guarda i video su

pubblica direttamente tu su

diventa un collaboratore

 

 

 Mercati CortoBio 

Tutti i sabati presso il Parco dei "Comboniani" a Como-Rebbio, dalle 8 alle 12, è allestito il "CortoBio", il mercato dei produttori biologici e locali (via Salvadonica 3)
 

 

 

 

 

 

 

 Il Parlamento indaghi sull'omicidio Pasolini

Salviamo le api

 

 

 

 

 

sfoglia la bacheca su

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 Tesseramento 2018
.
 
 
 
 

Eventi – Legnani (PD): “con questa giunta ‘ben’ 8 eventi ormai a metà estate”

“Finalmente vediamo il bando per gli eventi estivi e sono ben 8 gli appuntamenti a metà estate!”, è un’esclamazione sarcastica quella di Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd, dopo avere letto il programma degli eventi per le prossime settimane.
“Ci hanno messo una vita per partorire questo topolino, tra l’altro con un ritardo mostruoso sulla tabella di marcia – prosegue Legnani –. Ci pare appena il caso di ricordare che con sindaco Lucini in città c’erano oltre 100 eventi. Certo, non è il Comune a doverli organizzare tutti, ma in una città turistica ci aspettiamo che il Comune si occupi di facilitarli, coordinarli, inserirli in un unico cartellone, come faceva la nostra amministrazione. E così iniziavano a giugno e proseguivano per tutta l’estate”.
Evidentemente, pensa il segretario Pd, “aver nominato solo dopo un anno di mandato l'assessore alla Cultura, la dice lunga su quanto se ne interessino”.

Hotel Continental Calpesta i diritti delle lavoratrici- la FILCAMS impugna i licenziamenti

Nei giorni scorsi l'hotel Continental, in pochi istanti, con un vero e proprio blitz preparato nei minimi dettagli, ha convocato i lavoratori e ha chiesto loro di  firmare  un'accordo dove, per pochi spiccioli,accettavano il licenziamento e rinunciarndo a eventuali contenziosi nei confronti dell'azienda. Ad alcuni di loro è stato proposto una nuova occupazione in una cooperativa , con condizioni economiche e normative pesantemente ridimensionate. Stesso lavoro con meno salario e meno diritti.
I licenziati potrebbero arrivare a essere diciotto: "Il comportamento tenuto è vergognoso e inaccettabile - commenta Marco Fontana, segretario provinciale Filcams Cgil -  e ignora le norme contrattuali che regolano "l'appalto dei servizi " .Il contratto nazionale regola tempi e modalità del confronto tra le parti, con precise garanzie per l'occupazione e i salari.Siamo indignati per tale atteggiamento e  con il nostro ufficio vertenze Legale è impegnata a tutelare chi si è rivolto a noi per impedire che fatti del genere possano ripetersi.Nella nostra bella città, dove il turismo sta vivendo momenti di grande espansione,ci sono alcuni imprenditori che ritengono sia giusto calpestare  norme legali e contrattali  riducendo il salario e i diritti di chi contribuisce con il proprio faticoso lavoro ad aumentare il fatturato del turismo. Riteniamo  tale atteggiamento anche  controproducente e  pericoloso anche per gli imprenditori seri, degni di questo nome,  che verrebbero penalizzati dalla concorrenza sleale  di  imprenditori senza scrupoli". Un turismo di qualità non può prescindere dal rispetto del contratto e delle leggi.

