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 Mercati CortoBio 

Tutti i sabati presso il Parco dei "Comboniani" a Como-Rebbio, dalle 8 alle 12, è allestito il "CortoBio", il mercato dei produttori biologici e locali (via Salvadonica 3)
 

 

 

 

 

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PD Como - Cereghetti: “nel nostro programma capolinea in piazzale Frank e via Bellinzona senza corsia preferenziale”

Entra nel vivo della vicenda dello spostamento della fermata del bus a Ponte Chiasso anche il Partito democratico, per voce del segretario del Circolo Como Nord, Barbara Cereghetti. “La decisione di questa amministrazione comunale non può essere certo liquidata con un ‘vedremo’ o un ‘parlerò con chi di dovere e sistemeremo tutto’, come ha fatto il consigliere comunale di Fdi. La scelta è stata ben precisa e denota un totale disinteressamento della Giunta di centrodestra rispetto ai problemi del quartiere più a nord di Como”, dice Cereghetti.Per il Pd, il programma per Ponte Chiasso era radicalmente diverso: “Lo avevamo scritto nero su bianco e presentato durante la nostra campagna elettorale: il nostro progetto prevedeva lo spostamento del capolinea dei bus in piazzale

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AltraComo redazione

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AltraComo è un sito open source - una sorta di spazio pubblico, libero e non definito - dove, attraverso video, comunicati e agende virtuali, si dà spazio agli eventi del territorio comasco. Il progetto è gestito e coordinato da NOERUS, circolo ARCI nato nel 2000 come centro di vita associativa, autonomo, pluralista, apartitico, a carattere volontario, democratico e progressista senza finalità di lucro, con l’obiettivo principale di promuovere socialità e partecipazione e contribuire alla crescita culturale e civile dei propri soci e dell'intera comunità, realizzando attività culturali, ricreative, sportive e formative, nonché servizi

 

Como – PD - Lissi: “il consiglio comunale doveva condannare l’episodio. Ma non ci hanno ascoltati”

La maggioranza di centrodestra ha bocciato, nella seduta di consiglio comunale di ieri sera, la mozione del Pd sull’attacco xenofobo a Como senza frontiere. L’atto recitava: “Il consiglio comunale di Como esprime la più netta riprovazione e condanna dell’attacco ai principi di solidarietà, non violenza, antirazzismo e antifascismo che l’irruzione del 28 novembre 2017 rappresenta e la ferma solidarietà ai membri della rete Como senza frontiere per l’atto di aggressione subito. Impegna altresì il sindaco a farsi latore della presente mozione presso i responsabili della rete Como senza frontiere”.

Un simbolo, più che altro, ma dal significato profondissimo. Tant’è che di fronte alla scelta del sindaco Landriscina di astenersi, Patrizia Lissi, consigliera comunale del Pd che è intervenuta per presentare la mozione, ha “ringraziato il sindaco per aver disapprovato, durante l’intervento in Aula, questo grave episodio, ma ho anche chiesto che tutto il consiglio fosse unito nella condanna di questo fatto grave, per non permettere che rimanga l’idea che in questa città ci possa essere una tolleranza verso fatti del genere”.

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COMO ACQUA: appello dei sindacati

Le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil di Como fanno appello alla Provincia di Como, alle amministrazioni locali e alle forze politiche comasche affinché si sblocchi al più presto la vicenda riguardante la fusione e l'incorporazione delle società partecipate nel gestore unico del servizio idrico integrato “ Como Acqua”.
Le nostre organizzazioni hanno condiviso il percorso di creazione di Como Acqua, chiedendo garanzie occupazionali e l'istituzione di un tavolo per la definizione di un accordo quadro per la gestione dei lavoratori che confluiranno o “avrebbero dovuto confluire” in Como Acqua, condividendo anche un cronoprogramma che prevedeva le fusioni delle società entro dicembre 2017.
Il voto del 15 novembre ha improvvisamente bloccato il processo di fusione gettando, di fatto, nell'incertezza il futuro dell'acqua pubblica comasca e il futuro occupazionale di 153 lavoratori.
È necessario che tutte le parti in causa agiscano in maniera univoca e collaborativa al fine di salvare la gestione pubblica dell’acqua e, al contempo, evitare che le pesanti sanzioni comunitarie si scarichino sul territorio, scongiurare il pericolo che l'acqua finisca nelle mani dei privati.

