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 Tesseramento 2018
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Como-Senza-Frontiere: Mancata solidarietà dalla maggioranza del Consiglio comunale

Nella serata di lunedì 15 gennaio 2018 la maggioranza del Consiglio comunale di Como ha deciso di non aderire alla mozione presentata dai consiglieri Magatti, Lissi, Guarisco e Fanetti che esprimeva solidarietà con la rete Como senza frontiere per l’intimidazione messa in atto il 28 novembre scorso da parte di un squadra di Veneto fronte Skinheads. La mancata solidarietà della maggioranza di centrodestra, che in questi mesi di amministrazione cittadina ha mostrato in tutti modi di perseguire politiche persecutorie nei confronti delle persone più disagiate – migranti o native che siano – al centro dell’attenzione e dell’attività della rete Como senza frontiere, non ci stupisce. Ci preoccupa fortemente – altresì – e ancora di più dovrebbe preoccupare l’intera città che l’amministrazione cittadina non abbia sentito alcun bisogno di condannare l’attacco «ai principi di solidarietà, non violenza, antirazzismo e antifascismo» (come esplicitato nella mozione), principi che sono alla base non solo dell’azione delle numerose realtà che si sono coordinate nella rete Como senza frontiere, ma – più in generale e in modo dichiarato – della Costituzione italiana e dello stesso vivere civile.
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La proposta sindacale sulle mense comunali

La ristorazione scolastica del comune di Como, un servizio erogato in forma diretta, costituisce indubbiamente un fiore all’occhiello dell’amministrazione cittadina.
La gestione interamente pubblica garantisce un controllo di qualità dei cibi, una continua interazione con le famiglie utenti e progetti di educazione alimentare che si ripetono annualmente.
Gli indicatori numerici sono importanti: 17 cucine per la preparazione dei pasti che servono 43 refettori presenti nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie.
Il personale adibito sfiora le 110 unità e si cimenta nella elaborazione di una  media che tocca i 4000 pasti giornalieri.
Nel corso degli anni il servizio ha visto importanti interventi di ammodernamento, con la costituzione delle cosiddette mini-linee ed un adeguamento continuo a livelli di controllo quali-quantitativi sempre più raffinati. Basti pensare, a tal proposito, alle diete speciali, all’utilizzo di prodotti biologici ed a chilometro zero, alle certificazioni prodotte secondo le normative europee.
Il combinato disposto della riforma Fornero e del reiterato blocco delle assunzione consiglia un’ulteriore operazione di razionalizzazione.
Da tempo le organizzazioni sindacali sono impegnate a sollecitare l’amministrazione ad intraprendere un percorso che metta in sicurezza servizio e personale.

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R.S.U. ASST LARIANA E OO.SS. MEDICI All’Assessore Regionale Welfare dott. G. Gallera BASTA SCUSE, IL SISTEMA SANITARIO NON TIENE PIU’, I LAVORATORI SONO ESAUSTI

Valorizzazione e responsabilizzazione delle risorse umane di tutte le professioni sanitarie, sociosanitarie e sociali con l'obiettivo di ottenere una costante evoluzione della loro professionalità
a beneficio del SSL; Articolo 2 comma 1, lettera m della Riforma Sanitaria Lombarda (Legge 23) Principio lodevole ma in buona parte disatteso, perché ancora una volta sono le Lavoratrici e i
Lavoratori della ASST Lariana a pagare il prezzo più alto.
Una situazione non più sostenibile, che richiede soluzioni strutturali non più rinviabili, questa la richiesta emersa dalle assemblee con le Lavoratrici e i Lavoratori della ASST Lariana.
Più volte abbiamo esplicitato alla Direzione le criticità organizzative e gestionali presenti in Azienda, cercando in modo responsabile e collaborativo di individuare possibili soluzioni con modalità
innovative partecipando a percorsi formativi e tavoli tecnici.
La Direzione Generale dichiarava in data 2 novembre 2017 alle parti, che la spesa del costo del Personale riferita all’anno 2017, era stata aumentata di 2 milioni di euro rispetto al precedente anno
2016.
Le scriventi si domandano: “dove sono finiti questi 2 milioni di euro di Personale in più, se a tutt’oggi la Direzione riduce il numero in turno del Personale Sanitario? riferito ai contingenti minimi in caso
di sciopero?” Alla carenza di personale ormai evidente, la situazione è ulteriormente aggravata dalla mancanza di soluzioni organizzative (che sfociano in una iperproduzione di ordini di servizio e di oltre 100.000 h di straordinario per l’anno 2017) e dalla mancata presa in carico di una serie di problematiche poste dalla RSU e OO.SS (tutti atti documentabili dalle note e missive inoltrate).
Il pronto soccorso è ormai visto come una specie di girone infernale, ma nessuno si pone il problema di comprendere a fondo le ragioni, I concorsi vanno deserti e le domande di congedo e trasferimento
sono in aumento.