ADAFMEF - Riconoscimento del diritto all’adeguamento del trattamento pensionistico aggancio ai miglioramenti economici concessi al personale di pari qualifica ed anzianità in attività di servizio

Associazione Dipendenti e ex Dipendenti delle Agenzie Fiscali e del MEF Dopo l’iniziativa sull’indennizzo/risarcimento per mancato rinnovo CCNL dipendenti pubblici dal
2010, che ha visto l’adesione di numerosissimi dipendenti pubblici anche a Como, affrontiamo una nuova questione legata alla necessità dell’adeguamento delle pensioni dei dipendenti pubblici ai miglioramenti economici degli stipendi.
Si tratta dell’avvio di un ricorso collettivo per l’adeguamento delle pensioni ai miglioramenti economici degli stipendi, con gli arretrati ed anche per gli aumenti futuri.
Come sapete le pensioni dei dipendenti pubblici sono ferme da anni, come del resto lo sono stati i contratti pubblici fino all'ultimo rinnovo obbligato da una sentenza del 2015 della Corte Costituzionale.
Soprattutto quelle ante 2015 non ricevono gli adeguamenti che gli stessi dettati costituzionali prevedono in particolare gli articoli 36 e 38. Di recente un pronunciamento della Corte dei Conti della Regione Puglia del gennaio 2018, confermando la correttezza dell’aggancio della pensione rispetto all’incremento del costo della vita e alle dinamiche delle retribuzioni di riferimento dei lavoratori in attività, ha dato ragione ad alcuni pensionati del settore pubblico stabilendo "che debba essere affermato il diritto del ricorrente alla perequazione (adeguamento) del trattamento pensionistico, con aggancio ai miglioramenti economici concessi al personale di pari qualifica ed
anzianità in attività di servizio."
La nostra Associazione sta promuovendo un’azione collettiva, alla quale possono aderire tutti i pensionati del settore pubblico, che si svilupperà in 2 momenti:
 dapprima l'invio a nostra cura all'INPS-INPDAP competente della richiesta di adeguamento  quindi, nei confronti di una risposta negativa o di un silenzio rifiuto, l'azione presso la Corte dei Conti Competente per regione.
Il costo dell'azione collettiva è stabilito in 70,00 € oltre alla quota di iscrizione all'Associazione.
Tutti i pensionati che volessero aderire possono utilizzare la documentazione che alleghiamo prendendo diretti contatti con noi preferibilmente via email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Giuseppe Doria
Presidente - Associazione Dipendenti ed ex Dipendenti Agenzie Fiscali e MEF

Leggi tutto: ADAFMEF - Riconoscimento del diritto all’adeguamento del trattamento pensionistico aggancio ai...

Consiglio comunale - Fanetti, Nessi, Magatti (Pd, Svolta Civica e Civitas ): “entro luglio, in fretta e furia, in aula gli argomenti più importanti per Como. invitiamo la giunta a ripensarci”

Troppi impegni in poche settimane, dopo mesi passati a tergiversare. In sintesi, è quanto vedono prospettarsi davanti a loro i capigruppo di opposizione in consiglio comunale Stefano Fanetti, Vittorio Nessi e Bruno Magatti. “Una programmazione del tutto sballata: se finora abbiamo fatto il minimo indispensabile, da questa settimana arrivano in Aula provvedimenti ‘pesanti’ come fusione tra Spt e Cpt, transazione con Multi su Ticosa, Villa Erba, refezione scolastica, con tutte le polemiche che la seguono. E persino, ovviamente, il bilancio. Tutto entro luglio”, sottolineano i capigruppo di Pd, Svolta Civica e Civitas. Per i tre esponenti della minoranza “una vera vergogna lavorare così, soprattutto se si vuole scegliere per il bene della comunità. Con che tempi e con quanta riflessione potremmo capire e decidere cosa ci sta sottoponendo la maggioranza? E come ci organizziamo? Facciamo sedute a oltranza con ore e ore di discussioni? Riusciremo a emendare ed entrare nel merito? Invitiamo il sindaco e la sua Giunta a ripensare gli ordini del giorno dei prossimi consigli comunali. Ci sono argomenti talmente importanti che forse è meglio rinviarli di un mese o due, piuttosto che trattarli in fretta e male”, concludono Fanetti, Nessi e Magatti.