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24 novembre sciopero studentesco. Il Prc/SE Lombardia a fianco delle studentesse e degli studenti in lotta per una scuola della Costituzione

Giovanna Capelli, responsabile scuola della Segreteria Regionale del Prc/SE Lombardia ha dichiarato: «Domani gli studenti e le sudentesse italiane si mobiliteranno con manifestazioni e iniziative di piazza per rappresentare nello spazio pubblico  il loro disagio personale e il loro punto di vita politico verso  un sistema scolastico completamente in dissesto, colpito  dalla legge della cosiddetta «Buona Scuola « nella sua funzione costituzionale  di strumento per la promozione della uguaglianza .

Infatti da soggetti del diritto allo studio e al sapere  gli studenti sono stati trasformati in clienti di offerte formative parcellizzate di Istituti in competizione reciproca, gestiti in modo privatistico dal Dirigente menager, che marginalizza la centralità della didattica e delle finalità pedagogiche della istruzione pubblica.

L’alternanza scuola lavoro è la rappresentazione simbolica di questa trasformazione subalterna al mercato: addestra studenti e studentesse ad essere forza lavoro senza diritti, a entrare docilmente nel meccanismo della flessibilità, della precarietà, al comando del capitale. E’ un assaggio del futuro a cui la globalizzazione neoliberista li avvia.Non a caso la legge di stabilità 2018 non aumenta il finanziamento al diritto allo studio e alla istruzione e invece incrementa gli incentivi alle aziende che saranno disponibili ad accogliere gli studenti della alternanza scuola lavoro .I soldi ci sono per banche ed aziende non per gli studenti e gli insegnanti e per l’ edilizia scolastica.

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Una Mostra a fumetti per ricordare le “Vittime di mafia”

Nell’ambito della Rassegna “5 colpi alla ‘ndrangheta”, allestita una mostra itinerante tra Arosio, Carugo, Inverigo, Lurago e Mariano
Una Mostra a fumetti per ricordare le “Vittime di mafia”
A ricordo di Falcone, Borsellino e altri caduti sotto i colpi delle mafie
AROSIO - CARUGO - INVERIGO - LURAGO - MARIANO C.SE (CO) – Una mostra di graphic novel dal titolo “Vittime di mafia - 5 vite cadute nella lotta alla criminalità organizzata”.
La Mostra intende raccontare, attraverso il linguaggio del romanzo a fumetti, la storia di 5 protagonisti della lotta alle mafie, caduti per mano della stessa criminalità organizzata: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Mauro Rostagno e Lea Garofalo.
Ma l’intento è anche un altro, come dichiarano proprio gli organizzatori della mostra: “La Mostra vuole ricordare tutte le vittime delle criminalità. Infatti molte altre persone, più o meno “famose”, sono state assassinate dalla criminalità organizzata. Altre hanno subìto violenze, intimidazioni, minacce. Tra queste anche semplici cittadini che si sono opposti alle mafie o non hanno voluto cedere ai soprusi della criminalità”.

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Servizio di consegna pacchi poste italiane in tilt, cittadini infuriati per il disservizio

Federconsumatori Como sta raccogliendo denunce di cittadini esasperati dal mancato ricevimento di pacchi inviati attraverso gli sportelli di Poste Italiane.La causa del pesante e prolungato disservizio è lo sciopero in corso da settimane dei lavoratori dipendenti di cooperative cui la SDA Courier, controllata da Poste Italiane, appalta i servizi di consegna pacchi per Poste Italiane  oltre che per Amazon.
 La mobilitazione dei lavoratori che continua da settimane, ha determinato la congestione della filiera della distribuzione con disagi pesantissimi per i consumatori che sono in attesa di ricevere i loro pacchi e non hanno notizie sulle tempistiche di consegna.

