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 Mercati CortoBio 

Tutti i sabati presso il Parco dei "Comboniani" a Como-Rebbio, dalle 8 alle 12, è allestito il "CortoBio", il mercato dei produttori biologici e locali (via Salvadonica 3)
 

 

 

 

 

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Istanza promossa dal Comitato di Volontariato per la Tutela della Val Mulini 1631

Ronago li 03/07/2015

Spett.le AltraComo,

Buongiorno, mi chiamo Alessandro Zangrandi ed abito in Val Mulini a Ronago, Como.

La Val Mulini, propriamente Valle Faloppia, è una piccola e verde valle percorsa da un torrente, la Faloppia, con un piccolo laghetto. Il colore predominante è il verde in ogni stagione grazie agli infiniti rigagnoli che bagnano i prati.

Le organizzazioni locali hanno promosso la creazione di vari sentieri tra cui il "Circuito Turistico Val Mulini" che racchiude in un solo percorso cenni sia storici che ambientali.

Il piccolo laghetto, che è sede di una associazione di cannisti, attira ogni anno i rospi (protetti dalla Convenzione di Ginevra ed inseriti nella lista rossa IUCN come vulnerabili) ed alcuni abitanti si preoccupano di far attraversare la strada agli anfibi nel periodo della riproduzione. E' stato creato il percorso "bosco dell'aglio", un sentiero con cartelli didattici all'interno di un bosco di particolare pregio.

Nei secoli la Val Mulini è stata industrializzata secondo i parametri propri dell'epoca. Prima la valle era sede di numerosi mulini azionati dal torrente; sono ancora visibili alcune ruote ed una segheria completamente azionata dall'acqua. Nella valle sorse la Masseria del Sole, il Roncaccio per tutti, una grande  cantina con magazzini, in parte ora adibiti ad abitazione ed in parte bisognoso di attenzioni.

All’inizio del secolo scorso fu costruita una cartiera, una fornace ed una piccola centrale idro elettrica che in grande anticipo sui tempi, rese la valle in parte energeticamente indipendente. Con la guerra le attività cessarono e gli edifici vennero o adibiti ad abitazione o cancellati. Fu poi il contrabbando con la confinante confederazione Elvetica a fare da padrone non ufficiale nella economia locale.

Ci è stata tramandata quindi una valle con una bellezza paesaggistica rara in queste zone, una flora ed una fauna ancora ben presente ed una storia ancora percepibile e visibile. Sono stati scritti ben due libri su Ronago, a firma del Prof. Mascetti, che ci accompagna con la sua enorme cultura in ogni passeggiata organizzata in valle.

Purtroppo, proprio per la sua posizione confinante con la Svizzera, la Val Mulini rischia di allungare la lista dei paesi deturpati dagli interessi economici a discapito dell’ambiente e del benessere degli abitanti.

Da anni numerose cave hanno deturpato la terra nella valle e nei paesi circostanti; vedere il territorio dall’alto è impressionante: le cave sono più grandi dei paesi e sono in continua espansione.

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La ribellione partigiana di Santa Libera

 

La ribellione partigiana di Santa Libera

Incontro con Giovanni Gerbi, partigiano della Formazione “Stella Rossa” e della IX Divisione Garibaldi
“Imerito” nelle Langhe, ribelle di “Santa Libera”.
Giugno 1946. Il Guardasigilli Togliatti emana il decreto di amnistia, grazie al quale i fascisti escono dalle carceri ed iniziano a riorganizzarsi. La rabbia dei partigiani, esasperati dall’andamento degli eventi, esplode ad Asti nell’agosto del ‘46, quando un gruppo di ex combattenti si riarma e ritorna sulle montagne, a Santa Libera. Mentre i partiti di governo si mobilitano per far cessare la ribellione, dal Piemonte alla Lombardia centinaia di partigiani seguono l’esempio di Santa Libera. Giovanni Gerbi, ribelle di Santa Libera, porta la propria testimonianza su un capitolo scomodo e cruciale della lotta partigiana, ignorato da molti storici.