San Francesco, Matteo Mandressi (CGIL): si apra un nuovo Dormitorio Pubblico

L’amministrazione comunale  ha compiuto un passo importante. La prima riunione del Tavolo del decoro sociale segna un salto di qualità, non solo lessicale. Dal decoro urbano si è passati al decoro sociale. "Ora - spiega Matteo Mandressi, segreteria Cgil Como -  non resta che trarre le giuste conseguenze, affrontando in termini sociali il problema dello stazionamento dei “senza tetto” sotto i portici di San Francesco. L’annunciata sanificazione dell’area viene coniugata, nelle parole degli assessori Locatelli e Galli, a un problema igienico sanitario. E’ quindi evidente che il comune di Como non può continuare a sostenere che quella sia una situazione normale. E’ tollerabile che un numero variabile di persone, tra venti e quaranta, non abbiano altra soluzione, nella civile Como, che passare le proprie notti all’ addiaccio sotto un portico? Siamo di nuovo a chiedere con forza, alla Giunta cittadina, di aprire un dormitorio pubblico che risponda definitivamente ad un’emergenza non più sostenibile".

Como: NO alla reintroduzione dei Voucher in agricoltura

 Le organizzazioni sindacali Fai Cisl dei Laghi, Flai Cgil Como, Uila Uil del territorio di Como sostengono le posizioni espresse dalle segreterie Nazionali ed esprimono grande disappunto sulla reintroduzione di voucher in agricoltura, espresse dal ministro del Lavoro e in discussione all'interno del cosiddetto “Decreto Dignità” in Parlamento.
In un settore come l'agricoltura, con un contratto nazionale appena rinnovato, non riusciamo a capire come mai si debba aprire una discussione su aspetti che già le parti hanno superato.
Basterebbe applicare i contratti collettivi nazionali che, nel settore agricolo, prevedono il lavoro stagionale con la possibilità della chiamata giornaliera dell'operaio agricolo a tempo determinato (il cosiddetto avventizio), con applicazione della retribuzione prevista dal contratto nazionale e dal contratto provinciale di riferimento (per Como e Lecco valore orario lordo 10,1885euro).
Il contratto di lavoro si conclude consegnando semplicemente al lavoratore la comunicazione unica obbligatoria prevista dalla legge contenente alcune informazioni essenziali: i dati dell’azienda, del lavoratore, delle giornate previste e non garantite di lavoro. L'assunzione di lavoratori agricoli avventizi consente ai medesimi di attivare l'ammortizzatore sociale che dà il diritto all'indennità di disoccupazione agricola.
Nel settore agricolo a Como le aziende, essendo collocate in un’area Pedemontana considerata svantaggiata, hanno sgravi contributivi tra il 30% e il 70%.
In agricoltura la reintroduzione dei voucher sarebbe esclusivamente un ulteriore risparmio sul costo del lavoro per le imprese, ma per i lavoratori un notevole aumento della precarietà e sfruttamento, oltre a un aumento dei rischi per la salute e la sicurezza e una perdita di garanzie previdenziali e assistenziali. La strada da percorrere è dare valore e vera dignità al lavoro con la piena applicazione dei contratti




        FAI CISL dei Laghi                      FLAI CGIL Como                  UILA UIL
           Vincenzo Nisi                        Cristina Barbaglia                      Ezio Agati

Treni - Orsenigo e Guarisco (PD): “Centrodestra: la regione considera Como meno di zero e la fermata viene soppressa”

“Il centrodestra governa sia in Regione che a Como città. Eppure, i suoi esponenti sembrano non parlarsi. Anzi, è chiaro che Palazzo Lombardia ignora completamente Palazzo Cernezzi”, è il duro commento di Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, e di Gabriele Guarisco, consigliere comunale dei democratici comaschi, dopo le notizie circa la soppressione della fermata di Albate-Camerlata.
“Avevo sollevato la questione già a fine maggio, in una seduta di consiglio comunale, chiedendo all’assessore ai Trasporti Bella se ne sapesse qualcosa – rivela Guarisco –. Ma mi aveva risposto di non aver nessuna notizia in merito. Però, la sua verifica si era limitata a un controllo degli orari sul sito delle società di trasporto ferroviario. Poi, nella seduta consiliare seguente, aveva rettificato confermando che qualche avvisaglia c’era e che gli uffici stavano monitorando la situazione. Ma era evidente che si sentiva molto in imbarazzo e forse aveva già capito come sarebbe finita”
 
