 Mercati CortoBio 

Tutti i sabati presso il Parco dei "Comboniani" a Como-Rebbio, dalle 8 alle 12, è allestito il "CortoBio", il mercato dei produttori biologici e locali (via Salvadonica 3)
 

 

 

 

 

 

 

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 Tesseramento 2018
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Como-mostra Minerali Clandestini il comune ritira patrocinio- le associazioni: "noi corretti!"

In merito al mancato patrocinio del Comune di Como alla mostra “Minerali Clandestini – il vero volto del tuo smartphone”, esposta in città dal 18 al 25 ottobre 2017 (presso il Centro pastorale Cardinal Ferrari e la chiesa di San Giacomo), dopo quanto dichiarato dalla vice-sindaco e assessore ai servizi sociali Alessandra Locatelli in sede di Consiglio Comunale in data 5 febbraio 2018, a tutela della correttezza e dell’onorabilità degli organizzatori della mostra (per i quali, alcuni titoli di stampa, hanno parlato di “sfruttamento” senza autorizzazione del logo del Comune) si ritiene opportuno precisare quanto segue. La richiesta di patrocinio era stata presentata dai promotori della mostra con largo anticipo (primavera 2017 per il successivo autunno).
In data 18 settembre 2017, alle ore 8.20, dal settore cultura del Comune di Como (l’indirizzo del mittente è quello istituzionale con dominio @comune.como.it) è stata inviata all’indirizzo di posta elettronica di una dei referenti della mostra (e in copia conoscenza a un altro indirizzo istituzionale @comune.como.it) la mail che riportiamo integralmente: «Buongiorno, come da accordi, trasmetto in allegato la delibera di patrocinio n.659 del 12/09/2017, approvata nella seduta di giunta del 12/09. La delibera è firmata digitalmente.. Sempre in allegato le trasmetto il logo del comune da inserire con la dicitura con il patrocinio di. Restiamo in attesa delle bozze grafiche per approvazione e del comunicato stampa + qualche immagine per la pubblicazione della notizia sul portale istituzionale del comune. Cordiali saluti».

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ANPI Como:"Non vengano ammesse formazioni neofasciste alle elezioni politiche "

Casapound, organizzazione che senza alcun problema si autodefinisce fascista, parteciperà alle elezioni politiche nazionali 2018, con candidati presenti anche nei collegi comaschi.
Questo fatto è di una gravità assoluta, perché in nome di una distorta concezione della democrazia, si legittimano movimenti che inneggiano a ideologie razziste, omofobe e violente, che disprezzano i fondamenti della Costituzione italiana e che affondano le proprie radici nel momento più buio della storia del nostro Paese. L’ANPI è convinta che i fascisti o nuovi fascisti o fascisti del terzo millennio che dir si voglia, non possano rivendicare gli strumenti di democrazia e civiltà che essi stessi ripudiano e spregiano da sempre. Riteniamo inoltre inqualificabile la legittimazione che Casapound ha ricevuto anche a Como da parte del consigliere comunale Sig. Rapinese attraverso l’autenticazione delle firme per la presentazione della lista.

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Intrecci di popoli-Lissi(Pd): “la giunta risponda se vuole continuare a sostenere il festival”

Per Como è un appuntamento fisso di maggio: ‘Intrecci di popoli, festival delle culture, dei gemellaggi e della cooperazione internazionale’ dal 2013 animava la città per due settimane con gli incontri, le iniziative culturali e di intrattenimento, i momenti ludici e gastronomici, l’animazione per bambini. Lo proponeva ogni anno il Comune con il Centro servizi per il volontariato e la Diocesi.

“Si tratta di un momento speciale e importante, soprattutto per il momento storico in cui viviamo, nel quale si sente sempre più parlare di divisioni, di odio, di contrapposizioni piuttosto che di amore, di amicizia, di sostegno reciproco”, spiega Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd. Proprio per questo già a metà novembre era intervenuta in una seduta d’Aula con una preliminare in cui chiedeva alla “Giunta se fosse sua intenzione  continuare questa importante esperienza – racconta la consigliera –, ma non ho mai avuto risposta”.