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Successo per la prima edizione della “Fiera della Canapa” ad Erba

Circa mille persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”
Il parco di Villa Amalia ha ospitato gli stand e le conferenze sulla cannabis sativa

ERBA (CO) – Circa mille persone hanno visitato la prima edizione della “Fiera della Canapa”, tenutasi domenica 2 luglio a Villa Amalia di Erba, organizzata dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”.
Al mattino molto interesse ha riscosso la conferenza-dibattito dal titolo “Cannabis sativa: coltivazione e usi, per un’economia e un ambiente puliti”, cha ha visto gli operatori del settore (associazioni dei canapai, agricoltori e imprenditori), confrontarsi con gli amministratori pubblici e coi politici, in primis sull’applicazione della legge nazionale votata dal Parlamento a dicembre 2016. Apprezzati, tra gli altri, gli interventi della dott.ssa Nicoletta Ravasio del CNR, e di Margherita Baravalle di Assocanapa.

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Federconsumatori - RIMBORSO DELL’IVA SULLA TIA: FACCIAMO CHIAREZZA

Federconsumatori Como precisa la sostanza della  notizia che sta circolando tramite Whastapp in merito al possibile rimborso dell'IVA sulla Tia ( Tariffa di Igiene Ambientale). La cassazione, con sentenza dell'8 marzo 2012,  anche in seguito ad azioni di denuncia/contrasto messe in atto da alcune  asociazioni di tutela dei consumatori (tra le quali Federconsumatori), ha confermato l'illegittimità dell'Iva sulla Tia (ora Tari) in quanto tributo non soggeto a Iva. Un chiarimento dovuto, viste le moltissime richieste che ci stanno pervenendo.
Innanzitutto è importante tenere in considerazione, visto che si tratta di una questione piuttosto datata, dei termini di prescrizione. Termini di prescrizione che limitano la possibilità  di  richiedere il rimborso solo per gli ultimi due anni di applicazione della Tia per un importo irrisorio.
Inoltre il rimborso non è automatico, bisogna vincere una causa collettiva per richiederlo: il bilancio tra le spese per la causa e l'importo del rimborso comporterebbe un sostanziale azzeramento del beneficio.
Nulla toglie che, chi volesse appellarsi ad una questione di principio, ha diritto a farlo e saremo pronti ad assisterlo.
Ad ulteriore chiarimento ribadiamo che ad  oggi, in ogni caso, l'Iva non è più applicata sull’imposta relativa alla raccolta/smaltimento dei rifiuti urbani e che peraltro il Comune di Como non ha mai applicato l' Iva.

Como/Migranti – Prc/SE Como: «In città riparte la pratica delle deportazioni verso Taranto. Diritti umani totalmente negati e persone messe nelle mani del caporalato. Inaccettabile! Il Comune prenda immediatamente una posizione».

Ieri a Como dopo i rastrellamenti fatti dalle forze dell’ordine è ripartita la disumana pratica delle deportazioni dei migranti verso Taranto.

Ancora una volta a pagare il prezzo di leggi scellerate che mettono persone umane nella condizione di “illegalità” e che permettono solo lo spostamento dei capitali e non quello delle persone sono coloro i quali hanno  lasciato tutto ciò che avevano, nella speranza di trovare la giusta accoglienza in paesi dove non avrebbero rischiato la vita ogni giorno.