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Como Monteolimpino - Fanetti e Cereghetti - PD: “appena realizzata, la rotatoria Iperal già piena di buche. Il comune dov’è?”

 “Dopo solo un mese, la nuova rotatoria davanti all’Iperal appena inaugurato, a Monteolimpino, è già una groviera e rappresenta un pericolo per i moltissimi mezzi che ci passano quotidianamente”, lo denunciano Stefano Fanetti, capogruppo del Pd in consiglio comunale, e Barbara Cereghetti, segretaria del Circolo di Monteolimpino.“Come ogni volta che si apre un nuovo centro commerciale, i lavori per la viabilità spettavano all’azienda che ha realizzato il progetto – spiegano i due esponenti Pd –. Di fatto, il 10 dicembre una ditta incaricata ha finito di posare l’asfalto, ma oggi quello della rotatoria di accesso al supermercato si sta già sgretolando”.I buchi si vedono a occhio nudo e rischiano di provocare danni ai mezzi che passano, sia dei residenti che dei molti che vanno e vengono dal confine con la Svizzera come traffico di passaggio. “Non solo è brutto da vedere, ma è anche pericoloso per auto, motocicli, pedoni… Probabilmente, l’asfalto non è adeguato ai carichi previsti”, insiste Cereghetti.

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Barriere architettoniche - Lissi e Guarisco: “l’iter del piano è stato avviato: la giunta non deve far altro che proseguire il lavoro di Lucini”

“L’iter del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche non solo è già stato avviato, ma erano già anche stati stanziati 190mila euro per il 2017. Quindi, la Giunta Landriscina non deve fare altro che dare corso alla nostra programmazione. Nulla di più”, lo ribadisce Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd, dopo averlo già fatto presente durante la seduta d’Aula e dopo le notizie apparse in queste ore sui mass media. “Un conto è stato votare e appoggiare la mozione dei cinquestelle che sollecitava la messa in opera di un piano – le fa eco il collega Gabriele Guarisco –. Un altro sono le parole del vicesindaco che sostiene non esserci nulla in proposito e che una commissione preposta lavorerà per produrre un programma. I documenti parlano chiaro: nel Piano esecutivo di gestione del responsabile del settore Gestione reti stradali, uno degli obiettivi è proprio il Peba”.

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Licei da quattro anni: la scuola del centometrista. di Licei da quattro anni: la scuola del centometrista, di Stefano Rognoni - portavoce Giovani Comunisti/e Como

Anche a Como parte la sperimentazione dei licei da quattro anni: il MIUR ha autorizzato la formazione di classi di liceo quadriennale al Giovio, al Setificio ed al Gallio.tuvalu2
La scuola italiana, già duramente colpita dai tagli previsti dalle varie riforme, tra cui quelli del Ministro Gelmini, si troverà – se la sperimentazione darà risultati – a dover portare a termine la preparazione prima spalmata in cinque anni in quattro.
Questo significa, nella migliore delle ipotesi, un carico di lavoro molto più gravoso per docenti e studenti che dovranno “correre” per insegnare/apprendere quel che serve, senza tempo per approfondire, per discutere, per ottenere una conoscenza non nozionistica. Più probabilmente, vista la tendenza della scuola a ridurre progressivamente il suo ruolo di formazione di cittadini a vantaggio di una formazione al lavoro, si eseguiranno dei veri tagli al percorso svolto in classe mentre il resto sarà demandato al lavoro “privato” di ogni studente. Ciò significherebbe che gli studenti con maggiori disponibilità per avere lezioni private, o semplicemente con un contesto famigliare più stimolante, avranno ancor maggiori possibilità di riuscire a svantaggio degli altri.
Come Giovani Comunisti/e rivendichiamo per gli studenti e per i docenti il diritto a vivere la scuola non come una gara di corsa ma come un momento di formazione, in cui vi sia modo e tempo di