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Lettera Comitati Pendolari di Regione Lombardia al presidente Sergio Mattarella

Illustrissimo Presidente Sergio Mattarella,
Le scrive un gruppo di Comitati Pendolari di Regione Lombardia.
In seguito al terribile deragliamento del 25 gennaio scorso, che ha causato tre vittime, numerosi feriti e che ci ha scosso profondamente, ci permettiamo di chiederLe un Suo diretto e forte intervento nei luoghi della tragedia.
Troppo spesso in Italia il trasporto regionale su ferro e gomma non sembra interessare le Istituzioni in modo soddisfacente, né tanto meno i mezzi di comunicazione, che danno risalto alle nostre vite solamente in casi di grave incidente o di eccessivi disagi, alla costante ricerca di scoop ed esasperazioni.
Serve invece non dimenticare che la forza lavoro italiana, spesso quella più preparata e che sceglie di restare in questo Paese, nonostante le difficoltà, si muove utilizzando proprio quel trasporto regionale che collega i grandi punti di attrazione come Milano o Roma, con i centri più piccoli.
La ricerca di un lavoro, così come la scelta della migliore università per prepararsi a un futuro lavorativo, ricade spesso sulla necessità di spostarsi ogni giorno verso queste grandi città.
I viaggiatori lo fanno tra mille disagi, mille difficoltà per far quadrare la propria vita e quella familiare, sapendo che purtroppo il servizio offerto non sarà mai dei migliori.
Per questo motivo i Comitati Pendolari della Regione hanno più volte messo in risalto le necessità d’intervento serio e qualitativamente soddisfacente, sia rispetto alla Rete Ferroviaria sia rispetto allo stato del materiale rotabile.

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Como, Rapinese autentica le firme di Casa Pound. Baggi e Rognoni: «Una vergogna. Da anni chiediamo la messa fuori legge di CPI e di tutte le organizzazioni neofasciste e neonaziste»

La dichiarazione di Fabrizio Baggi (Prc/SE Lombardia) e Stefano Rognoni (Prc/SE Como) in merito alla presenza del consigliere Rapinese al banchetto di Casa Pound.
«Che il consigliere di minoranza Alessandro Rapinese non sia nuovo a dichiarazioni in linea con razzismo e pensiero di estrema destra è purtroppo per le cittadine ed i cittadini comaschi un fatto che non comporta alcuna novità. Questa volta si è però passati dalle parole ai fatti. A pochi giorni di distanza dalla “Giornata della Memoria” Rapinese fa un affronto gravissimo alla Democrazia ed alla Costituzione Antifascista nata dalla Resistenza e decide di mettere a disposizione di Casa Pound, quella stessa formazione politica di estrema destra i cui militanti si sono spesso macchiati di reati quali pestaggi, aggressioni e via discorrendo e passa un sabato pomeriggio ad autenticare le firme raccolto dalla formazione politica neofascista.

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Vigili di quartiere LISSI: “SERVIZIO PIÙ CHE UTILE, MA DEPOTENZIATO DA LANDRISCINA”

Dove sono finiti i vigili di quartiere? Lo ha chiesto, nell’ultima seduta di consiglio comunale, Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, facendo notare che la richiesta viene direttamente dai cittadini “abituati, con la Giunta Lucini, a vedere le pattuglie girare per le strade, dando così un senso di sicurezza e funzionando da vero e proprio deterrente”, come spiega lei stessa. “Ho chiesto alla Giunta Landriscina se il progetto dei predecessori sulla presenza dei vigili di quartiere prosegue, soprattutto visto che per l’inutile e dannosa ordinanza antiaccattonaggio sono stati impiegati 20 vigili – prosegue Lissi –. Faccio presente che anche noi, nella precedente amministrazione, abbiamo fatto una grande fatica a portare a termine il progetto, ma alla fine ci siamo riusciti. È sicuramente diminuito il personale, ma non deve certo essere una scusa: il centrodestra, allora in minoranza, insisteva tantissimo su questo tema e ci criticava a

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La verità in tasca - di Lorenzo Spallino

Il 6 febbraio 2017 portammo in aula la proposta di approvazione della forma associativa mediante convenzione, tra il Comune di Como e i Comuni di Tavernerio e Albese con Cassano, per la gestione dell’istituendo Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) “Valle del torrente Cosia”. Con 27 voti favorevoli, nessun contrario e 1 astenuto, il Consiglio comunale approvò.