Da una prima analisi sembrerebbe che i controlli effettuati in città nella zona di San Rocco e al Don Guanella abbiano visto la sola discriminate del possesso o meno di “documenti” per selezionare chi sarebbe stato scortato in dogana a Chiasso, caricato forzatamente su un pullam diretto a Taranto e nella migliore delle ipotesi, finire a raccogliere pomodori fornendo manodopera a costo zero all’organizzazione criminale del caporalato.

Da testimonianze ci risulta che siano state rastrellate anche 30 persone assolutamente pacifiche che da tempo passavano la notte presso la Parrocchia di Rebbio.

Come l’estate scorsa è stato aperto un bando per individuare l’azienda che conquisterà l’appalto delle deportazioni, quindi ancora una volta ci sarà chi su questa pratica lucrerà.


Troviamo disumano ed inaccettabile che un paese cosiddetto “civile” permetta che delle persone già in grande difficoltà ed in una situazione di evidente debolezza subiscano tali trattamenti  a causa della sola “colpa” di aver deciso di fuggire da paesi dove la propria incolumità non era minimamente garantita. Insomma con la colpa di aver deciso di vivere.


Chiediamo con forza che l’amministrazione comunale decida una volta per tutte di prendere realmente una posizione forte su questo tema.

Non possiamo permettere che nella nostra città non venga rispettato nessun tipo di diritto umano.

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Cittadella della Salute: PreSST (Presidio sociosanitario territoriale) subito ed a gestione pubblica

La Regione Lombardia, con deliberazione di Giunta dello scorso 30 Gennaio, ha proceduto ad una classificazione dei pazienti cronici in cinque livelli di bisogno ed ha deciso che la presa in carico esclusiva del loro percorso di cura sia effettuata da parte di “soggetti gestori”, pubblici ma anche privati accreditati, selezionati dalle ATS (Agenzia per la Tutela della salute) già entro il prossimo mese di Giugno.
La stessa deliberazione riserva però ad atti successivi ogni definizione sia dei requisiti d’idoneità dei Gestori, sia delle caratteristiche e dotazioni dei loro Centri Servizi, relegando inoltre i Medici di Medicina Generale ad un ruolo marginale e poco definito, non solo nella cura del paziente cronico, ma anche nella preliminare definizione del suo Piano di Assistenza Individuale.
Nessun cenno invece - sempre da parte della Regione - alle modalità di costituzione dei PreSST, quei Presidi Sociosanitari Territoriali che la riforma regionale avrebbe dovuto mettere al centro dell’integrazione socio-sanitaria. Nel Piano Organizzativo Strategico (POAS), in attesa di approvazione regionale ormai da Ottobre 2016, l’ASST Lariana, si limita ad ipotizzarli sul territorio senza però alcuna progettazione organizzativa, dichiarandosi in attesa delle ulteriori indicazioni regionali in merito alle loro modalità costitutive.
La Cittadella della Salute di Via Napoleona, in stretto collegamento con le Cure Primarie erogate dai Medici di Medicina Generale e con i Servizi sociali dei Comuni, avrebbe dovuto in breve tempo prendere in carico, in un luogo fisico riconoscibile ed accessibile, la persona e il complesso delle sue fragilità. Invece la sua realizzazione non è ancora scontata e l’ASST si è limitata sinora ad un mero “trasloco” di alcune attività territoriali dell’ex ASL.
In questo scenario, il Comitato Cittadella della Salute esprime forte preoccupazione per il ruolo che l’ASST Lariana potrà giocare, nel prossimo futuro, con la propria Rete Territoriale in quella che si è ormai delineata come la partita fondamentale della salute pubblica.
Partita che, ostacolato di fatto lo sviluppo del progetto della Cittadella, rischia di consegnare, nel nostro territorio, al privato accreditato, notoriamente più agile nei riposizionamenti sul “mercato” sanitario, il monopolio nella gestione della più importante fascia di utenza, quella che trarrebbe invece il maggior beneficio solo da una vera integrazione dei servizi pubblici, sanitari, socio-sanitari, sociali e previdenziali.
Questa integrazione può essere anche l’ultima carta da giocare per delineare il futuro dell’area dell’ex Ospedale Sant’Anna che, non trovando acquirenti per la parte da privatizzare, può solo puntare sul volano di una Cittadella dei servizi pubblici.