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E' venuta a mancare Maria Lourdes Mendoza, collaboratrice storica della CGIL. L'abbraccio della camera del lavoro

Apprendiamo con tristezza una drammatica notizia: questa mattina, a seguito di un incidente stradale, ha perso la vita  Maria Lourdes Mendoza, per noi "Malù", una storica collaboratrice volontaria dell’ufficio stranieri della Cgil di Como, impegnata da anni nell’attività di volontariato a favore dei lavoratori stranieri e riferimento per la comunità filippina del comasco."Malù - scrive la segreteria della Cgil -  è stata una presenza importante che non ha mai fatto venir meno il suo contributo alle iniziativa della Cgil, ultimamente aveva partecipato alla manifestazione nazionale del 2 dicembre a Torino".

Arrivata dalle Filippine in Italia nel 1979, si è trasferita tre anni dopo a Como, città dove ha vissuto e lavorato. Punto di riferimento per la comunità filippina, ha organizzato per anni la festa di Natale dalle Canossiane e ha scritto su una rivista dedicata ai suoi connazionali in Italia. Inoltre, oltre a essere stata mediatrice culturale, ha collaborato volontariamente con la Cgil per seguire richieste e bisogni degli stranieri. Il 7 luglio 2015 era riuscita finalmente a ottenere la cittadinanza italiana. "Per lei - spiega Ardjan Pacrami, responsabile Clas Cgil - era fondamentale spendersi per gli altri. Inoltre, riteneva fondamentale informare tutte le persone sui loro diritti, e ogni sua conoscenza in questo campo la condivideva con tutti"

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Gli enti e le associazioni del Terzo Settore che si occupano di grave marginalità, di fronte alla ormai nota “Ordinanza contingibile e urgente a tutela della vivibilità urbana e del decoro del centro urbano” e soprattutto di fronte alle conseguenze

Sette anni fa gli enti hanno costituito un Coordinamento -di cui fa parte lo stesso Comune di Como- con la finalità di lavorare per migliorare la qualità della vita delle tante persone senza dimora della nostra città. Lo stile che fin da principio ha contraddistinto la nostra attività è stato quello di lavorare in una logica di rete e di condivisione nel rispetto delle diverse competenze e posizioni. L’ordinanza in oggetto, che va a colpire indistintamente e senza opportuno discernimento le persone con cui e per cui noi operiamo, è stata purtroppo emanata senza la minima condivisione (o preventiva comunicazione) da parte dell’Amministrazione Comunale. Lungi da noi voler dettare la linea a Sindaco e Giunta, siamo però rimasti colpiti dal metodo: nessun coinvolgimento in merito e nessuna volontà di ascolto/confronto preventivo con chi da anni opera, in collaborazione con l’Amministrazione, e con il coinvolgimento di tantissimi cittadini volontari, nell’ambito della grave marginalità. Un fulmine a cielo (quasi) sereno. Da qui la necessità di esprimerci attraverso questo comunicato, dopo aver comunque espresso personalmente alla Vicesindaco quanto qui riportato, come riteniamo corretto in una logica di rete.
Il Sindaco ha affermato di essere disponibile ad incontrarci. Noi ci siamo e continuiamo a credere in un dialogo costruttivo, distante da strumentalizzazioni politico-partitiche ma improntato alla ricerca di soluzioni condivise.