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Como-Senza-Frontiere: Mancata solidarietà dalla maggioranza del Consiglio comunale

Nella serata di lunedì 15 gennaio 2018 la maggioranza del Consiglio comunale di Como ha deciso di non aderire alla mozione presentata dai consiglieri Magatti, Lissi, Guarisco e Fanetti che esprimeva solidarietà con la rete Como senza frontiere per l’intimidazione messa in atto il 28 novembre scorso da parte di un squadra di Veneto fronte Skinheads. La mancata solidarietà della maggioranza di centrodestra, che in questi mesi di amministrazione cittadina ha mostrato in tutti modi di perseguire politiche persecutorie nei confronti delle persone più disagiate – migranti o native che siano – al centro dell’attenzione e dell’attività della rete Como senza frontiere, non ci stupisce. Ci preoccupa fortemente – altresì – e ancora di più dovrebbe preoccupare l’intera città che l’amministrazione cittadina non abbia sentito alcun bisogno di condannare l’attacco «ai principi di solidarietà, non violenza, antirazzismo e antifascismo» (come esplicitato nella mozione), principi che sono alla base non solo dell’azione delle numerose realtà che si sono coordinate nella rete Como senza frontiere, ma – più in generale e in modo dichiarato – della Costituzione italiana e dello stesso vivere civile.
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La proposta sindacale sulle mense comunali

La ristorazione scolastica del comune di Como, un servizio erogato in forma diretta, costituisce indubbiamente un fiore all’occhiello dell’amministrazione cittadina.
La gestione interamente pubblica garantisce un controllo di qualità dei cibi, una continua interazione con le famiglie utenti e progetti di educazione alimentare che si ripetono annualmente.
Gli indicatori numerici sono importanti: 17 cucine per la preparazione dei pasti che servono 43 refettori presenti nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie.
Il personale adibito sfiora le 110 unità e si cimenta nella elaborazione di una  media che tocca i 4000 pasti giornalieri.
Nel corso degli anni il servizio ha visto importanti interventi di ammodernamento, con la costituzione delle cosiddette mini-linee ed un adeguamento continuo a livelli di controllo quali-quantitativi sempre più raffinati. Basti pensare, a tal proposito, alle diete speciali, all’utilizzo di prodotti biologici ed a chilometro zero, alle certificazioni prodotte secondo le normative europee.
Il combinato disposto della riforma Fornero e del reiterato blocco delle assunzione consiglia un’ulteriore operazione di razionalizzazione.
Da tempo le organizzazioni sindacali sono impegnate a sollecitare l’amministrazione ad intraprendere un percorso che metta in sicurezza servizio e personale.

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R.S.U. ASST LARIANA E OO.SS. MEDICI All’Assessore Regionale Welfare dott. G. Gallera BASTA SCUSE, IL SISTEMA SANITARIO NON TIENE PIU’, I LAVORATORI SONO ESAUSTI