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QI CASA DI ALBESE: ordini non evasi, FEDERCONSUMATORI sta raccogliendo le segnalazioni

Ordini non evasi per un volume complessivo non inferiore ai 20mila euro. Sono diverse le segnalazioni giunte a Federconsumatori circa l'esercizio commerciale QI Casa di Albese con Cassano: "Le lettere di messa in mora - spiega la presidente Mara Merlo -  inviate alla sede legale di Monza sono rimaste senza riscontro. Nemmeno il tentativo di contattare l'ufficio legale di Agos Ducato, in relazione ai contratti di finanziamento eventualmente accesi, ha avuto esito. Il timore è che ci possano essere altri clienti sottoscrittori di ordini e finanziamenti che difficilmente potranno recuperare gli anticipi versati e risolvere il contratto di finanziamento stante la situazione di sofferenza della società dichiarata ai clienti.
Gli ordini sono riferibili al periodo luglio e dicembre, di conseguenza i tempi di consegna sono ampiamente superati: " Invitiamo chi abbia avuto altri contrattempi a segnalarceli".
Federconsumatori Como sta valutando le iniziative da porre in atto per recuperare i crediti dei consumatori. Chi volesse segnalare, scriva a [email protected]lombardia.it<mailto:[email protected]federconsumatori.lombardia.it> oppure telefoni allo 031.242824

23 gennaio/ Consiglio aperto, ma parziale

Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni

Non è un buon segnale il fatto che neppure sul tema epocale dei diritti dei migranti la città di Como non solo non trovi unità, ma neppure capacità di costruzione di sedi democratiche nelle quali i diversi attori si confrontino alla luce del sole. La deleteria tendenza a costruire tavoli separati e riservati, nicchie spesso opache nelle quali alcune delle diverse opzioni si confrontano rifiutando la trasparenza che nelle tematiche dei diritti e della democrazia è vitale.

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Poste: sciopero straordinari dal 9 dicembre al 9 gennaio

Como, 7 dicembre 2016 - Venerdì 9 dicembre invece scatterà lo sciopero degli straordinari dei lavoratori di Poste Italiane che si protrarrà
fino al 9 gennaio 2017. I lavoratori protestano ancora, dopo lo sciopero nazionale del 4 novembre, contro l’ipotesi di privatizzazione del capitale di Poste, oltre che per i disservizi creati dal recapito a giorni alterni, verso il quale di recente anche il Parlamento dell’UE ha espresso una posizione contraria, e per rivendicare un piano di rilancio della logistica. Infine, i sindacati (Slp Cisl, Slc Cgil, Failp Cisal, Confasal.Com e Ugl Com) denunciano la grave situazione degli uffici postali, dove gli organici sono carenti e dove lavorano dipendenti part time che aspettano da anni la trasformazione del loro contratto a tempo pieno. "Siamo preoccupati - aggiunge Giovanni Fagone, segretario provinciale Slc - per il carico di lavoro, insieme al mancato impegno che l'azienda aveva assunto sia sulla formazione che sul potenziamento dei mezzi. Segnaliamo anche le gravi difficoltà dei portalettere per quanto concerne l'aggravio dei carichi di lavoro in concomitanza al periodo natalizio ma non solo, unitamente alle commesse Amazon (pacchi) e al fatto che l'organico è ai minimi termini causa pensionamenti e uscite incentivate, senza che vi siano sostituzioni stabili. La situazione in alcune zone della provincia è grave,
Pensiamo all'Alto Lago, alla luce anche delle condizioni morfologiche". Per maggiori informazioni: Giovanni Fagone, segretario provinciale Slc