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MENDICANTI COMO, Chiara Braga e Guerra (PD): “Abbiamo scoperto che l’on. Molteni è sindaco di Como. Problemi complessi non hanno soluzioni semplici”

“Abbiamo scoperto che l’onorevole Molteni è sindaco di Como: sull’ordinanza contro i poveri dichiara ‘io vado avanti’, ‘nessun passo indietro’; e se invece il dottor Landriscina volesse correggere il tiro ed evitare guai peggiori alla città, additata ovunque come esempio di inutile spietatezza? Perché un conto è utilizzare le ordinanze che nelle intenzioni dei ministri Minniti e Orlando devono “prevenire situazioni che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità” quali spaccio, sfruttamento della prostituzione e accattonaggio con minori e disabili; un altro è spingersi fino a vietare ai volontari e alla popolazione di dare da mangiare o da bere alle persone in povertà”. Lo dichiarano i deputati comaschi del Partito Democratico, Chiara Braga e Mauro Guerra in risposta ai commenti del collega leghista Nicola Molteni intervenuto a difesa dell’ordinanza anti accattonaggio approvata nei giorni scorsi dal sindaco di Como Mario Landriscina.

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Filcams Cgil Como - Sciopero in Provincia di Como Per Carrefour- Esselunga-Coin - Metro-Iper-Bennet Famila-Ovs

Ormai da 4 anni le aziende della grande distribuzione e della distribuzione organizzata, associate a Federdistribuzione, impongono unilateralmente l’applicazione di quello che a tutti gli effetti risulta essere un regolamento associativo, residuo del precedente contratto collettivo nazionale di lavoro terziario, distribuzione e servizi scaduto nel 2013.
Federdistribuzione, infatti, in spregio a un diritto costituzionalmente garantito, non solo oppone un’irragionevole chiusura rispetto alla definizione di un contratto collettivo nazionale di lavoro di settore, ma continua, ingiustificatamente, a rifiutarsi di applicare il rinnovo del ccnl terziario distribuzione servizi del 2015, unico che al momento è tenuta ad applicare.
La Filcams Cgil ritiene grave la condotta mantenuta dall’associazione datoriale ed inaccettabile il danno che tale comportamento determina per le lavoratrici e i lavoratori sia sotto il profilo retributivo che contributivo, anche in considerazione degli incrementi salariali erogati unilateralmente, nettamente inferiori da quelli previsti dal contratto rinnovato.

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Bivacco solidale - Anche Il Partito Democratico Comasco aderisce all’iniziativa di Como Senza Frontiere

Aderiscono anche il Partito Democratico della provincia di Como e il Gruppo consiliare del Pd al ‘Bivacco solidale contro chi affama i poveri’, sabato 23 dicembre, alle 10, davanti all’ex chiesa di San Francesco, in largo Lorenzo Spallino 1, a Como, organizzato da Como Senza Frontiere.  “Dopo l’inqualificabile decisione della Giunta Landriscina di impedire la distribuzione di cibo ai poveri, l’adesione all’evento di Como Senza Frontiere è venuta spontanea – commenta Angelo Orsenigo, segretario provinciale del Pd –. Non vogliamo che il nome della nostra città sia universalmente associato ad azioni tanto spregevoli, soprattutto in un periodo come il Natale che, se vale per tutto l’anno, rappresenta ancora di più, per il suo significato, il momento della solidarietà, della vicinanza, della compassione. Invece, a Como proprio il centrodestra, che si fregia di essere il portatore di questi valori cristiani, sbatte la porta in faccia a chi ha bisogno e caccia via malamente dalle strade le persone più deboli e in difficoltà. Una vergogna”.

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ANPI - Como sia città della solidarietà e non dell'egoismo e dell'indifferenza

Esprimiamo totale contrarietà nei confronti delle ultime scelte dell’Amministrazione comunale di Como che in materia di lotta alla povertà, non ha trovato altro modo che utilizzare metodi repressivi ottocenteschi, mascherandosi dietro al pretestuoso decoro urbano ed utilizzando perfino agenti della polizia locale. Crediamo poi che sia totalmente inumano impedire la possibilità di ricevere pasti caldi distribuiti dalle meritorie associazioni di volontariato, che di fatto sopperiscono alle carenze delle Istituzioni in tema di assistenza. Ricordiamo agli amministratori della città di Como che la Costituzione italiana impone di assicurare a tutte e a tutti le condizioni necessarie per vivere dignitosamente, perché nessuno deve essere lasciato solo, soprattutto in questo momento storico in cui in Italia è spaventoso l’aumento della povertà materiale e permangono o addirittura crescono le disuguaglianze sociali. Quando non si rimuovono le condizioni che impediscono lo sviluppo e la partecipazione di ogni cittadino e cittadina all’attività del paese, si stanno violando i principi fondamentali della Costituzione italiana che recita:

Art. 2 - La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

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CGIL: L'ordinanza del sindaco offende la città. Il 23 diremo al sindaco che non sarà un'ordinanza a cancellare la COMO SOLIDALE

Como, purtroppo, è di nuovo alla ribalta della stampa nazionale perchè additata come città in cui si negano i diritti e le tutele per i soggetti più fragili. L'ordinanza emessa dal sindaco, che colpisce i poveri della città impedendo loro non solo di sostare nel centro storico ma addirittura di essere sfamati dai volontari e dalle volontarie che di loro si occupano, è a nostro avviso un atto offensivo verso i cittadini comaschi. La giunta Landriscina anziché preoccuparsi di promuovere politiche per sconfiggere la povertà emette ordinanze che mirano a togliere dalla vista i poveri. Solo per le festività natalizie, però. Lo chiamano decoro urbano, a noi pare un atto indecoroso e inumano. Questa amministrazione non ha ancora lasciato trapelare nulla in merito a quali siano i progetti per il futuro della città, non ha ancora affrontato le

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ANTIFASCISMO: «Il PRC/SE della Lombardia in piazza il 20 dicembre 2017 a Como con le studentesse e gli studenti di U.D.S.».

«Il Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea della Lombardia aderisce alla mobilitazione antifascista lanciata dalle studentesse e dagli studenti di Unione degli studenti di Como. Da anni denunciamo una pericolosissima deriva neofascista ed un lassismo da parte di Governo ed istituzioni nel contrasto al fenomeno concedendo, nonostante le continue segnalazioni fatte dagli antifascisti, agibilità politica a gruppi ed organizzazioni che si rifanno direttamente al pensiero nazifascista. Crediamo inoltre che ci sia una stretta connessione tra rigurgiti di estrema destra e le politiche messe in atto dal governo guidato dal Partito Democratico sul tema delle migrazioni che è diventato un tema unificante di tutta la destra razzista, fascista e xenofoba. Per tutte queste ragioni condividiamo l’appello lanciato dalle compagne e dai compagni di U.D.S. ed aderiamo alla manifestazione “NO NAZI IN MY TOWN – CORTEO ANTIFASCISTA” che si terrà a Como mercoledì 20 dicembre – dalle ore 14:00 nel parco antistante alla stazione S. Giovanni di Como».

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Folta presenza della CGIL alla manifestazione di domani: “Prendiamo atto che per il sindaco le priorità sono altre”

Alla manifestazione del 9 dicembre, oltre alla presenza del segretario generale della Cgil Susanna Camusso, sarà presente una folta delegazione della Cgil Lombardia e della Cgil nazionale.
Arriveranno pullman da Brescia, Pavia, Lecco, Varese e Sondrio. È annunciata la presenza di tutte le Camere del Lavoro delle province lombarde e di delegazioni provenienti dal Veneto e dal Piemonte.
Riteniamo che di fronte a qualche migliaio di persone, comaschi e non, per una manifestazione contro ogni forma di fascismo, la presenza del sindaco della Città sia doverosa. Scopriamo invece che non ritiene suo dovere esserci.
Alla Cgil di Como sarebbe stata gradita la solidarietà dell’amministrazione comunale anche a seguito degli episodi di i toleleranza che nei mesi scorsi ci hanno riguardato (le incursioni di forza nuova, i volantini accusatori e intimidatori).
Prendiamo atto che per il sindaco e questa giunta le priorità sono altre, come per esempio rimuovere le panchine dove sostano i migranti o chiudere il rubinetto dove si approvvigionano di acqua

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