Valorizzazione e responsabilizzazione delle risorse umane di tutte le professioni sanitarie, sociosanitarie e sociali con l'obiettivo di ottenere una costante evoluzione della loro professionalità
a beneficio del SSL; Articolo 2 comma 1, lettera m della Riforma Sanitaria Lombarda (Legge 23) Principio lodevole ma in buona parte disatteso, perché ancora una volta sono le Lavoratrici e i
Lavoratori della ASST Lariana a pagare il prezzo più alto.
Una situazione non più sostenibile, che richiede soluzioni strutturali non più rinviabili, questa la richiesta emersa dalle assemblee con le Lavoratrici e i Lavoratori della ASST Lariana.
Più volte abbiamo esplicitato alla Direzione le criticità organizzative e gestionali presenti in Azienda, cercando in modo responsabile e collaborativo di individuare possibili soluzioni con modalità
innovative partecipando a percorsi formativi e tavoli tecnici.
La Direzione Generale dichiarava in data 2 novembre 2017 alle parti, che la spesa del costo del Personale riferita all’anno 2017, era stata aumentata di 2 milioni di euro rispetto al precedente anno
2016.
Le scriventi si domandano: “dove sono finiti questi 2 milioni di euro di Personale in più, se a tutt’oggi la Direzione riduce il numero in turno del Personale Sanitario? riferito ai contingenti minimi in caso
di sciopero?” Alla carenza di personale ormai evidente, la situazione è ulteriormente aggravata dalla mancanza di soluzioni organizzative (che sfociano in una iperproduzione di ordini di servizio e di oltre 100.000 h di straordinario per l’anno 2017) e dalla mancata presa in carico di una serie di problematiche poste dalla RSU e OO.SS (tutti atti documentabili dalle note e missive inoltrate).
Il pronto soccorso è ormai visto come una specie di girone infernale, ma nessuno si pone il problema di comprendere a fondo le ragioni, I concorsi vanno deserti e le domande di congedo e trasferimento
sono in aumento.

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Como Monteolimpino - Fanetti e Cereghetti - PD: “appena realizzata, la rotatoria Iperal già piena di buche. Il comune dov’è?”

 “Dopo solo un mese, la nuova rotatoria davanti all’Iperal appena inaugurato, a Monteolimpino, è già una groviera e rappresenta un pericolo per i moltissimi mezzi che ci passano quotidianamente”, lo denunciano Stefano Fanetti, capogruppo del Pd in consiglio comunale, e Barbara Cereghetti, segretaria del Circolo di Monteolimpino.“Come ogni volta che si apre un nuovo centro commerciale, i lavori per la viabilità spettavano all’azienda che ha realizzato il progetto – spiegano i due esponenti Pd –. Di fatto, il 10 dicembre una ditta incaricata ha finito di posare l’asfalto, ma oggi quello della rotatoria di accesso al supermercato si sta già sgretolando”.I buchi si vedono a occhio nudo e rischiano di provocare danni ai mezzi che passano, sia dei residenti che dei molti che vanno e vengono dal confine con la Svizzera come traffico di passaggio. “Non solo è brutto da vedere, ma è anche pericoloso per auto, motocicli, pedoni… Probabilmente, l’asfalto non è adeguato ai carichi previsti”, insiste Cereghetti.

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Barriere architettoniche - Lissi e Guarisco: “l’iter del piano è stato avviato: la giunta non deve far altro che proseguire il lavoro di Lucini”

“L’iter del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche non solo è già stato avviato, ma erano già anche stati stanziati 190mila euro per il 2017. Quindi, la Giunta Landriscina non deve fare altro che dare corso alla nostra programmazione. Nulla di più”, lo ribadisce Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, dopo averlo già fatto presente durante la seduta d’Aula e dopo le notizie apparse in queste ore sui mass media. “Un conto è stato votare e appoggiare la mozione dei cinquestelle che sollecitava la messa in opera di un piano – le fa eco il collega Gabriele Guarisco –. Un altro sono le parole del vicesindaco che sostiene non esserci nulla in proposito e che una commissione preposta lavorerà per produrre un programma. I documenti parlano chiaro: nel Piano esecutivo di gestione del responsabile del settore Gestione reti stradali, uno degli obiettivi è proprio il Peba”.

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Licei da quattro anni: la scuola del centometrista. di Licei da quattro anni: la scuola del centometrista, di Stefano Rognoni - portavoce Giovani Comunisti/e Como