Ed è finita, rincara Orsenigo, “con la Regione che impone al Comune di Como di perdere una fermata importante della linea per la Svizzera e di spostare tutto il traffico dei pendolari su Como San Giovanni, dove la carenza di posteggi è notoriamente cronica. Insomma, tra i due assessori, è evidente che la Terzi è più ‘forte’ e decide a prescindere dalla posizione dei suoi interlocutori e omologhi locali. Ancora una volta, si conferma che Regione Lombardia considera Como e i comaschi meno di zero”.
Per i due consiglieri Pd ora è “importante capire se questa situazione perdurerà per sempre o è temporanea. Ma soprattutto se l’amministrazione comunale intende intervenire su quella regionale riaffermando le proprie ragioni, anche in virtù del fatto che proprio la Regione ha previsto un grosso investimento con la nuova stazione di Albate-Camerlata e per l’annesso parcheggio da 200 posti. Non vorremmo che le novità diventassero il pretesto per rimangiarsi anche quell’impegno. Al contrario, spostare i pendolari a Como San Giovanni vorrebbe dire impedire alla maggior parte di questi di trovare parcheggio, nelle condizioni date. A meno che la Giunta comasca non pensi di risolverla mandando i frontalieri a mettere l’auto a ridosso delle mura della città, in viale Varese. Si spiegherebbero molte cose. E tutto per non contrariare il centrodestra che governa la Regione”.

 

Servizi al cittadino – Lissi (PD): “Centri di aggregazione chiusi, niente assistenza ai minori, né psicologi a scuola: la giunta dimentica chi ha bisogno”

“Ho saputo casualmente e con profonda tristezza e stupore che i centri di aggregazione giovanili Oasi e lo Spazio Pineta sono chiusi. Eppure offrono servizi educativi che si occupano di socializzazione, informazione, orientamento, sostegno e accompagnamento di preadolescenti, adolescenti e giovani. Lavorano da anni sulla promozione del benessere della persona, sulla prevenzione dei fattori di rischio, sulla valorizzazione delle risorse, sull’offerta di spazi di incontri”, lo ha denunciato Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, l’altra sera durante le preliminari, in Aula.
“Conosco bene l’Oasi, che è situata al parco Negretti, conosco il lavoro svolto in questi anni di coinvolgimento e di collaborazione con l’oratorio di Rebbio e con le scuole di quartiere, con ottimi risultati – ha aggiunto ancora Lissi –. Nel mese di luglio ci sono sempre state attività estive per i bambini, gite e altre attività. Ma quest’anno nulla”.
Per questo la consigliera Pd ha chiesto se “sono stati avvisate le famiglie, perché non mi risulta”.
Un altro servizio sospeso, ha segnalato Lissi, è l’assistenza domiciliare ai minori. “Ho chiesto all’assessore di competenza che spieghi pubblicamente i motivi di questa decisione e quale sarà il futuro di questi servizi. È pazzesco nel metodo ed è pazzesco che tutto questo sia successo nel silenzio più totale. Una politica che non pensa a chi ha bisogno crea una società senza speranza”.
Ma in particolare, per Lissi, è proprio “Rebbio a essere stata abbandonata dall’amministrazione Landriscina: prima il mancato incarico agli psicologi nelle scuole, ora la chiusura dei centri di aggregazione. Il disegno è chiaro: le periferie sono state dimenticate subito dopo la campagna elettorale e intanto le attività educative sono all’anno zero”.