Anche a Como parte la sperimentazione dei licei da quattro anni: il MIUR ha autorizzato la formazione di classi di liceo quadriennale al Giovio, al Setificio ed al Gallio.tuvalu2
La scuola italiana, già duramente colpita dai tagli previsti dalle varie riforme, tra cui quelli del Ministro Gelmini, si troverà – se la sperimentazione darà risultati – a dover portare a termine la preparazione prima spalmata in cinque anni in quattro.
Questo significa, nella migliore delle ipotesi, un carico di lavoro molto più gravoso per docenti e studenti che dovranno “correre” per insegnare/apprendere quel che serve, senza tempo per approfondire, per discutere, per ottenere una conoscenza non nozionistica. Più probabilmente, vista la tendenza della scuola a ridurre progressivamente il suo ruolo di formazione di cittadini a vantaggio di una formazione al lavoro, si eseguiranno dei veri tagli al percorso svolto in classe mentre il resto sarà demandato al lavoro “privato” di ogni studente. Ciò significherebbe che gli studenti con maggiori disponibilità per avere lezioni private, o semplicemente con un contesto famigliare più stimolante, avranno ancor maggiori possibilità di riuscire a svantaggio degli altri.
Come Giovani Comunisti/e rivendichiamo per gli studenti e per i docenti il diritto a vivere la scuola non come una gara di corsa ma come un momento di formazione, in cui vi sia modo e tempo di

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E' venuta a mancare Maria Lourdes Mendoza, collaboratrice storica della CGIL. L'abbraccio della camera del lavoro

Apprendiamo con tristezza una drammatica notizia: questa mattina, a seguito di un incidente stradale, ha perso la vita  Maria Lourdes Mendoza, per noi "Malù", una storica collaboratrice volontaria dell’ufficio stranieri della Cgil di Como, impegnata da anni nell’attività di volontariato a favore dei lavoratori stranieri e riferimento per la comunità filippina del comasco."Malù - scrive la segreteria della Cgil -  è stata una presenza importante che non ha mai fatto venir meno il suo contributo alle iniziativa della Cgil, ultimamente aveva partecipato alla manifestazione nazionale del 2 dicembre a Torino".

Arrivata dalle Filippine in Italia nel 1979, si è trasferita tre anni dopo a Como, città dove ha vissuto e lavorato. Punto di riferimento per la comunità filippina, ha organizzato per anni la festa di Natale dalle Canossiane e ha scritto su una rivista dedicata ai suoi connazionali in Italia. Inoltre, oltre a essere stata mediatrice culturale, ha collaborato volontariamente con la Cgil per seguire richieste e bisogni degli stranieri. Il 7 luglio 2015 era riuscita finalmente a ottenere la cittadinanza italiana. "Per lei - spiega Ardjan Pacrami, responsabile Clas Cgil - era fondamentale spendersi per gli altri. Inoltre, riteneva fondamentale informare tutte le persone sui loro diritti, e ogni sua conoscenza in questo campo la condivideva con tutti"

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Gli enti e le associazioni del Terzo Settore che si occupano di grave marginalità, di fronte alla ormai nota “Ordinanza contingibile e urgente a tutela della vivibilità urbana e del decoro del centro urbano” e soprattutto di fronte alle conseguenze

Sette anni fa gli enti hanno costituito un Coordinamento -di cui fa parte lo stesso Comune di Como- con la finalità di lavorare per migliorare la qualità della vita delle tante persone senza dimora della nostra città. Lo stile che fin da principio ha contraddistinto la nostra attività è stato quello di lavorare in una logica di rete e di condivisione nel rispetto delle diverse competenze e posizioni. L’ordinanza in oggetto, che va a colpire indistintamente e senza opportuno discernimento le persone con cui e per cui noi operiamo, è stata purtroppo emanata senza la minima condivisione (o preventiva comunicazione) da parte dell’Amministrazione Comunale. Lungi da noi voler dettare la linea a Sindaco e Giunta, siamo però rimasti colpiti dal metodo: nessun coinvolgimento in merito e nessuna volontà di ascolto/confronto preventivo con chi da anni opera, in collaborazione con l’Amministrazione, e con il coinvolgimento di tantissimi cittadini volontari, nell’ambito della grave marginalità. Un fulmine a cielo (quasi) sereno. Da qui la necessità di esprimerci attraverso questo comunicato, dopo aver comunque espresso personalmente alla Vicesindaco quanto qui riportato, come riteniamo corretto in una logica di rete.
Il Sindaco ha affermato di essere disponibile ad incontrarci. Noi ci siamo e continuiamo a credere in un dialogo costruttivo, distante da strumentalizzazioni politico-partitiche ma improntato alla ricerca di soluzioni condivise.

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