Via bixio - Cereghetti e Legnani (PD) : “Con Lucini lavori solo di notte. Impossibile il termine di venerdì”

Via Nino Bixio, a Como, nel caos a causa dei lavori per la posa della fibra ottica. Intervengono Barbara Cereghetti, segretaria del Circolo Pd Como Nord, e Tommaso Legnani, segretario cittadino dei democratici: “Sarebbe stato opportuno fare i lavori di notte, ma a quanto pare Comune e Telecom non hanno trovato un accordo. A questo punto ci viene più di qualche dubbio che tutta la via si possa riasfaltare entro venerdì, come è stato detto”.

Cereghetti e Legnani tengono a sottolineare che “l’amministrazione Lucini sulle vie principali di accesso alla città ha sempre fatto fare i lavori nelle ore notturne. Oltre tutto,

l’assessore Butti, in vari post su Facebook, aveva annunciato che questa chiusura era per riasfaltare la via Bixio, ma non è così: tutta questa settimana gli interventi riguarderanno la posa della fibra ottica, poi, solo dopo venerdì ci sarà la riasfaltatura, sperabilmente, almeno quella, di notte”.

E anche le ‘scuse’ relative a questa situazione non convincono i due esponenti Pd: “Si dice che i lavori di giorno sono dovuti all’incompatibilità con altri cantieri Telecom. Ma allora perché l’amministrazione comunale si è intestardita per anticipare questo intervento? E comunque, considerato che ieri il cantiere era ancora all’altezza del bivio con via XXVII Maggio, avrebbero potuto almeno fare il senso di marcia alternato regolato da un semaforo. Inoltre, forse era meglio lasciare aperta la corsia in entrata alla città: chi prende il bus per recarsi in uffici o all’ospedale deve partire con parecchio anticipo. Insomma, sembra che a Como, da un annetto a questa parte, amministri l’ufficio complicazione affari semplici”, commentano, con ironia amara, Cereghetti e Legnani.

Mense: centro cottura a Garbagnate Milanese. Fp Cgil Como contraria: "la distanza è molta, poche possibilità per i lavoratori di essere riassunti

Per la Funzione pubblica di Como, l'asegnazione provvisoria del 53% dei pasti scolastici a "Euroristorazione" , azienda veneta che cucinerà al centro unico di cottura di Garbagnate (37 chilometri circa di distanza da Como) solleva dubbi e perplessità. "Innanzitutto - spiega Alessandra Ghirotti, segretaria provinciale Fp Cgil - la distanza non è incoraggiante, pensando alla qualità dei pasti, anche rispetto a quanto in precedenza garantito. Poi, il servizio sarà a due differenti velocità perchè una parte sarà cucinata in loco (nelle 17 ancora in capo al comune), l'altra a Garbagnate. Prima, con i cinque furgoni, i cibi erano consegnati impiegandoci fra i cinque e i trenta minuti al massimo. Oggi, seppur restando ipoteticamente sotto i 45 minuti previsti dall'appalto, i tempi aumentano in maniera importante. Oltre al trasferimento da Garbagnate per raggiungere Como ci saranno i tempi per portare il pasto in ognuno dei 47 refettori".
Perplessità anche per quanto riguarda i lavoratori con il contratto in scadenza quest'estate: "Loro saranno con tutta probabilità disposti a spostarsi  - immagino, però, che Euroristorazione abbia il suo personale a Garbagnate e non li coinvolgerà, quanto concordato con il Comune rischia, con quest'affidamento, di restare solo sulla carta. Infine, ci stupisce che l'amministrazione, dopo il percorso fatto insieme, non ci abbia aggiornato e informato al momento dell'affidamento". A questo proposito, il 10 luglio ci sarà un incontro: "Noi - conclude Ghirotti - avevamo poposto il centro unico di cottura. Alla luce delle ultime notizie, era di sicuro una strada migliore".

Navigazione Lago di Como, Braga (PD): “Interrogazione al ministro Toninelli su inefficienze sistema di bigliettazione. E chiarimenti sul processo di regionalizzazione.”

Un’interrogazione per sapere dal ministro Toninelli quali iniziative intenda adottare per porre fine ai frequenti disagi che ormai da alcuni anni si verificano nei periodi estivi e festivi sul lago di Como derivanti da un inadeguato sistema di bigliettazione e quali siano le tempistiche per giungere ad un processo di ammodernamento del sistema”. E’ quanto riportato nell’interrogazione presentata oggi dalla deputata comasca Chiara Braga dopo il riscontro dell’ennesimo weekend di file al pontile della Navigazione di Como città. 
“Sono anni ormai – chiarisce la deputata dem - che sul lago di Como nei periodi estivi di alta stagione turistica e soprattutto nei fine settimana si registrano disagi subiti da turisti e visitatori provenienti da ogni parte del mondo, costretti a code interminabili e a lunghi tempi di attesa alla biglietteria per poter acquistare i biglietti necessari per usufruire del servizio di navigazione. Così come sono anni, che la città di Como attende un servizio di vendita e di acquisto di titoli di viaggio efficiente, al passo con i tempi, in grado di coniugare la necessaria classica biglietteria con un sistema moderno di bigliettazione elettronica, unico o integrato, che permetta l’acquisto di ticket in qualsiasi momento della giornata. Credo sia necessario che Como si innovi, visti i circa due milioni e mezzo di passeggeri l’anno trasportati dalla Navigazione Laghi e l’enorme potenzialità attrattiva fatta di bellezze naturali e paesaggistiche del territorio”.
Nell’interrogazione poi la parlamentare comasca non ha perso l’occasione per riportare al centro della discussione la questione fondamentale della governance futura dei laghi Maggiore, di Como e di Garda. “Ho chiesto al Ministro quale sia lo stato di completamento del processo di regionalizzazione della gestione dei servizi pubblici di navigazione dei laghi Maggiore, di Como e di Garda disposto più di vent’anni fa, era il 1997, e se concretamente sia stata avviata quanto meno un’interlocuzione con il Ministero da parte delle Regioni interessate, Lombardia in testa”.

In allegato il testo dell'interrogazione a risposta orale presentata

Mense scolastiche – Lissi (PD): “chi era contrario alla nostra idea del centro unico di cottura, adesso affida il servizio a una ditta lontana 40 chilometri”

“È ancora fresco il ricordo della levata di scudi contro il progetto di centro unico di cottura, predisposto dalla Giunta Lucini. Tra le argomentazioni dei contrari: la distanza, la qualità del cibo, il rischio che arrivasse freddo sulle tavole dei ragazzi”, lo dice Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, a proposito della nuova gestione delle mense scolastiche comasche. “Ricordiamo le parole della pasionaria Anna Veronelli, allora consigliera comunale di opposizione, che la considerava una decisione assurda, che lamentava il fatto che la pasta cucinata alle 9 del mattino non può essere uguale a quella cucinata e scolata nella cucina della scuola poco prima del pranzo. Invece adesso, grazie al bando magistralmente confezionato dall’amministrazione comunale di centrodestra, di cui fa parte la stessa Veronelli, il servizio verrà affidato a una ditta, la cui cucina ha sede a Garbagnate Milanese, ovvero 37,7 chilometri da Como e 40 minuti con traffico scorrevole solo per arrivare in città. Non prendiamoci in giro”.
Adesso, continua Lissi, “le preoccupazioni per i tempi di percorrenza dal punto di cottura alle scuole sono miracolosamente svanite nel nulla. Direi che tra Garbagnate e Camerlata la distanza c’è. Peccato che sia la Veronelli che il suo collega Butti su questo avevano sollevato molte obiezioni”.
Inoltre, per la consigliera Pd, “restano i dubbi sul destino futuro del servizio: dopo questi 3 anni è difficile pensare che vogliano tornare indietro. Esternalizzeranno anche il restante 47% dei pasti? Che ne sarà delle nostre cuoche? E il punto unico costava troppo? Questa non mi sembra una soluzione economica, tanto più che è previsto anche un aumento del costo pasto”.

Stazione unica appalti - Fanetti, Guarisco e Legnani (PD): “per Como non è necessaria. Ma intanto la maggioranza si spacca”

 Il consiglio comunale di Como ha bocciato, a maggioranza, la stazione unica per la gestione degli appalti sopra i 20mila euro assieme all’amministrazione provinciale. I favorevoli sono stati 12, ma non sono bastati: i 16 contrari hanno impedito alla delibera della Giunta Landriscina di proseguire il suo iter. Tra questi, i tre consiglieri comunali del Pd: “Noi siamo consiglieri del capoluogo e per questo ci siamo chiesti qual è l’interesse della città – spiegano il capogruppo Stefano Fanetti e il collega Gabriele Guarisco, contrari assieme a Patrizia Lissi –. A noi risulta che l’Ufficio gare del Comune, riorganizzato recentemente poco prima della fine del mandato Lucini, stia lavorando bene, così come l’Ufficio provinciale: la proposta della Giunta Landriscina non interveniva sulla fase dove per noi attualmente si fa più fatica, cioè quella progettuale, e rischiava di privare il Comune di 8 risorse che con i 5 colleghi della Provincia avrebbero dovuto occuparsi di 84 comuni”.
Oltre tutto, fanno presente i due consiglieri Pd, “a fronte dei nostri dubbi argomentati, sindaco e assessore non ci hanno risposto nel merito. Ma questo non ci stupisce più di tanto: tra insipienza e incapacità amministrativa, non otteniamo mai delle spiegazioni alle nostre richieste legittime. Quello che, invece, abbiamo visto è stato un sindaco che si rivolge con tono minaccioso alla sua maggioranza, ma lui, di suo, non prende una decisione, né un’iniziativa. Dice che non vuole tirare a campare, ma poi è nell’immobilismo assoluto”.
E la stoccata viene anche da Tommaso Legnani, segretario cittadino del Pd: “Il ruolo della città capoluogo si difende, in primis, facendone gli interessi. Perciò, se a ben vedere, Como non ha bisogno della stazione unica degli appalti, per noi non è necessaria. Invece, l’altra sera sono stati chiari due aspetti: il sindaco è incapace di valorizzare il ruolo del Comune capoluogo ed è sempre più evidente la spaccatura nella maggioranza di centrodestra a un anno dalle elezioni”.

Leggi tutto: Stazione unica appalti - Fanetti, Guarisco e Legnani (PD): “per Como non è necessaria. Ma intanto...

Orsenigo: “centrodestra comasco in crisi. Due grossi comuni in serie difficoltà”

Il sindaco di Cantù che decade, il consiglio comunale di Como che si spacca: per Angelo Orsenigo, segretario provinciale del Pd, “è in atto una vera e propria crisi nel centrodestra comasco e questi sono i due casi più eclatanti”. Forse nemmeno tanto inaspettati perché “la situazione che si è creata, nella sola giornata di ieri, nel capoluogo e nel comune capofila del canturino, è solo l’apice di una serie di difficoltà nei comuni amministrati da loro”, aggiunge Orsenigo. Se su Cantù, infatti, “si attendeva praticamente dall’insediamento di capire cosa sarebbe successo alla nuova amministrazione comunale, a Como ieri sera, sul voto alla centrale unica degli appalti, si è visto chiaramente che la Giunta scricchiola e i segnali erano già stati tanti. Forse è colpa del fatto che a Roma ormai Lega, Forza Italia e Fdi sono contrapposti. Oppure, è proprio un problema locale. Fatto è che due grossi centri della nostra provincia si ritrovano in grandi difficoltà e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”, conclude il segretario Pd.